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Tutti appartengono a noi. Cambiamo tutto

La rivoluzione degli innovatori

È in corso una rivoluzione che sta abbattendo antichi vizi nazionali, è la rivoluzione degli innovatori. Non la fanno riempiendo le piazze o dando l’assalto ai palazzi del potere. Ma cambiando le nostre vite: il modo in cui si fa scienza, si condivide la conoscenza, si fa impresa, si creano posti di lavoro, si producono beni, si amministra la cosa pubblica. Non sono casi isolati. È un movimento. Ci sono migliaia di startupper che il lavoro non lo cercano perché provano a crearselo inseguendo un’idea innovativa. E artigiani digitali che hanno aperto una fabbrica di oggetti sul proprio computer. E innovatori sociali che stanno modificando le istituzioni. Sta cambiando tutto perché abbiamo a disposizione la prima arma di costruzione di massa: Internet. Che non è una rete di computer, ma una rete di persone che provano a migliorare le cose senza aspettare niente e nessuno. Per questo “Cambiamo tutto!” è un libro sull’ottimismo. Sul perché dobbiamo essere ottimisti oggi in Italia. Il mondo attorno a noi può cambiare in meglio grazie a tre parole d’ordine: trasparenza, partecipazione, collaborazione. E alla voglia di ciascuno di noi di provarci.

Cambiamo tutto! La rivoluzione degli innovatori di Riccardo Luna

Qualcosa sta cambiando. Cambiamo tutto

Il futuro ci appartiene

Il futuro ci appartiene

Ci sono storie da raccontare, episodi da ascoltare, eventi da seguire. Ci sono persone che scrivono favole, ogni giorno inseguono un sogno e cercano la libertà. La libertà di innovare, di cambiare le cose, di essere differenti. C’è un movimento sottostante, un insieme di persone, cose e pensieri, che lentamente si sta muovendo, che lentamente sta iniziando a cambiare le cose. Basta farsi un giro sui social network, o sul tubo, per essere in grado di ascoltare pensieri positivi, propositi che spingono a tentare, a riuscire. Ci sono migliaia di persone che si stanno rimboccando le maniche e che vogliono cambiare il mondo. Altrove ci stanno riuscendo più velocemente che in Italia, altrove le cose sono già cambiate. In Italia, invece, ci si mette più tempo, gli ostacoli sono maggiori e le difficoltà molteplici. Ci sono persone, però, che non si scoraggiano e, indefessi, con gli occhi fissi vanno dritti verso l’obiettivo che si sono posti. Ci sono persone straordinarie, persone che non mettono il profitto al primo posto, persone che vogliono condividere, persone che vogliono essere parte di un tutto. E allora cambiamo tutto!

Un movimento. Tanti movimenti

Ci sono idee, ci sono progetti, ci sono persone. Innovatori, artigiani, pensionati, disoccupati, maker digitali, fotografi analogici, bambini prodigio, ci sono persone, tante persone. Ci sono le favole di queste persone. Alcune sono state raccontate, altre ancora no. E, alla base, c’è un movimento. Perché siamo stufi, ma non scoraggiati. Perché siamo a piedi, ma riusciamo ancora a camminare. Perché vogliamo cambiare tutto. È la voglia di provarci, di non accontentarci. È la voglia di sperimentare la comunità del futuro, quella dell’opensource. Opensource è gioia, opensource è futuro. Riusare le esperienze di altri, non sbagliare su errori già commessi, questo è futuro. Futuro possibile soltanto attraverso la condivisione. Futuro che non passa per i brevetti milionari, futuro che non passa per software proprietari. Ci devono essere standard, standard liberi per tutti. Basta ai giochi del denaro, basta alle costrizioni, basta alle abbuffate. L’utilità è evidente, ma tante aziende non la colgono e una miopia incontrollata serpeggia un poco ovunque. Come mai? Perché non riescono a vedere le innovazioni che ci sarebbero dietro a un mondo libero? Perché sono legati al passato, sono legati al denaro, sono legati al profitto, sono legati alle chiusure. Chiusure mentali. Chiusure che opprimono e non lasciano spazio all’immaginazione. Non sono in grado di vedere il futuro. E allora: cambiamo tutto!

Note

Chi non ha mai posseduto un Sega MegaDrive e non ha mai giocato a Zero Wing, in questo articolo può trovare la spiegazione dell’immagine di qui sopra.

Per cambiare le cose, puoi partire da piccoli gesti. Anche se ti sembra nulla, potresti iniziare a utilizzare Firefox di Mozilla per navigare sul web.