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Editoria a pagamento

L’editoria a pagamento è un disdicevole fenomeno e l’illusione della scelta, secondo me, era soltanto fittizia sino a qualche tempo fa. Grazie alle nuove tecnologie, abbiamo invece acquisito diverse possibilità di scelta per contrastare il fenomeno, tutto italiano, dell’editoria a pagamento. Stiamo tutto il tempo, intendo il tempo materiale della nostra vita, a compiere scelte su scelte. Per cosa? Per qualsiasi cosa: la scuola, il lavoro, gli acquisti.. tutto ciò che riguarda la nostra esistenza prevede una scelta. E’ davvero così? Abbiamo veramente tutta questa capacità e libertà di scelta?

Editoria a pagamento e possibilità di scelta

Non credo proprio. Siamo condizionati in tutto e viviamo soltanto l’illusione della scelta.

Kindle Touch

Nuove possibilità grazie agli ebook

Tutte le nostre scelte, in una direzione o in quella opposta, sono direzionate da qualcuno o da qualcosa. Marketing, brand, pubblicità e veri condizionamenti ci costringono su ogni cosa. Vi siete mai chiesti perché, nel libero mercato, c’è sempre spazio per tanti concorrenti? Come mai non esiste mai un solo dominatore del mercato? Perché ogni persona è diversa, ogni persona richiede un prodotto o un servizio a misura di quella particolare tipologia di persona. Ecco che la scelta non esiste più, esiste un prodotto adatto a te.

Lo sai, caro lettore, perché hai acquistato un telefonino Windows, piuttosto che un terminale Android o un telefono iPhone? Perché sei stato incastrato in quel determinato segmento di mercato che è stato creato apposta per te. Se poi vuoi credere alla favola che racconti tutti i giorni che quel telefono fa quello piuttosto che quell’altro e che è diverso perché …bla..bla… Credici pure, ma in fondo, dentro di te, anche tu sai che stai raccontando un mucchio di balle e la vera scelta l’ha fatta una azienda e non tu. Un’azienda che ha deciso che per quelle persone fatte così, come te, andava bene quel prodotto lì.

Auguri lettore, a te e al tuo prossimo momento di scelta. Di vera scelta.

 

Depressione come modello di carenza affettiva e definizione di stati d’animo come ‘segnali interni che motivano il comportamento’. In parte, sostiene che i nostri corpi sono un insieme di adattamenti evolutivi che hanno fornito gli anticorpi, anche morali, contro l’incertezza e il rischio.

Tempo fa, mi sono imbattuto su di un articolo di Jonathan Rottenberg. Ammetto che le frasi sopracitate mi sono rimaste nella mente, profondamente. E mi hanno fatto pensare, tanto. (In verità, sono andato a memoria, perciò è molto probabile che le originali fossero completamente diverse o, addirittura, che l’autore avesse detto tutt’altro. A me, comunque, in testa ronzavano quelle, ergo quelle ho postato.)

Teoria dell’evoluzionismo nel campo dell’editoria

Spreco di risorse e di carta

Spreco di risorse e di carta

Insomma, ciò che venivo a dirvi è che trovo incredibile anche questo aspetto della teoria evolutiva che non avevo mai considerato. L’evoluzione c’è stata anche dal punto di vista psicologico, morale e affettivo. Si, nel medioevo probabilmente nessuno provava simpatia per i gattini che si postano ora sui social network e, magari, lo stesso concetto di amore si è sviluppato con il passare del tempo. Forse, una volta (inteso come milioni di anni fa, anzi migliaia ad essere precisi, insomma dalla comparsa dell’uomo) non esistevano neanche i sentimenti e l’amore. Esisteva solo il sesso, inteso per procreare e niente altro.

Un’anomalia tutta italiana che, ancor più in questo periodo di crisi economica, prende piede monetizzando le aspirazioni degli scrittori in erba. Facendo leva sulle speranze e spesso sulla vanità di chi ambisce ad essere scrittore, alcuni editori italiani hanno studiato degli escamotage che permettono a chiunque di pubblicare, ma soltanto dietro il pagamento di un dazio economico.

Posso affermare, con comprovata esperienza personale, che non si tratta assolutamente di un fenomeno circoscritto, anzi la categoria degli editori a pagamento è in continua espansione, a riprova che si tratta di un business florido e redditizio. Oggi, per lo scrittore in erba, ci sono vie più eticamente percorribili come il self-publishing e la pubblicazione autonoma di ebook, come ben documentato qui.

L’ignaro aspirante scrittore viene solitamente attirato attraverso elogi sulla propria opera, spesso immotivati e immeritati, e successivamente invogliato attraverso la classica formula dell’obbligo di acquisto di un numero minimo di copie dell’opera.

Non sei obbligato a stampare per il macero

Il libro verrà stampato e l’editore se ne laverà le mani senza promuoverlo in alcun modo. Le copie stampate, oltre a quelle vendute all’autore, saranno un numero minimo che finirà regalato in varie iniziative di dubbia consistenza o comprato dai parenti dell’autore. Il gioco vale la candela e l’editore otterrà pure un profitto da tutta l’operazione.

Fortunatamente, il fenomeno è ben documentato e numerosi siti ne danno continuamente informazione.

Nonostante ciò, l’editoria italiana continua ad essere una selva pericolosa e, per mettervi in guardia dai cattivi incontri, vi segnalo l’iniziativa del Censimento degli editori non a pagamento, nata dalla volontà di Libri su Libri e Finzioni Magazine di censire le case editrici che si rivolgono in particolar modo agli scrittori esordienti, senza richiedere contributo economico alcuno.

Scritterevolmente ne pubblica una versione aggiornata e ne spiega la genesi e le finalità. Per tutti quelli che hanno qualcosa da scrivere, un passo obbligato prima di buttare via soldi a preparare i manoscritti e a spedirli agli avvoltoi.

Altro problema, quello dei manoscritti richiesti solo in formato cartaceo dalle case editrici.

Nel 2013 e con la raggiunta coscienza ecologica attuale: uno spreco così elevato di carta da macero, totalmente insensato, viste tutte le moderne tecnologie a disposizione per la lettura dei testi.

Luca Ciavatta