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L’Attimo Fuggente del Marketing

Il complesso delle attività di una impresa, sia essa una impresa industriale o un singolo individuo, magari un artista, sono indirizzate alla profusione di un prodotto, alla sua diffusione, al suo divenire merce. Un prodotto può essere conveniente per chi lo produce se, in assenza di vincoli, ha un margine di guadagno elevato e la forma di guadagno più attuale. Il prodotto va contestualizzato e internalizzato anche in funzione di ciò che può portare in termini di guadagno.

Contestualizzare prodotti e anche i consumatori. Guadagnare

Nella attuale società, è ancora il denaro la forma di guadagno più elevata?

Non è detto, non sempre. Ecco perché anche il guadagno va colto in funzione dell’attimo fuggente del marketing: ricordate che viviamo nella società dell’immagine.

La materia è composta da ciò che è in sé, da unità fondamentali minime prive di spazialità e di immagine, ma presenti e costituenti. Anche un prodotto è composto di materia, ergo suddivisibile in unità minime indistruttibili, ma non quantificabili. Non possiamo stabilire il prezzo di un prodotto e il suo relativo guadagno scomponendolo in unità elementari. Prendiamo l’esempio dello smartphone più alla moda: lo scomponiamo, determiniamo il valore dei pezzi di cui è composto e li sommiamo, ma con le sole parti elementari non abbiamo il suo effettivo valore.

Vi aggiungiamo anche la mano d’opera e la distribuzione, la pubblicità, il marketing e quant’altro, e allora ci avviciniamo al valore reale del prodotto. Otteniamo il valore X e, controllando il mercato, scopriamo il prezzo medio a cui viene venduto è 10X con un guadagno netto per l’azienda produttrice di 10X – X = 9X. Lo smartphone fa esattamente quello che fanno tutti gli altri terminali del genere, nulla di meno, nulla di più. La gente fa la fila per averlo e la fa essendo consapevole del reale valore economico del prodotto. La gente sa anche che potrebbe avere un prodotto migliore a un prezzo più basso, ma no, vuole esattamente quel modello lì. La gente è felice di sprecare il denaro.

È l’attimo fuggente del marketing, un valore nascosto, impalpabile, etereo.

Come è possibile tutto ciò?

Vuoi comprare delle banane e ti rechi al supermercato per farlo. Ve ne sono di due qualità, entrambe sono ottime, le soppesi, le tasti, le odori e ne verifichi la colorazione. Entrambe sono davvero buone, praticamente identiche. Un tipo di banana non ha nessun bollino, non ha nessun nome particolare e costa esattamente 1. L’altra banana, pur essendo identica, ha un nome esotico e presenta un bel bollino colorato con un logo di tendenza sopra. La banana con il bollino costa esattamente 10, dieci volte di più (in verità nove, ma dieci suonava meglio da dire) della banana senza bollino.

È l’attimo fuggente del marketing: quale banana delle due compreresti?

Lo so, quella che costa 1. È la scelta più logica, più sensata e il 99% delle persone farebbe esattamente la stessa scelta. Come mai la stessa logica di pensiero (corretto, logico, ovvio) le persone non riescono ad applicarla all’acquisto di smartphone? Perché una banana è un bene di consumo, non la devo mostrare in giro, la mangio e ne butto via la buccia; viceversa lo smartphone è, come l’auto o i vestiti, una cosa (di noi) da mostrare. È l’attimo fuggente del marketing: lo status sociale, la moda, il potere stesso del marketing.

L’era dello smartphone come status symbol. Chi vince e chi guadagna

Lo smartphone non è più soltanto uno strumento che fa le veci di telefono e di mini computer, lo smartphone ora è un mezzo per lo status symbol. L’evoluzione del concetto di marketing che, oltre a studiare i rapporti tra l’impresa e il mercato, indirizza il successo di un prodotto attraverso la promozione fittizia e la creazione di bisogni prima inesistenti. L’attività di marketing può ampliare notevolmente i suoi confini ed esacerbare strumenti per l’induzione di bisogni e voglie nell’individuo. Il marketing non segue più i bisogni e le necessità della gente, non segue più le tendenze di mercato, le crea. Ecco perché, oggi, sei così desideroso di avere quel particolare oggetto lì. È l’attimo fuggente del marketing.

Tu che fai?

Rispetto alla segmentazione del mercato, c’è comunque chi non ha le necessarie finanze e deve ripiegare, chi si vuole distinguere dalla massa, chi ha veramente esigenze differenti, ci si può porre su svariati livelli, ma non si può restare insensibili al fascino del marketing. L’obiettivo delle imprese è quello di massimizzare i profitti e, statene certi, fanno, e continueranno a fare, in tutti i modi per riuscirci. Tutti i modi leciti e anche tutti quelli meno leciti. Il seme del bisogno ti verrà piantato dentro e crescerà che tu lo voglia o no.

Non c’è modo di scappare al potere del marketing.

A meno che.. tu non sia un diverso, diverso dal target delle aziende, perciò non sarà meritevole la tua resistenza, ma soltanto fortunata perché non facevi parte del target stabilito. L’analisi economica veniva concepita come strumento per la scoperta di verità concrete, bene, analizzando economicamente l’evoluzione del mercato degli smartphone viene fuori una chiara verità concreta. Credo non sia neanche necessario che ve la dica, l’avrete sicuramente già capita da soli.

Nos vemos más tarde!

Se brami comunque di sperperare soldi per acquistare lo smartphone più alla moda, fallo attraverso questo link così almeno risparmi qualcosa e aiuti SmartMente a rimanere in piedi.