0

Atti osceni cristallini

Circoscrivere sicurezza, oscenità e anonimato

Nell’era segnata dalla sicurezza informatica, delle mini serie televisive e degli scandali politici, parlare analiticamente di strategie e metodi, porta sempre a essere fraintesi, travisati o metabolizzati. Dichiarare le proprie tendenze, postare sui social network ciò che si fa’ nel tempo libero e pensare alla cognizione del bello, le novità di questi tempi portano sempre alla stessa conclusione: non esiste verifica a due passaggi che tenga, viviamo nell’era dell’apparenza e delle apparenze.

Basta lagne, accanirsi contro la mediocrità di questi tempi non porta a nulla di buono. Coordinare informazione e cambiamento è sempre più arduo, l’informazione passa comunque, le vie di comunicazione sono infinite. Non esiste più la privacy nel senso stretto del termine. È sufficiente pensare per essere catapultati nella gola mediatica, nell’anfiteatro delle comunicazioni informatiche. Bassi livelli di trasparenza, di sicurezza e di protezione. Nessuno lo sa, ma è meglio una password lunga che una password complessa. Nessuno è pronto per affrontare le sfide dei prossimi anni e il terrore nel terreno di caccia preferito dagli hacker non etici è palpabile. Ad oggi un portale di contenuti inizia a informare sulle strategie che vuole mettere in essere, propone contenuti e basa il suo livello di successo sulla qualità dei propri contenuti.

Un’inversione di tendenza è in essere?

Amarezza a lungo termine, ecco a cosa dobbiamo prepararci. La qualità allo sbando, i contenuti che si uniformano e che trasformano la produzione degli stessi in un ampio mare di atti osceni. Siamo tutti finiti a terra o ci saremo a breve. Non c’è remunerazione, non c’è tentazione, produrre, fare, baciare. Non esistono più strategie sicure e vincenti, per essere qualcuno bisogna essere qualcuno. Non ci si fa più come una volta, non esiste più l’uomo self-made, fatto da sé. È giunta l’ora di asciugarsi le lacrime e di rimboccarsi le maniche.

Filtriamo i contenuti attraverso le nostre esperienze, consideriamo bello ciò che per altri è brutto, amiamo dei telefoni e ci affezioniamo a delle marche che producono prodotti.

Ma che mondo è diventato questo?

Lo so, vi siete già risposti, è diventato un mondo pieno stracolmo di atti osceni, atti osceni cristallini e pubblici, in bella vista sotto gli occhi di tutti. La gente non vi fa’ più caso, tutto è diventato norma, tutto è diventato rumore di fondo. Non ci sono più cose e pensieri genuini, ma la morale dell’uomo rimane essere il prodotto di ragionamenti dell’uomo stesso: i modelli che vengono creati e giudicati dai modelli stessi. La ragione è ormai un orpello consolidato, non c’è logica, non c’è persuasione, è così, punto. La vita è ancora un sogno lucido, ma un sogno è una conseguenza di cosa?

Il labirinto magico delle verità esistenziali. Sulla porta di casa

  • Atti osceni in luogo privato di Marco Missiroli Questa è una storia che comincia una sera a cena, quando Libero Marsell, dodicenne, intuisce come si può imparare ad amare. La famiglia si è da poco trasferita a Parigi. La madre ha iniziato a tradire il padre. Questa è la storia, raccontata in prima persona, di quel dodicenne che da allora si affaccia nel mondo guidato dalla luce cristallina del suo nome. Si muove come una sonda dentro la separazione dei genitori, dentro il grande teatro dell’immaginazione onanistica, dentro il misterioso mondo degli adulti. Misura il fascino della madre, gli orizzonti sognatori del padre, il labirinto magico della città. Avverte prima con le antenne dell’infanzia, poi con le urgenze della maturità, il generoso e confidente mondo delle donne. Le Grand Liberò, così lo chiama Marie, bibliotecaria del IV arrondissement, dispensatrice di saggezza, innamorata dei libri e della sua solitudine, è pronto a conoscere la perdita di sé nel sesso e nell’amore. Lunette lo porta sin dove arrivano, insieme alla dedizione, la gelosia e lo strazio. Quando quella passione si strappa, per Libero è tempo di cambiare. Da Parigi a Milano, dallo Straniero di Camus al Deserto dei Tartari di Buzzati, dai Deux Magots, caffè esistenzialista, all’osteria di Giorgio sui Navigli, da Lunette alle “trentun tacche” delle nuove avventure che lo conducono, come un destino di libertà, al sentimento per Anna.
  • Gli amici che non ho di Sebastiano Mondadori Giuliano Sconforti ha due ossessioni: le donne e il denaro, che non basta mai. Gli amici lo abbandonano, le ex mogli lo perseguitano, le amanti scalpitano, ma c’è lei, Miriam, l’errore perfetto in cui dissipare ciò che resta del desiderio di amare. E poi c’è il nonno amato e temuto, il nonno che alle otto del mattino aveva già fatto visita alla prima delle sue amanti, e che decide di farsi seppellire in pigiama perché lui, che ha vissuto tempi duri, sa bene quanto sia scomodo dormire vestiti. La Vedova, l’Orfana, l’Attricetta, la Zita e l’Ebrea Errata sono solo alcune delle donne che incontreremo nel romanzo, un viaggio al cuore del desiderio.
  • Supernova di Isabella Santacroce Divna, Dorothy e Thomas sono tre ragazzini come tanti, che attraversano l’adolescenza, questa età di passaggio magnifica e terribile, armati dei loro sogni e circondati dai loro fantasmi. La vita, intorno, è dura, il mondo dei grandi si manifesta in tutta la sua inadeguatezza o – peggio – nella sua più depravata voracità. Gli adulti sono affascinati dalla luce che, come stelle appena nate, i tre amici sprigionano: ma faranno di tutto per spegnerla abusando della loro innocenza, del loro stupore, della loro curiosità. Isabella Santacroce ha scritto un romanzo coraggioso e struggente, che trova parole potenti per raccontare un mondo impronunciabile come quello della prostituzione minorile.
(Visited 55 times, 1 visits today)