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Banda larga a tempo determinato

Il mondo va veloce con la Banda Larga e l’Italia rimane sempre più indietro. Non è una novità che la connettività italiana sia tra le peggiori in assoluto a livello europeo: costi alti, disservizi e bassa qualità sembrano caratterizzare la maggior parte delle offerte degli operatori di telecomunicazioni presenti sul mercato italiano. Se da un lato, il resto del mondo avanza ponendo sempre meno limiti per i consumatori finali, dall’altro, in Italia aumentano i dazi e le scomodità per gli utenti di passo inversamente proporzionale alla qualità dei servizi offerti. Inoltre, se all’estero i vincoli diminuiscono e aumentano le possibilità di utilizzo, dalle nostre parti i gestori fanno a gara per complicare le cose ai cittadini.

Banda Larga italiana, questa sconosciuta

La BroadBand, ovvero l’italica Banda Larga, nel campo delle comunicazioni informatiche, indica il processo di trasmissione e ricezione dei dati attraverso l’utilizzo di mezzi trasmissivi e tecniche di trasmissione che supportino e sfruttino un’ampiezza di banda superiore ai precedenti sistemi di telecomunicazioni che consentivano il passaggio di una minore quantità di dati. In parole povere, per Banda Larga, intendiamo quelle moderne tecnologie che consentono di avere accesso alla rete senza limitazioni e garantendo una qualità e una velocità tali da rendere la fruizione dei moderni contenuti multimediali completa e funzionale. Se, per ipotesi, volessimo sfruttare la rete per guardare la TV in alta definizione, giocare online con le console di ultima generazione e, contemporaneamente, sfruttare Internet anche per studiare o lavorare, allora non potremmo fare a meno di avere una connessione attraverso una tecnologia a Banda Larga.

ADSL e Fibra per la Banda Larga in Italia

ADSL e Fibra per la Banda Larga in Italia

Il panorama italiano attuale ha visto una discreta concorrenza tra operatori per arrivare a mettere in campo diverse tecnologie in grado di consentire agli utenti finali di connettersi a Internet attraverso connessioni a Banda Larga. Purtroppo, per la maggior parte dei casi, si tratta soltanto di specchi per le allodole e le compagnie, nonostante continue multe milionarie, continuano con questa politica da cartello che continua a favorire le disparità tra chi ha già un buon collegamento e chi proprio non ce lo ha. Il caso italiano delle telecomunicazioni è famoso per la predominanza del così detto Digital Divide: ovvero disparità senza confini e buona parte della popolazione afflitta da collegamenti pessimi o da mancanza di collegamento. Divario, disparità, disuguaglianza digitale, Digital Divide è il termine tecnico utilizzato in riferimento alle disuguaglianze nell’accesso e nell’utilizzo delle tecnologie informative e di comunicazione informatica. Da un ex regime di monopolio statale (Telecom Italia e, ancor prima, SIP) si è passati a un finto mercato libero (tutti devono comunque, quasi sempre, passare dalla nuova Telecom o TIM che dir si voglia) dove le tariffe sono tutte simili e dove i servizi sono la fotocopia l’uno dell’altro.

Sembra che le ultime scosse di mercato e la nuova tecnologia della Fibra Ottica (nuova per l’Italia ovviamente, all’estero è già utilizzata da anni) stiano portando finalmente un nuovo vigore allo stantio mercato delle telecomunicazioni in Italia. Anche per la Fibra però, ci sono delle novità tutte nostrane: nuovi obblighi, nuovi dazi e vecchie tasse. La nuova TIM quella che dovrebbe dare la svolta ed essere il battistrada dell’innovazione ci propone una Fibra in salsa piccante: siamo comunque obbligati ad avere una linea telefonica quando la Fibra non ne prevede affatto l’uso contrariamente all’ADSL. Si, TIM ci obbliga ad avere comunque il telefono anche con la Fibra Ottica che non lo prevede, infatti implementa una soluzione VoIP giusto per obbligarvi a qualcosa. Insomma, se l’Italia si conferma agli ultimi posti delle classifiche europee sulle capacità digitali e in quelle di prestazioni e velocità delle connessioni ogni anno di più, possiamo tranquillamente affermare che i presupposti ci sono tutti.

Banda Larga italiana, il problema dei contratti capestro

Contrariamente a ciò che accade nel resto del mondo, dove si può avere la Banda Larga in maniera semplice anche per un mese soltanto, in Italia se desideriamo avere un servizio ad alte prestazioni dobbiamo forzatamente sottostare ai così detti contratti capestro dove, ovviamente, sono più gli obblighi e i doveri che i diritti. Le prestazioni non sono garantite e dobbiamo, per forza, sottoscrivere contratti di almeno un anno (se non due con alcuni operatori) per tutti i servizi fissi. In mobilità, la situazione migliora un pochino dal punto di vista contrattuale ma scende vertiginosamente per ciò che riguarda i limiti di utilizzo. Insomma, se in Italia desiderate avere un servizio a banda larga per pochi mesi soltanto, dovete necessariamente scendere a dei compromessi oppure pagare inverosimilmente un anno intero di contratto.

