0

L’egoismo è inutile

Ogni anno, come sempre, arriva il primo maggio. Arriva la festa dei lavoratori e si passa una giornata a non lavorare. Quest’anno, un poco come gli ultimi sette, il primo maggio è più una festa della disoccupazione e della crisi, piuttosto che la festa del lavoro.

Accendi la televisione e continuano a dirti che la crisi economica che ci ha investito è in dirittura di arrivo. Sono sette anni che continuano a dirtelo. Oggi, primo maggio duemila e quattordici, scopriamo inoltre (e che bei sorrisi che hanno i giornalisti nel leggere queste notizie) che l’Italia ha sentito la crisi più di tutti nell’area Euro ed è una delle nazioni che ha accusato maggiormente la crisi economica a livello mondiale.

Non ha senso l’egoismo nell’era della condivisione

Non vorrei dire ma questa cosa la gente comune l’aveva capita da un pezzo, soltanto gli esperti di settore e i giornalisti sembravano vivere altrove. Ti bastava (e ti basta ancora) soggiornare un week end all’estero, in qualunque nazione (ad esclusione della Grecia, forse l’unica realtà messa davvero peggio di noi) per comprendere che gli altri erano già ripartiti da un pezzo.

Ogni professione ha i suoi attrezzi del mestiere, i suoi codici, i suoi macchinari. Ogni professione ha i suoi lavoratori. E ogni lavoratore, come lavoratore, sa che il bene più prezioso che ha è il suo stesso lavoro.

La crisi ha spazzato via tanti luoghi comuni e tante certezze. La crisi ha creato un mondo nuovo. La crisi è il mondo nuovo. Non possiamo più credere che questa maledetta crisi stia per finire: questo disco continueranno a ripetercelo negli anni a venire. Ora il mondo è questo, è un mondo in crisi. Perenne, una crisi perenne con cui, è il caso, dovremo imparare a convivere.

La creatività può tutto, basta attivarla e utilizzarla

Toglierci dalla testa che torneranno tempi migliori, toglierci dalla testa che tornerà il momento del posto fisso, del lavoro sicuro. Ciclicamente i settori del lavoro saranno stressati e sottoposti a rinnovamento. Ciclicamente schiere di lavoratori si troveranno senza lavoro. Dobbiamo prendere confidenza e abituarci a questa nuova condizione di perenne precarietà. Dobbiamo tornare a vivere alla giornata, a saper cogliere tutte le opportunità, a saperci destreggiare in un mondo in crisi. Siamo tornati in una sorta di Medioevo, stiamo vivendo un nuovo Medioevo moderno.

Come possiamo salvarci da tutto ciò?

Con la creatività. La creatività, l’invenzione, l’immaginazione, possono essere le chiavi per reagire a questo infausto momento storico. Il pensiero creativo, la storia ce lo insegna, è stato in grado di far sopravvivere gli uomini. L’ingegno è quella capacità che ha concesso all’uomo di evolversi e di emanciparsi. Di resistere e di sopravvivere anche nelle condizioni più terribili. La creatività può essere la leva per smacchiare ciò che ha infangato questo tempo. La creatività può aprire nuove vie di realizzazione. Tutto ciò che di negativo vi sta capitando nella vita, cercate di trasformarlo creativamente in qualcosa di positivo. La creatività può tutto, basta attivarla e utilizzarla.

Non esistono bacchette magiche, non ci sono trucchi. Soltanto tu, puoi trovare la via della tua creatività. Calmati, rilassati, medita. Fai un bel respiro, scordati della crisi, dimentica il lavoro perduto, dimentica di aver perso le speranze e trasforma il tutto in qualcosa di creativo. Prendi una penna e inizia a scrivere, segui un corso di programmazione, componi musica, dipingi, qualunque attività creativa ti passi per la testa, non scacciarla, ma cavalcala. Segui il tuo istinto: trasforma questa crisi nella tua rinascita creativa. Se tutto ciò non porta a una fonte di guadagno in tempi brevi, sei sempre in tempo per emigrare all’estero e per trovarti un ‘lavoro normale’. Normale, come ormai purtroppo lo è, precario e sottopagato.

Joyeux premier mai!

Elogio della gentilezza opposta all’egoismo

George Saunders è uno degli autori più amati e influenti della scena letteraria americana di oggi. La sua raccolta di racconti Dieci dicembre è stata uno dei casi letterari del 2013, sia negli Stati Uniti, dove ha scalato le classifiche ed è stata finalista al National Book Award, sia in Italia, dove sia La Repubblica che il Corriere della Sera l’hanno inserita fra i migliori libri dell’anno. La rivista Time ha incluso Saunders nella sua lista delle 100 persone più influenti al mondo.

L’egoismo è inutile. Davvero

Nel dicembre 2013, La Repubblica e Minima&Moralia, il blog di Minimum Fax, hanno pubblicato un memorabile discorso di Saunders agli studenti della Syracuse University in cui lo scrittore invita i neolaureati a basare la propria vita sulla gentilezza verso il prossimo invece che sull’ambizione personale. In poche ore il pezzo è stato letto da decine di migliaia di persone (20.000 solo le condivisioni su Facebook e Twitter) e ripreso da altri blog e testate.

Un saggio da leggere obbligatoriamente

Per chi non l’avesse ancora letto, per chi vuole conservarlo o regalarlo, Minimum Fax, lungimirante casa editrice nostrana, lo ripubblica ora in questo volumetto, accompagnato da un attualissimo saggio («L’uomo col megafono») contro la retorica politica urlata e violenta (sempre attualissimo nella situazione politica italiota), e da un’intervista inedita all’autore. A cura di Christian Raimo.

“C’è un equivoco, in ciascuno di noi, anzi, una malattia: l’egoismo. Ma esiste anche una cura”

L’egoismo è inutile

L’egoismo è inutile. Elogio della gentilezza di George Saunders – Offerta Amazon Kindle

L’egoismo è inutile. Elogio della gentilezza di George Saunders – Minimum Fax – Copertina flessibile

Luca Ciavatta