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Attivare la creatività e mantenerla alimentata

Creatività bloccata, artisti perduti, scrittori persi. Insistenze che non portano a nulla e quell’idea persistente di aver perso il genio creativo, di aver perso la dote della creatività. Forzare qualcosa che non sta andando, non porta che a produrre mediocrità. Ecco perché può essere conveniente fare un passo indietro. Fermarsi. Spostare l’attenzione e lavorare su un progetto diverso fino a quando non si ritrova l’ispirazione. Cambio repentino di mentalità: sposto le mie attenzioni su qualcosa che non è forzatamente da fare e ritrovo le energie per essere in grado di produrre qualcosa che va oltre la mediocrità, qualcosa che mi convince. Lasciare che i propri blocchi mentali vengano vinti dalla creatività insita che ogni persona, fondamentalmente, tiene.

Non esiste l’artista bloccato, esiste l’artista contratto Il blocco creativo è una invenzione degli scrittori per giustificare i tempi di attesa a cui hanno dovuto sottostare alcuni editori prima di veder completati i libri promessi. Il blocco può essere totale, una persona può essere bloccata per motivi gravi  e, di conseguenza, anche la sua creatività ne risulta bloccata. Non esiste soltanto il blocco creativo, ci sarà il periodo in cui l’artista non produrrà altro che spazzatura, ma in tal caso non si tratta di un artista bloccato, bensì di un artista contratto, stressato, di un artista che non ha la mente libera e che

non è in grado di dare pieno spazio alla propria creatività. Generalmente, come è fisiologico che sia, come il sereno dopo la tempesta, le grandi esplosioni di creatività vengono precedute da periodi di grande inattività artistica. Periodi di crescita personale e artistica, dove l’artista, lontano dal suo campo d’azione, medita, pensa, incamera. Dove prende parte a un processo di immagazzinamento dei dati che per se stesso è quasi inconscio.

La modernità è il vero flagello della creatività Oggi, in questa modernità dove tutto viene spinto all’eccesso della produttività, dove bisogna andare sempre più veloci, dove bisogna forzatamente vendere, esistono tecniche di stimolo alla produzione, alla creatività. Sento parlare spesso di

brainstorming: partire da una o più parole e fare collegamenti, magari insensati, ma collegamenti. In un esplosione di impulsi elettrici diretti alle proprie sinapsi, si ritrova la propria creatività. Non è assurdo come può sembrare. A titolo personale, posso affermare che quando metto in moto il cervello, una volta che la mente è calda, posso dargli in pasto qualsiasi argomentazione o studio, ed esso reagisce. Reagisce alla grande. Ecco perché è sufficiente mettersi in moto, come succede per l’attività fisica: l’importante è partire, iniziare. Questo è lo scoglio più grande. Iniziate a camminare e, una volta in moto, potrete arrivare ad avere voglia di passare alla corsa o di arrivare sino alla piscina comunale per una nuotata.

La creatività e il processo magico per attivarla Mettere in moto il cervello, mantenerlo allenato, stimolato. E’ un processo quasi magico, ma è tutto qui. Il problema principale è la così detta ‘voglia’ e lo scoglio iniziale della partenza. Una volta superate queste difficoltà iniziali, il vostro organismo e il vostro cervello, saranno come un treno in corsa, inarrestabili. La vostra mente diventerà una fucina affamata e l’unico vostro obbligo sarà quello di tenerla alimentata attraverso contenuti e stimoli di qualità.