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Dracula

Scritto da Bram Stoker nel 1897, fin dal suo primo apparire Dracula ha fornito l’archetipo alle numerose storie di vampiri che si sono succedute nella letteratura e nel cinema. Ispirato alle figure storiche del principe romeno Vlad II detto Dracul («il diavolo») e di suo figlio Vlad III, l’Impalatore, Dracula-Nosferatu (colui che non muore, il morto vivente) è un personaggio più che mai inquietante. Nel tratteggiarlo Bram Stoker ha dato fondo a tutte le risorse della sua fantasia e a tutti gli espedienti di un calibratissimo mestiere. Da queste pagine si sprigiona così una magia che giunge fino alle soglie dell’incubo. Dracula rappresenta infatti in modo del tutto originale l’eterna vicenda della lotta tra il Bene e il Male, sullo sfondo di una storia che scaturisce direttamente dall’inconscio e, come tale, parla in termini che si impongono immediatamente alla fantasia di ciascuno di noi, per entrare nei nostri sogni più spaventosi. Né bastano esorcismi razionalistici a toglierle l’irresistibile suggestione, la possente ossessività che la pervade.

Dracula – Bram Stoker

Leggere Dracula soltanto ora, oltre che un peccato veniale, si è rivelato un’esperienza molto formativa. Anni passati a esser negativamente predisposto verso questa lettura, anni passati a rimandare, passati a non considerare neanche l’idea di iniziarne la lettura. Una certa avversione, infondata, verso questo ancestrale antenato del romanzo gotico, dovuta soltanto al massiccio sfruttamento mediatico del tema vampiresco messo in atto da cinema, televisione e letteratura.

Sin dalle prime battute, la diffidenza viene vinta e si comprende immediatamente come l’immaginario collettivo abbia, grazie alla narrativa moderna, traslato il concetto stesso di vampiro. E’ così che si viene repentinamente coinvolti nella storia e che si legge appassionatamente, e quasi con attenzione commovente, dell’utilizzo dei canoni originali della lotta ai vampiri: aglio, ostie, paletti e crocifissi. Al giorno d’oggi, tali convenzioni d’altri tempi potrebbe far sorridere o suscitare ilarità di fronte ai bellocci dei vampiri moderni, ma così non è. L’ottocentesca bellezza di tutto ciò che viene narrato, quasi dipinto, all’interno di questo testo è tale da rivelare l’immagine stessa della società di quel tempo e dei primi nuovi influssi delle avanguardie scientifiche come la medicina e la psicologia.

Dracula - Il mito che ha ispirato anche serie tv moderne e film

Dracula – Il mito che ha ispirato anche serie tv moderne e film

Dracula. Vampiri reali, non eroi

Vampiri, che in questo testo di Bram Stoker, non sono figure bellissime, non fanno immedesimare il lettore e non sono destinati ad essere come eroi. I vampiri vengono rappresentati per quello che realmente sono: creature pericolose mitizzate, immagini delle credenze popolari, e paure reali che, per centinaia di anni, hanno impaurito intere popolazioni.

Il libro non è stato scritto come il classico romanzo, bensì è un insieme di lettere, documenti e diari. Non so quanto sia importante la verosimiglianza in un testo di questo genere e sono consapevole del periodo storico, ma certo che scrivere un diario andava proprio di moda a quei tempi, praticamente lo facevano tutti!

Mito e suspense attraverso i diari

La storia viene, praticamente, tutta narrata attraverso i diari scritti dai componenti del gruppo che è, assieme al Conte Dracula, protagonista dell’opera. Questa scelta da parte dell’autore è stata sicuramente dettata dal voler aumentare l’attesa, la suspense e il mito che circonda il Conte stesso. Ciò, unito allo stile semplice e lineare, all’esotico della parlata di Van Helsing, alle atmosfere della Romania e di Londra, fornisce un deciso taglio gotico all’opera e cala profondamente il lettore nelle atmosfere in cui si svolge la storia.

L’alternarsi dei vari punti di vista fornisce al lettore diverse prospettive e lo sbatte continuamente tra la paura dell’ignoto, una certa attrazione (forse erotica), la sempre presente religiosità cristiana e la, non sempre lucida, dottrina scientifica. L’estraneità del Conte Dracula, soprattutto nella parte centrale del testo, viene sfruttata splendidamente per amplificare le paure e le ansie del lettore.

Meditazione e mistero. Oltre l’immaginazione

Il libro, come detto, lascia molto spazio all’immaginazione e le splendide descrizioni in esso contenute, permettono di immedesimarsi rapidamente nei protagonisti e di vedere chiaramente i luoghi da loro frequentati. Ecco che si viene facilmente catturati dal testo e spinti a divorarlo voracemente. Il ritmo è elevato, ma consente di meditare su ciò che sta accadendo e sulle sue implicazioni. Meditazione che viene favorita dal fatto che il Conte rimane perennemente avvolto in un’aura di mistero: non essendo mai svelato troppo su di lui, il lettore si ritrova a cercare di indovinarne le origini, i pensieri e le azioni che non vengono mai esplicitate per intero. Un romanzo, una favola gotica, sempre attuale. Un ritratto del male della società che si rivela ancora al passo coi tempi e che, grazie alla maestria della penna del suo autore, rimane il punto di riferimento per il tanto sfruttato canone del vampirismo. Un termine di paragone diventato classico senza tempo, senza limiti, divenuto terreno fertile per la copia e per l’ispirazione. Dracula, se non si era ancora capito, è una gemma della letteratura, un capolavoro.

Dracula – Bram Stoker

Al termine della lettura, si rimane soddisfatti e consapevoli del perché questo testo sia divenuto un classico.

Luca Ciavatta