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Le dimensioni del processo creativo

Dante e il processo creativo

L’idea di creatività come atteggiamento mentale proprio e non esclusivo degli esseri umani nasce in tempi recenti, tanto che la parola creatività è diventata di lessico comune soltanto a partire dagli anni ’50. Il matematico Henri Poincaré definì la creatività come il processo di unire elementi esistenti con connessioni nuove e che facciano prevalere l’aspetto dell’utilità. Nuovo e utile sono i concetti fondamentali per dimostrare adeguatamente l’essenza dell’atto creativo: il superamento delle regole esistenti che porta alla creazione di una ulteriore regola condivisa perché utile. Si individuano così le dimensioni del processo creativo che unisce disordine e ordine, paradosso e metodo.

Fonte: Wikipedia.

Creativi si diventa, non si nasce

Creativi si diventa, non si nasce. Chi non nasce con grandi doti inventive naturali può coltivarle, per diventare più bravo ad immaginare e per divenire creativo. Come dimostrano studi anche recenti, si può sviluppare la creatività, va soltanto stimolata e allenata. Il cervello è una macchina della creatività, bastai solo trovare il modo migliore di stimolarlo e allenarlo al processo creativo. Immaginazione, memoria ed emozioni, ecco i cardini da sviluppare per concentrare il processo di sviluppo della creatività.

E’ indispensabile concentrazione per il processo creativo

Ogni giorno dovremmo riservare del tempo per pensare, per sognare, per immaginare, dovremmo consentire al cervello di metabolizzare tutto ciò che gli viene dato in pasto e di rielaborarlo sotto nuove forme. E’ indispensabile concentrazione, dunque diventa fondamentale spegnere i telefonini, i computer e tutti i gadget elettronici che fanno parte della nostra vita. Allontanarsi dalla realtà, dai social-network e dall’overdose di informazioni a cui siamo sottoposti quotidianamente. Estraniarci, magari attraverso la musica, che, da sempre, rappresenta un buon viatico per immaginare e per allontanarsi dalla realtà. Tutti possiamo essere creativi, a nessuno viene preclusa questa splendida opportunità, ma, come in tutte le cose, è necessario impegno, concentrazione e costanza. La creatività si esprime dunque attraverso i modelli del processo creativo, come ben esemplificato qui.

La parte più importante è sicuramente l’ispirazione

Un semplice processo creativo può partire da pochi cardini: l’ispirazione, elaborazione e produzione. Ci può essere anche una fase di revisione, dipende dalla attività creativa a cui ci si adopera. La parte più importante è sicuramente l’ispirazione ed è anche quella con cui la maggior parte delle persone ha il massimo numero di problemi. L’ispirazione invece è ovunque: basta guardarsi attorno, basta ascoltare gli altri, basta soffermarsi con la Natura. Può essere letteralmente trovata in qualsiasi momento e ovunque. Quando meno ce lo si aspetta, eccola che arriva come una tempesta a ciel sereno. A volte, è sufficiente fare cose che non hanno nulla a che fare con ciò che dovremmo produrre: guardare video, ascoltare musica, leggere un libro. Una volta ottenuta l’ispirazione, l’idea va lasciata marinare, traspirare, bisogna rimuginarci sopra ed elaborarla. Non va subito tradotta in un prodotto, va elaborata e rielaborata mentalmente, sino a quando non diventa talmente definita da essere reale, da necessitare soltanto di essere tradotta in un prodotto.

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Luca Ciavatta