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L’attimo e lo scatto notevole

A Thai Buddhist monk, his head tattooed with sacred religious writings, offers prayers to remember those killed in last year's riots in Bangkok, Thailand. (AP Photo/David Longstreath)

Un monaco buddista thailandese, con la testa tatuata con sacri scritti religiosi, offre preghiere per rendere merito e per ricordare le persone uccise nei tumulti. Bangkok, Thailandia.

Uno scatto notevole.
Per ulteriori foto sui tatuaggi:
In Focus‘ di Alan Taylor, su The Atlantic.

E come lo scatto del fotografo, nella vita e nella scrittura, bisogna saper cogliere l’attimo.

Scrivere e scattare, due rovesci della stessa medaglia

Quando dovete scrivere, calatevi nell’atmosfera giusta. Situazione, epoca storica, tutto quanto. Arte, musica, tutto!

Scrivete enormi quantità di cose, non fermatevi mai, non guardate l’errore. Non lasciatevi indurre in tentazione dalla poetica, non pensate alle subordinate e agli avverbi. Scrivete, scrivete, scrivete. Buttate giù tutto ciò che avete dentro.

Ripetete tutto il processo allo sfinimento, come un mantra, come un rosario.

Ripetete, ripetete, ripetete!

Smembrare tutto ciò che vi passa per la mente e, come in uno stato di trance, lasciarsi trasportare la mano. E lasciare andare la penna sul foglio, le dita sulla tastiera, come se…

Mai fermarsi, mai interrompersi. Scrivere.

Soltanto dopo sudore, fatica e calli alle mani, potrete fermarvi e sentirvi onesti. Prendere tutto il malloppo e buttarlo per ricominciare. No, non si può arrivare a tanto. Prendere tutti gli scritti e sistemarli in una cartella di colore tenue. Riporre la cartella in un cassetto e chiuderlo a chiave. Segnare sul diario una data posticipata di almeno sessanta giorni. Attendere.

Solo allora, passato il tempo segnato sul diario, solo allora, riaprire il cassetto e iniziare a rileggere tutto quanto.

Che schifo! Che schifo!

Gettare via tutto o revisionare con la falce, col coltello tra i denti e spuntare, tagliare, mozzare e rivedere. Riscrivere, conservare soltanto l’idea di ciò che si era messo su carta, riscrivere tutto. Tutto quanto!

 

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