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Cultura Libera. In equilibrio fra anarchia e controllo

Dove ci sta portando l’enfasi sui diritti di proprietà intellettuale, verso la cultura libera, verso l’anarchia del diritto di proprietà intellettuale o verso un nuovo sistema di controlli imposti? Le nuove tecnologie cambiano completamente le dimensioni del problema, rispetto ai tempi del “diritto d’autore”: non solo nel campo dell’informatica o dell’editoria tradizionale, ma in tutto il mondo dell’entertainment, dello spettacolo e in quelli, per il momento forse meno “visibili”, dell’ingegneria genetica e delle biotecnologie.

In equilibrio fra anarchia e controllo, contro l’estremismo della proprietà intellettuale

Fra chi vuole proteggere tutto (difendendo interessi acquisiti) e chi vorrebbe tutto “libero”, Lawrence Lessig ha una posizione articolata e profonda, in equilibrio fra anarchia e controllo: difende l’idea di un creative commons, uno spazio pubblico di libertà, ed è a favore di licenze limitate, in cui non “tutti”, ma solo “alcuni diritti” sono riservati. Per combattere l’estensione illimitata dei diritti di proprietà, che porterebbe a una “feudalizzazione” della cultura.

Non è mai esistito un periodo della storia in cui la cultura fosse di “proprietà” come oggi. Eppure non è mai esistita un’epoca in cui la concentrazione del potere nel controllare gli utilizzi della cultura venisse supinamente accettata come è ora.

Cultura Libera è un testo a cura di Lawrence Lessig fu pubblicato esattamente dieci anni fa e fu reso disponibile liberamente a tutti. Lessig ha evidenziato diverse volte come la sua esperienza di studi di filosofia abbia cambiato radicalmente i suoi valori e abbia segnato l’intero percorso della sua carriera, portandolo a diventare uno dei maggiori pensatori dell’etica sul diritto d’autore e sulla cultura libera.

Cultura libera per promuovere la libertà di distribuire le opere frutto della creatività

Cultura libera

Cultura libera

Restrittive leggi sul diritto d’autore, stantii concetti come copyright e proprietà intellettuale, mille leggi e balzelli a favore delle major per castrare la libertà dei contenuti e un insieme di sotterfugi che bloccano la creatività piuttosto che sostenerla. Un sistema di norme e vincoli d’altri tempi, una sorta di società segreta atta alla promozione della cultura dell’autorizzazione e del concetto di proprietario. Un movimento per la cultura libera che in contrapposizione ai burocrati delle autorizzazioni a pagamento, propone la libertà di espressione e l’accesso libero alla conoscenza. Stop al diritto di autore, via ai vincoli del contenuto a pagamento, ampliamento delle norme e soluzioni diverse per la proprietà dei contenuti attraverso licenze innovative come quelle proposte da creative commons.

Luca Ciavatta