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Cambio di mentalità e applicazioni pratiche

Un cambio di mentalità non è semplice. Siamo esseri umani e, come esseri umani imperfetti, abbiamo la tendenza a concentrarci maggiormente sulle cose negative più di quanto vorremmo e più di quanto sia necessario. È una sintesi imperfetta di alcuni degli aspetti che ci ha riservato l’evoluzionismo darwiniano: istinto di sopravvivenza. Facciamo cose divertenti, ridiamo. Scriviamo e leggiamo pezzi che siano di ispirazione, che facciano del bene, che facciano pensare positivo. Una spirale di positivismo da innescare attraverso comportamenti che siano da stimolo per il nostro inconscio. Informiamo le nostre cellule che è in atto un cambio di mentalità, bisogna essere chiari. Dobbiamo calamitarci al positivo e spingere mente e corpo a fare altrettanto. Pensare positivo e cambiare mentalità, è tutta una questione psicologica. Riuscire a fare più cose, riuscire a farle meglio, principi basilari di una legge non scritta del positivismo e che probabilmente non ti suoneranno del tutto nuovi. Attivare qualcosa di positivo, semplice! Iniziamo a eliminare o limitare le cose contrarie al positivismo, cioè le cose negative.

Come possiamo limitare le cose negative nella vita di tutti i giorni?

Non è semplice, ma attraverso l’utilizzo ottimale delle risorse che abbiamo a disposizione possiamo arrivare a sfruttare in maniera efficace le nostre giornate.

Applicazioni pratiche per un cambio di mentalità

Agire per obiettivi e scadenze temporali imposte posso essere di aiuto. La tendenza dell’essere umano medio è quella di agire in maniera sequenziale: affronto le cose come vengono, una dopo l’altra senza pensarci troppo. Detto così sembra interessante e funzionale, ma non lo è assolutamente perché in breve le cose da fare si accavalleranno e le scadenze da rispettare si avvicineranno rovinosamente fino a portarci in una condizione di stato confusionale. Avete mai notato che una scadenza sul breve termine ci costringe a concentrarci su quei determinati obiettivi?

 

Timer del cambio di mentalità

Più il termine ultimo si avvicina e più automaticamente spostiamo tutte le nostre risorse su quel compito. Si può quindi partire da questo concetto basilare per cercare di fare di più con meno tempo a disposizione, oppure per collegare le motivazioni alle scadenze. Prendiamo un foglio di carta e scriviamo senza alcun ordine tutte le scadenze (o i compiti) che dobbiamo affrontare nelle prossime due settimane. Rileggiamo il tutto e poi organizziamo le scadenze per data temporale, sistemando dall’alto verso il basso quelle con la scadenza più vicina. Rileggiamo il tutto una altra volta e iniziamo a discernere i compiti in base al loro valore. Cataloghiamo le varie attività con un punteggio da 1 a 3 e appuntiamolo a fianco a ogni scadenza con degli asterischi o con il simbolo che più ci aggrada. Bene, poniamo che la tua unità temporale di base da dedicare alle attività sia di circa 30 minuti (considerando che ogni giorno dovrai dedicarne più di una a diverse attività) e iniziamo a pensare a come distribuirle in base alle scadenze e ai valori assegnati alle attività.

  • Consegnare tesina – Tra 4 giorni – ***
  • Preparare week-end montagna – Tra 1 settimana – ***
  • Rinnovo assicurazione – Tra 10 giorni – *

Posizioniamo il nostro schema (quello di qui sopra è semplice all’osso e non presenta attività complesse, ma è soltanto a titolo esemplificativo) su un punto della scrivania (o del nostro angolo della casa dove concentriamo le attività personali) dove possa essere ben visibile tutti i giorni. Iniziamo ad attribuire la prima mezz’ora e lavoriamo per trenta minuti sopra alla tesina che dobbiamo consegnare tra quattro giorni. Terminato il tempo, beviamo un caffè, mangiamo un paio di biscotti e poi passiamo a preparare per il week-end: documenti, biglietti, tragitto. Il rinnovo dell’assicurazione implica solo di passare in sede, perciò appuntiamo la scadenza sullo smartphone o sul calendario che utilizziamo e poi torniamo alle attività che richiedono più attenzione e che hanno scadenze a più breve termine. E procediamo così sino a quando abbiamo tempo a disposizione. Il giorno successivo, per prima cosa, aggiorniamo le scadenze, verifichiamo i progressi fatti e ripartiamo a distribuire il nostro tempo. E via così nei giorni a venire. Poi, se vicini alla scadenza di un evento ci troviamo ancora indietro rispetto al suo completamento, distribuiamo le nostre unità temporali su di esso sino a quando non siamo riusciti a portarlo a compimento. A quel punto, depenniamo l’evento dalla lista e ripartiamo con la distribuzione normale quotidiana. Questo sistema funziona bene sull’arco di due settimane per normali attività, se ci troviamo invece a dover affrontare qualcosa di speciale, a esempio una tesi di laurea o un lavoro particolarmente importante, sul lungo termine, siamo obbligati a inserire unità temporali all’interno dello schema bi-settimanale anche per quelle attività extra-ordinarie.

  • Tesi di laurea – Tra 3 mesi – ***+
  • Commessa per lo studio di architettura – Tra un anno – ***+
  • Rinnovo assicurazione – Tra 10 giorni – *
  • Esame da sommelier – Tra 12 giorni – ***
  • Dieta per la maratona – Tra 2 settimane – **

In breve tempo, verrà quasi automatico organizzare le proprie scadenze con questo sistema e nell’arco delle due settimane ci si riuscirà a organizzare in maniera sistematica e produttiva, arrivando a eliminare completamente dalla propria quotidianità l’ansia dovuta alle incombenze. Si tratta di un semplicissimo metodo di base, una ricerca su Google vi può portare alla scoperta di veri e propri sistemi di gestione del tempo come la tecnica Pomodoro o quella GTD. Inoltre, questo metodo si presta a essere customizzato molto agevolmente da chiunque perché può essere facilmente trasportato su un diario o agenda per essere ampliato su una gestione che preveda la scaletta annuale su base bi-settimanale, oppure su smartphone o PC attraverso i calendari elettronici impostando la vista mensile e andando a utilizzare le due settimane di riferimento. A essere sinceri, questo articolo non voleva proporre un proprio sistema di gestione del tempo, delle attività o delle scadenze, bensì voleva soltanto azzardare un suggerimento sulla modalità di affrontare le sfide che ci si presentano tutti i giorni. Anche se può sembrare esagerato per la maggior parte delle persone, adoperare una organizzazione che tenga conto delle scadenze che dovremo affrontare nel breve periodo riesce a garantire una salute maggiore, abbassando i livelli di stress e tensione. Un ultimo consiglio, è fondamentale conoscere i propri limiti. Non esagerate con l’imporvi attività e, se avete di fronte anche compiti risolvibili in breve tempo che non vanno a intralciare troppo le attività più onerose, cercate di esaurirli il prima possibile così da depennarli dalla lista e avere immediatamente un senso di riuscita.

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Luca Ciavatta