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Essere resilienti per restare al passo coi tempi

Una delle sfide più assolute e ardue del nostro tempo sembra essere la gestione intelligente dello stesso. Pare che tutte le nuove attività connesse all’evoluzione tecnologica, al lato sociale della tecnologia e alle nuove possibilità di intrattenimento, non facciano altro che portare rumore di fondo alla nostra esistenza. Rumore di fondo inteso come disturbi non richiesti. Tutte queste nuove e incredibili possibilità di comunicazione e di creazione che ci ritroviamo a disposizione, non fanno altro che incasinarci l’esistenza.

Un aumento delle possibilità di comunicazione sociale, delle possibilità di creazione artistica e, in generale, di produzione di contenuti (multi) mediali, non ha fatto altro che portare dispersione e caos, nonché infinite possibilità di vissuto.

La vita, ora, ha infinite possibilità.

In un mondo così vasto di possibilità, è semplice perdersi. Un tempo, la vita era scandita in ben altra maniera; con il senno di poi, si può affermare che la vita, un tempo, era decisamente più semplice.

Il nostro mondo era limitato entro decisi confini e, salvo piccole e rare eccezioni, tutto il nostro universo di vita si svolgeva entro quel mondo. I nostri amici erano quelli e, difficilmente, cambiavano nel corso di una vita. Il lavoro, gli ambienti di frequentazione, i percorsi della vita, erano ben definiti e rimanevano gli stessi per tutta l’esistenza. Gli oggetti che facevano parte della propria quotidianità erano cose che duravano una vita intera. O quasi.

Oggi, tutto è diverso. Siamo costantemente in divenire. Ogni aspetto della nostra esistenza è in continua modificazione. Ogni giorno veniamo in contatto con nuove persone, nuove teorie, nuovi modi di pensare, di agire. Ogni giorno cambiamo, ogni giorno dobbiamo affrontare nuove sfide (qualcosa a cui il nostro cervello non era preparato), ogni giorno ci ritroviamo a utilizzare un diverso orologio, smartphone, computer, tablet, o auto che sia, e, in generale, ogni cosa di utilizzo quotidiano non dura più oltre il breve periodo. La percezione di un movimento teorico di tutto ciò che riguarda la nostra esistenza è pressoché reale. E, effettivamente, è reale. Tutto ciò che ci riguarda si muove, non abbiamo più punti fermi, certezze. Tutto è in divenire: ciò che sembra bello, giusto, produttivo, oggi, domani è probabile che sia brutto e sbagliato. Non corretto.

Due problemi sono fondamentali: restare al passo coi tempi e farlo senza impazzire. (Grazie a una gestione intelligente del tempo e delle risorse).

Per restare al passo coi tempi è indubbio che tutte queste nuove informazioni, tutte queste novità, vanno gestite e processate. Dobbiamo attivare una modalità di perenne studio, dobbiamo essere in grado di apprendere e imparare. Non restare chiusi, non fossilizzarci. Fondamentale leggere, studiare, esercitarsi. Ogni nuova abilità con cui veniamo in contatto e che potrebbe esserci utile, va approfondita. Dobbiamo essere resilienti, essere in grado di adattarci ai cambiamenti che ci vengono imposti quotidianamente. Fossilizzarsi su di un trono, significa morte certa di questi tempi.

Siamo già oberati di scadenze, attività, lavoro, dove possiamo trovare anche il tempo per aggiornarci? Attraverso una corretta gestione delle proprie risorse e del proprio tempo. La giornata è composta da 24 ore, questo è insindacabile. Dalle 6 alle 8 ore vanno dedicate al sonno e al riposo. Sottraiamo il tempo per i trasporti, il lavoro, le attività obbligatorie, escludiamo il tempo per mangiare e per le attività fisiologiche. Quanto tempo ci rimane? Poco, molto poco. E quel poco va gestito nel migliore dei modi. Come?

Con un ritorno alla semplicità: prediligiamo soltanto le cose e le attività necessarie. Riduciamo il tempo di svago non necessario al minimo e concentriamo il resto per il nostro aggiornamento. Sfruttiamo il fattore di gamification, trasformiamo cioè le attività di aggiornamento studio in attività premiate, ricreiamo la sfida di un gioco nel conquistare nuove abilità. Ridurremo così il tempo da dedicare allo svago necessario, perché anche l’apprendere nuove abilità diventerà una sorta di svago attraverso il sistema gioco-premio. Quando riusciamo a portare a termine un nuovo apprendimento, premiamoci. Un cioccolatino, una birra, ciò che ci concede piacere. La resilienza è la chiave di tutto, rendiamola divertente allora.

La vie est un jeu!

Luca Ciavatta