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La fase dell’ispirazione

Ispirazione e libri

La forma dell’ispirazione non è precisa. La topologia dell’ispirazione costringe a rinunciare a metafore e obbliga a ricorrere a termini specifici. Il narratore immagina quello che sta per dire. Il momento dell’ispirazione può essere definito come una visione immediata che si trasforma repentinamente in discorso comprensibile.

Roy Peter Clark in How to write short spiega attraverso alcuni fondamentali principi di concisione come scrivere bene e breve. Ecco che questi principi diventano molto importanti nel momento topico dell’ispirazione, dove non c’è tempo per ricercare virtuosismi e dove è d’obbligo buttare giù, senza paura di sbagliare, sulla pagina bianca.

Eliminare ciò che non dice nulla, ciò che ripete quanto già detto, ciò che è già implicito.

Sostituire parole singole a frasi.

Utilizzare espressioni positive in sostituzione di quelle negative.

 

Privilegio di pochi, privilegio dei grandi

Purtroppo questo fenomeno raro e delizioso è privilegio dei soli grandi mostri della letteratura e dei grandi artisti in genere. L’immagine che arriva come un bagliore di dettagli precisi e la parte verbale come una caduta di stelle che si fondono in parole. Lo scrittore esperto prende subito il calamaio e trasforma ciò che è poco più di una sfocatura disallineata in una perfetta esecuzione, con epiteti e virtuosismi. Una costruzione della frase che cresce come gocce di rugiada sulla pagina stampata.

Oltre l’ispirazione, oltre il talento, ecco il lavoro

Talento e ispirazione che rivelano dogmi. Oltre il talento e oltre l’ispirazione, si staglia il lavoro indefesso, la pratica e l’esercizio. Dove non arriva la fase dell’ispirazione, ecco che l’uomo comune, dotato di basilari capacità di scrittura, può ampliare la sua base di conoscenza e la sua bravura, e dilettarsi nel sopperire al talento con l’abnegazione.

Luca Ciavatta