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Altro tiro Altro giro Altro regalo

Un saggio emozionante come una Gara 7 delle Finals Nba

Cosa fa del basket uno dei giochi più belli al mondo?

Tutto.

Flavio Tranquillo racconta il suo amore per il Gioco, quello vero, in un saggio emozionante come una gara 7 delle Finals Nba: quattro quarti – senza dimenticare post e pre game – per scoprire la storia, i protagonisti e le strategie attraverso l’occhio esperto di chi la palla a spicchi l’ha sempre vissuta da vicino, cercando di trasmetterne il fascino e la magia di uno sport in cui il singolo può emergere ma, alla fine, ciò che conta davvero è sempre e solo la squadra.

Altro giro, altro tiro, altro regalo! Di quando un giocatore mette a segno molti punti

Per gli appassionati della palla a spicchi, questo Altro tiro altro giro altro regalo. O anche di quando, come (e soprattutto) perché ho imparato ad amare il gioco di Flavio Tranquillo è un libro da acquistare a prescindere. Anche se trovate antipatico il protagonista e autore del libro(e durante la lettura imparerete che sono tanti quelli che non amano il Tranquillo!), l’autore è uno di quelli che hanno fatto la storia della divulgazione del basket in Italia e perciò merita una lettura da parte degli addetti ai lavori. Per tutti gli altri, il libro è comunque un insieme interessante di concetti ed episodi che esulano dal mondo sportivo in sé e trascendono nell’etica e nella morale in genere. Le pluricitazioni dell’avvocato, no non si tratta di Agnelli bensì di Buffa, i ricordi di un Italia che non c’è più(e dove il basket era davvero per pochi!) e la favola americana raccontata in salsa bolognese fanno di questo libro una ottima esperienza sui generis e una lettura interessante, leggera, piacevole.

Ovvio che i non addetti ai lavori troveranno alcune parti fin troppo pedanti e il soffermarsi sui regolamenti anche evitabile visto il taglio del testo, ma l’atipicità della storia(un po’ personale, un po’ dello sport, un po’ nazional-popolare) rendeva difficile ordinare il calderone di emozioni e di vissuto dell’autore in maniera meno complicata. Al di là di tutto ciò, il libro è anche un insieme di aneddoti, di biografie, di amore per uno sport, tutti correlati da un unico filo conduttore che pare essere quasi quello dell’educare. Educare al rispetto, all’etica, alla buona morale. Al riconoscere la bravura altrui, al rispetto per chi vince, perché, che ne dica pura l’italica memoria, chi vince quasi sempre è stato più bravo.

Altro tiro altro giro altro regalo. O anche di quando, come (e soprattutto) perché ho imparato ad amare il gioco di Flavio Tranquillo si legge veloce come una azione da 24 secondi, lo si termina quasi in apnea alla ricerca di un finale vittorioso che non c’è. No, anche Flavio Tranquillo ha ricavato lezioni amare da questo sport e dai lavori correlati che ha fatto ed è per questo che si termina la lettura con una sorta di amaro in bocca, perché non tutto è bello e luccicante come nei film americani. Perché ci sono accuse da cui difendersi e mala fede da scacciare, perché c’è fango ovunque nell’Italia degli scandali.

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Luca Ciavatta