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Diritti civili e libertà costituzionali

Uruguay Legalizes the Sale and Production of Marijuana

Foto condivisa su Twitter da @T13

 

La mia idea di vita è la sobrietà. Concetto ben diverso da austerità, termine che avete prostituito in Europa, tagliando tutto e lasciando la gente senza lavoro. Io consumo il necessario ma non accetto lo spreco. Perché quando compro qualcosa non la compro con i soldi, ma con il tempo della mia vita che è servito per guadagnarli. E il tempo della vita è un bene nei confronti del quale bisogna essere avari. Bisogna conservarlo per le cose che ci piacciono e ci motivano. Questo tempo per se stessi io lo chiamo libertà. E se vuoi essere libero devi essere sobrio nei consumi. L’alternativa è farti schiavizzare dal lavoro per permetterti consumi cospicui, che però ti tolgono il tempo per vivere.

Pepe Mujica, presidente dell’Uruguay, nominato dall’Economist paese dell’anno 2013.

Mai premio fu più azzeccato e sarebbe potuto, tranquillamente, andare al fautore di tutto quello che ha portato l’Uruguay così avanti nella mappa mondiale. Questo Pepe Mujica, uomo dalle mille sfaccettature, così umile da non sembrare neppure vero. Contro il consumismo, ateo e austero, il Pepe, ha trasformato l’Uruguay in una vera e propria avanguardia politica e culturale mondiale. Aborto legalizzato, nozze omosessuali e donazione degli organi in maniera automatica.

Avanguardia politica nella culturale mondiale

Diritti civili contro le ostilità di organizzazioni, società e Chiesa. Vive con il solo dieci per cento del suo stipendio da presidente, circa mille euro sui diecimila che riceve, e versa il restante ad associazioni di promozione sociale. Il governo di Montevideo ha sempre espresso una certa lungimiranza, ma l’avvento di Mujica, in un momento di crisi mondiale, sembra trasmettere una nuova fiducia, sembra alimentare l’idea della possibilità di vivere in maniera più equa e solidale. La recente legge per legalizzare e regolamentare la produzione, la vendita e il consumo della Cannabis, la così detta Marijuana, è l’ennesima dimostrazione della visione di un uomo oltre le convenzioni e le regole fatte. Un uomo che, degli anni della sua prigionia, ricorda soltanto la durezza di “sette anni senza leggere un libro”. Di fronte a uomini, a politici, di questo calibro, l’Italia sembra sempre più lontana dagli ideali e dal giusto.

L’idea di vivere in maniera più equa e solidale

La vita istruzioni per l’uso di Georges Perec, è un testo enciclopedico. Scritto con stile, soffre del suo stesso essere e risulta, per lunghi tratti, pedante e borioso. Descrivendo la vita degli abitanti di un blocco di appartamenti nella Parigi anni ’60, cerca in parte di fare il verso a Joyce, in parte di rendere formative le vite delle persone che descrive. L’incastro che ci offre, mescolando le esistenze e rendendo i loro intrecci nebulosi, è permeato da una scrittura semplice e funzionale. L’affondo culturale e costituzionale ricorda da vicino l’etica del richiamo al giusto e al bene, come Pepe Mujica, le pagine raccontano di vite semplici e di ideali disillusi ma non per questo sopiti. La lezione della scrittura attraverso l’avanguardia culturale. Ogni capitolo è relativamente breve e sembra essere metaforicamente la tessera di un puzzle immenso e complicato. Lo snodo della trama verte su una storia centrale su cui si assembrano e si intrecciano un infinito di micro storie. L’impalcatura del romanzo è geniale e lo stile molto arguto, ma, una volta terminata la mai doma lettura di questo testo, viene da chiedersi se questo testo sia un capolavoro o l’esatto contrario.

Luca Ciavatta