0

La fortuna me la sono cercata. Espatriando

Se in Italia, in assenza di conoscenze, agganci e nepotismi vari, non esiste la possibilità di concludere molto, all’estero la situazione è leggermente diversa. Grazie ad internet, capita sempre più spesso di imbattersi in testimonianze, degne di nota, di italiani che emigrando sono riusciti a realizzare sogni che, nel paese di origine, trovavano soltanto preclusi.

America, terra di emigrati, è esempio di quanti siano riusciti ad arrivare in alto, portando competenze, idee e soldi(attraverso le tasse). Non se la prenderà Bill Gates, non si rivolteranno i parenti di Steve Jobs, e l’elenco potrebbe continuare virtualmente all’infinito, ma la lista degli emigrati o figli di emigrati. E, secondo Geekwire, sono grossi calibri gli scienziati emigrati: Alan Turing, Linus Torvalds, Albert Einstein e Nikola Tesla.

Il più grande geek di tutti i tempi

Si tratta di una competizione dura, ma, si sa, chi la ha dura la vince. Dove ci sono le opportunità e dove si parte tutti alla pari, ce la si può fare; e poi gli americani hanno una metodologia tutta loro di misurare le cose, il sistema consuetudinario, perciò nulla è precluso. Un articolo interessante che esula e non è prettamente sul caso, ma che da’ l’idea delle possibilità in particolare nel campo dell’informatica, lo si può leggere su Business Journal.

Migliorare la propria capacità di immaginare storie, forse di scriverle, magari di pubblicarle. Ecco le ricette per lo scrittore e riuscire a descrivere in un paio di righe di testo può diventare importante nell’era di Twitter.

Tu, caro lettore, la possiedi la dote della sintesi e della brevità? Non si tratta di una dote innata e, per quanto mi sforzi, la mia tendenza è sempre quella di dilungarmi e di lasciarmi andare all’utilizzo di più parole del dovuto. Se puoi utilizzare meno parole per dire ciò che pensi, fallo! Il messaggio arriverà prima e sarà più comprensibile.

Nello spazio nessuno può sentirti urlare, ma sulla terra si! Dunque, caro lettore, ricorda un altro suggerimento: se puoi evitarlo, non urlare mai! Non farlo quando stai scrivendo, non farlo nemmeno sui social network. Urlare, o comunque porsi in maniera supponente e enfatizzando troppo il proprio messaggio, ti metterà in cattiva luce nei confronti del tuo interlocutore o del tuo lettore. Sii rispettoso, sempre. Anche con i tuoi lettori. In tutte le tue comunicazioni. Inoltre, se devi inviare i tuoi lavori perché vengano valutati, esponiti in maniera velata e gentile. Non fare l’eroe!

Semplificazione. Dopo che hai scritto una bozza, rivedila e correggila. Poi, impugna le forbici e taglia, taglia, taglia. Elimina le parti in eccesso e poi tagliane ancora. Tutto ciò che ti sembra superfluo, eliminalo. Tutto ciò che ti da’ l’impressione che se venisse eliminato non porterebbe dolore a nessuno, eliminalo! Rileggi il tutto, correggi, ricontrolla. E se ti sembra che qualcosa potrebbe essere ancora eliminato, impugna anche le cesoie.

 

 

La linea comune è sempre la stessa, il segreto è darsi obiettivi e fare di tutto per conseguirli. La destinazione non è vincolante: ovunque sembrano esserci delle opportunità. Tutte le alternative risultano ricche di possibilità, in particolare rispetto al ‘bel paese’. Ovviamente, se siete in possesso delle conoscenze giuste o di agganci importanti, lasciate perdere l’idea di emigrare, è l’Italia la patria del nepotismo selvaggio.

Una storia a caso, tra le tante interessanti che mi hanno colpito, la trovate qui sul blog degli Italians in Fuga. Con il termine nepotismo si indica la tendenza (estremamente diffusa in Italia, ad ogni livello), da parte dei detentori di autorità o di particolari poteri, a favorire i propri parenti o i propri conoscenti a causa della loro relazione, famigliare o di amicizia, e indipendentemente dalle loro reali abilità e competenze. E dunque… abbasso il nepotismo e viva l’espatrio!

(Visited 76 times, 1 visits today)

Luca Ciavatta