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Apple non sarà mai come Google. O viceversa

L’economia di una superpotenza mondiale

Da qualche anno a questa parte, Apple è l’azienda americana (ma anche mondiale) a più alta capitalizzazione in borsa, possiede più cash-flow di chiunque altro e detiene una riserva di denaro di dimensioni gigantesche con cui, in pratica, potrebbe comprarsi interi stati.

La capacità di investire per generare profitto

Apple, dopo essersi risollevata da una crisi che l’aveva portata direttamente sul lastrico e a un passo dalla morte, ha iniziato a inanellare una serie di investimenti strepitosi e a generare profitti letteralmente allucinanti. Profitto, tanto profitto. Un profitto così elevato da produrre più utili di chiunque altro e da fare invidia a tantissime nazioni e stati che si ritrovano con l’acqua alla gola e con dei PIL da fare spavento.

Apple non ha mai investito in qualcosa che esulasse dallo portar profitto all’azienda. Mai.

Oltre al profitto, c’è di più

Fortunatamente non tutti i gestori d’azienda la pensano come i manager di Apple e anche personaggi come Bill Gates si sono dati allo sperpero delle loro fortune in cose che non prevedessero necessariamente un profitto. Profitto. Profitto. E fortunatamente abbiamo Google che, pur con tutti i suoi difetti connessi alla privacy dei dati degli utenti, ha imbracciato sin da subito la politica dell’open source. Open source è condivisione, è superare il concetto di brevetto e di profitto. Open source è collaborazione. Open source è il futuro.

Tecnologia come bene comune

È recente la notizia che Google ha ampliato il suo campo di intervento e che:

Google Inc. is designing tiny magnetic particles to patrol the human body for signs of cancer and other diseases, in the latest example of the Internet giant’s sweeping ambition. That is our dream.

La speranza è che iniziative come quelle di Google servano a fare da esempio per tutte quelle altre aziende ricche di capacità, risorse e denaro, e che, attualmente, non pensano ad altro che al profitto. E riguardo a Apple in particolare, servirebbe davvero poco per renderla la miglior azienda del mondo sotto ogni punto di vista, basterebbe farla guidare a chi la ha creata, come ben spiegato qui.

Luca Ciavatta