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Fare o non fare. Non c’è provare

Ci sono ragazzi che studiano molto, ci sono ragazzi con profondi valori etici e c’è un tessuto sociale che tende a disarcionarli. Un paese, l’Italia, che tende a espellerli, e una classe dirigente che insiste a trattare come la massa che non ti permette di lavorare, che ti è di intralcio. Nel resto del mondo sono persone come le altre che entrano nelle dinamiche politiche e amministrative, nella Silicon Valley vengono ricoperti d’oro per tentare, si tentare non riuscire, a realizzare le loro strampalate (o vincenti, dipende dalla prospettiva con cui le si guarda) idee. Ci sono i Millenial, ci sono gli esodati, ci sono persone che hanno know-how ed esperienza, altre che hanno studio ed entusiasmo, c’è un popolo intero che potrebbe portare in alto un paese e che invece viene soltanto fagocitato da esso.

Non c’è provare, ma è importante vincere o partecipare?

Le trasformazioni tecnologiche hanno travolto e trasformato in maniera netta le comunicazioni e le relazioni, il modo di comunicare si è trasformato sotto tutti i profili: sociale, economico, culturale e politico. Una volta era tutto più semplice: lavoro e salario, democrazia con destra, sinistra e centro, hobby, sport e televisione. Già, la televisione come espressione di un’epoca destinata a soccombere e a sparire. Una volta era altrettanto chiaro che l’importante in tutte le cose era partecipare, non vincere. Poi, tutto è cambiato. Chi arriva secondo non ha valore, bisogna necessariamente vincere. È una linea sottile e scivolosa quella dell’etica, c’è sempre il rischio di vedersi affondare da una parte o dall’altra e di trovarsi a testa in giù in ammirazione di un rovesciamento culturale. Due modi distinti e distanti di vedere la vita: da un lato, la decrescita, la partecipazione, la condivisione, dall’altro, la vittoria in solitaria.

Crescere e migliorare per fare insieme

Crescere e migliorare per fare insieme

Ora, nell’era della rivoluzione di Internet, dove tutto è diventato condivisione e dove tutti i muri della comunicazione si stanno abbattendo, si stanno recuperando concetti e astrazioni dei metodi di insegnamento per fornire nuovi ed efficaci percorsi di crescita personale e di miglioramento. Siti, servizi e associazioni all’insegna del self-help e della autostima, guru del training, professionisti della crescita personale e aziendale, autori della motivazione. Si, viviamo in un mondo nuovo, dove si è riscoperto il concetto di trainer, di maestro, di persona più esperta che aiuta. La responsabilità della crescita attraverso l’esperienza dei migliori e di quelli con più anzianità, sia essa aziendale o vitale. Dunque partecipare e attraverso l’insegnamento di chi è già riuscito nel merito, di chi ha già vinto, imparare a destreggiarsi sul campo.

Un sistema che aiuta a fare, a crescere e a migliorare

Avere un mentore, un trainer, un maestro, permette di avere una persona su cui fare affidamento, con cui confrontarsi e da cui apprendere come seguire la strada giusta. Non a caso, uno Jedi, la figura del maestro per eccellenza, è l’incarnazione stessa del pensare in modo etico e della abilità nella trasmissione dei valori e delle esperienze ad altre persone. Pensare eticamente è il modo che tutti abbiamo per fare la differenza: un cavaliere Jedi avrà forza e poteri, ed è da grandi poteri che derivano grandi responsabilità. Ecco perché un cavaliere Jedi deve essere formato a non lasciarsi sedurre, a non lasciarsi corrompere, a lasciare i vantaggi personali, a non possedere l’ego di una persona qualunque.

No! Provare, no! Fare, o non fare! Non c’è provare!

Maestro Jedi Yoda

La frase pronunciata nel mitico Star Wars – L’Impero Colpisce Ancora (1980), a opera del maestro Jedi di nome Yoda, è un po’ la summa dell’etica che deve stare alla base di un sano sistema di vita. L’etica è la base che garantisce il funzionamento del sistema e che porta reali vantaggi per tutti. Aiutare gli altri, sostenere e rinvigorire i più deboli, far sì che chi è in difficoltà cresca, superi i problemi e diventi una parte attiva (in grado quindi di portare benefici) della comunità.

La filosofia del fare per riuscire

La filosofia del fare per riuscire

Può una filosofia presa da un film fantascientifico (o da una serie di libri che dir si voglia) essere applicata nel quotidiano nella vita reale?

Non c’è che da pensarci e da provare. È chiaro che l’assistenza in sé non porta crescita reale se rimane statica, ma se porta insegnamento e trasmette abilità allora si che è in grado di cambiare le sorti delle persone e delle aziende stesse. Aiutare gli altri a crescere, non per soddisfare l’ego personale, bensì per trasmettere conoscenza e dare un vero contributo alla società di qualunque specie essa sia. Essere quello che sei è una scelta che fai tutti i giorni: o fai del tuo meglio, oppure ti conviene lasciare perdere!

Essere una persona migliore: autodisciplina e trasmissione della conoscenza

Essere una persona migliore è un metodo di vita, non può essere una attività a tempo perso o part-time. Fare o non fare significa agire nel modo migliore possibile delle tue possibilità, e farlo tutti i santi giorni. L’attenzione va rivolta agli obiettivi importanti, verso i propri scopi, lasciando selettivamente perdere le cose di poco conto oppure le attività che sottraggono soltanto tempo. La formazione deve essere un mantra: imparare sempre, imparare cose nuove, imparare nuove abilità. Per essere una persona migliore è necessaria una formazione continua, serve a diventare più forti nei campi che già si conoscono e a impararne di nuovi, serve ad aggiungere skill e abilità alle proprie professionalità, serve a mantenere la mente libera e aperta, a non fossilizzarsi.