L'offerta Banda Larga di Tim con Fibra ultraveloce

L’offerta Banda Larga di Tim con Fibra ultraveloce

Nel listino di TIM, a esempio, ci sono molte offerte per navigare velocemente su Internet. Quella più completa è TIM Smart Fibra che comprende una connessione fino a 300 Mega in download e 20 Mega in upload con chiamate nazionali con tecnologia VoIP a 19 cent verso fissi e cellulari, il modem fibra e l’accesso al servizio TIMVision. L’attivazione è gratis per i nuovi clienti, l’obbligo è quello di un anno di contratto (in ogni caso, il contributo di disattivazione in caso di cessazione della linea è di 99 €) e l’allacciamento delle nuove linee invece è gratis per chi resta in TIM almeno 36 mesi. Aprite la finestra con i dettagli dei costi e divertitevi a trovare l’intruso.

Fastweb propone le sue tariffe sia in versione ADSL (con una velocità massima di 20 Mega in download e 1 Mega in upload) sia in versione fibra fino a una velocità di 100 Mega in download e 10 Mega in upload. Tante le Offerte Fastweb, tante le possibilità e contributi di attivazione azzerati, ma penali persistenti in caso di disdetta anticipata. Contratti a 12 o 24 mesi e sconti validi solo per i primi sei mesi, copertura Fibra Ottica ancora a macchia di leopardo.

Vodafone entra di prepotenza nel mondo dell’alta velocità e della Banda Larga: offerte concorrenziali, prestazioni al Top e copertura in continua espansione. Internet senza limiti fino a 500 Mega di velocità in download, chiamate senza limiti, una SIM inclusa per navigare in mobilità e un super prezzo di 29 euro scontati a 25 €. Purtroppo anche in questo caso siamo di fronte alla solita solfa dei 12 mesi obbligatori e delle penali da pagare in caso di disdetta. Un vero peccato perché l’Offerta Fibra di Vodafone sembra prestazionale e concorrenziale!

Soltanto Aruba ADSL permette di fare contratti a 3 mesi

Soltanto Aruba ADSL permette di fare contratti a 3 mesi

Sulla stessa falsa riga, si muovo Tiscali e Infostrada-Wind che promuovono ADSL in maniera simile e stanno muovendo i primi passi sulla Fibra Ottica ma risultano ancora indietro per copertura e prestazioni rispetto ai tre menzionati sopra. Personalmente, sino a che ho potuto, ho utilizzato la Absolute ADSL a 20 mega di Infostrada e non posso che parlarne bene: linea molto prestazionale (sempre agganciato a circa 17 mega con Ping molto bassi), costi contenuti e servizio clienti gentile. Lato mobile, troviamo le offerte di Tre Italia, Wind e degli altri operatori che propongono buone velocità (ove vi è copertura) grazie alle reti di nuova generazione 4G LTE, ma che obbligano (tutti! saranno mica d’accordo?) a sottostare a dei limiti di banda o capacità. Unica eccezione e novità sembra essere la nuova offerta Web Night&Day di Tre Italia che propone 30GB al mese (però con il limite di 1GB al giorno) di connettività 4G LTE e che durante la notte lascia liberi i rubinetti permettendo di scaricare e di connettersi senza limiti. Il tutto a soli (si fa per dire!) 20 euro mensili ma con obbligo di abbonamento (e ti pareva) annuale.

Insomma, in Italia non c’è proprio la possibilità di avere la Banda Larga per un periodo limitato di tempo senza dover incorrere in costose penali oppure senza dover pagare anni interi di contratto. Se traslocate, poi sarete costretti a mettervi le mani nei capelli per tempistiche, oneri e problematiche varie. Poco altro da aggiungere, se non che la situazione è davvero tragica e che una volta visto come funziona altrove, non resta che piangere. Fortunatamente, un piccolo palliativo lo si può trovare nella ADSL offerta da Aruba: ottima connettività (rivendono quella TIM settata in modalità Fast, cioè con la velocità massima disponibile), ottimo servizio clienti e la possibilità di fare un contratto minimo di tre mesi con successivi rinnovi mensili. C’è la possibilità di averla senza la linea telefonica Telecom e vengono abbonate le spese di attivazione, purtroppo permangono quelle di disdetta (e non sono troppo economiche) ed esiste anche l’opzione per farsi assegnare un IP statico.

 

Luca Ciavatta