Autodisciplina e stato mentale alla base di tutto

Autodisciplina e stato mentale alla base di tutto

Se l’attenzione viene focalizzata soltanto su sé stessi non porta crescita reale, come nelle economie senza uno scambio proficuo non c’è crescita ne guadagno. I leader aiutano sempre altri a diventare leader. I più importanti maestri Jedi passano la maggior parte delle loro esistenze a formare altri Jedi. La trasmissione della propria conoscenza, assieme all’autodisciplina, è la qualità più alta per chi aspira a diventare leader. Entrambe non costituiscono sacrifici o fatica, sono scelte che fanno parte del modo di vivere delle persone in grado di divenire dei leader carismatici. E non a caso, ogni leader maximo ha avuto un maestro di cui è stato apprendista e da cui ha imparato.

Purtroppo siamo di fronte a concetti ancora molto lontani dall’Italia: il mentorship, gli internship e le politiche per la trasmissione delle conoscenze sono ben lungi dall’essere ampiamente diffuse nel sistema Italia. L’utopia di un sistema di formazione dove tutti hanno un mentore a cui rivolgersi e dove la crescita scolastica, professionale o aziendale è supportata durante tutto il processo. Una persona esperta e competente che aiuta a migliorare, che supporta nella crescita e che è in grado di trasmettere esperienza. Grazie alla saggezza e alla professionalità di chi è più preparato crescono meglio sia le persone che le aziende: ecco perché all’estero, dove programmi di questo genere sono ampiamente diffusi, sono di più le aziende che riescono a emergere. Ecco perché in altri stati si è superato il concetto di età massima per la formazione e i tirocini, ecco perché all’estero cambiare completamente lavoro e campo di azione è ben visto invece di costituire un problema come in Italia.

Per riuscire, non basta provare. Bisogna fare

Gli strumenti ci sono, l’atteggiamento anche, per riuscire manca ancora qualcosa. Trasmettere la propria conoscenza e far crescere altre persone è un obiettivo ambizioso, ma nulla di impossibile. Se il tentativo viene fatto senza troppa convinzione è destinato a fallire, ma se viceversa lo stato mentale è quello di chi vuole riuscire, di chi vuole farcela, allora è molto probabile che i risultati arrivino davvero. L’importante è chiudere la porta mentale al fallimento, poi se arriverà comunque noi avremo la coscienza pulita, avremo dato tutto ciò che potevamo dare e avremo la mente libera per ricominciare. Per riuscire fin da subito, a livello mentale è importante escludere la possibilità di fallimento: fare le cose per farle realmente.

La paura è la via per il Lato Oscuro. La paura conduce all’ira, l’ira all’odio; l’odio conduce alla sofferenza.

Maestro Jedi Yoda

Decidere di provare a riuscire. Come insegnano i maestri Jedi, lo stato mentale è alla base di tutto, perciò decidi di smetterla di provarci, decidi di riuscire. Individua il tuo vero obiettivo e puntalo nel tuo radar mentale, pensalo, immaginalo, sognalo. E impegnati al mille per mille per raggiungerlo. Elimina le distrazioni e gli obiettivi minori, sino a quando non hai portato a compimento il tuo primo obiettivo. Mantienilo nel radar sino a quando non sei riuscito a ottenerlo. Acquisiscilo: non provare, agisci!

Non importa quanti anni hai o cosa hai fatto fino a ieri nella vita, non è mai troppo tardi per riuscire a diventare migliore. Scegli i tuoi obiettivi e lanciati perché il fallimento fa parte della via per arrivare al successo. Non avere paura di sbagliare perché per mille errori fatti basterà riuscire una volta per essere ripagati di tutto, come ha detto Jeff Bezos ai suoi concorrenti insoddisfatti, “voi rischiate poco”. Per arrivare, è necessario e fondamentale rischiare e magari anche fallire. Tutto questo però significa fare: provarci con la mentalità di riuscire nell’impresa.

Riepilogo generale degli aspetti importanti per il “fare”:

  • Condivisione – Senza trasferimento di conoscenza non siamo nulla. Apprendere, studiare, insegnare: ogni leader vive in una condizione di apprendimento continuo, ma è anche disposto a insegnare agli altri
  • Etica – Senza l’etica non c’è scopo per cui valga la pena vivere, l’etica deve essere alla base di ogni nostra scelta perché, ogni giorno, dobbiamo essere la migliore versione possibile di noi stessi
  • Autodisciplina – Non possiamo aspettare che qualcosa ci piova dal cielo, dobbiamo trovare in noi stessi la forza per effettuare le scelte che sono necessarie al raggiungimento degli obiettivi prefissi
  • Obiettivi – Senza scopo non si va da nessuna parte nella vita, ecco l’importanza di stabilire delle priorità e di metterle a fuoco, secondo la giusta scala di valori, nel nostro radar mentale
  • Stato Mentale – La base di tutto: essere disposti a diventare una persona migliore, essere disposti a cambiare, essere disposti a fare e a riuscire. Se non siamo disposti attraverso un adeguato stato mentale, non riusciremo in nulla
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