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Fotoritocco senza Photoshop

Come per tante altre persone, David Bowie gira a ripetizione casuale e continuata sull’iPod o su Spotify. Triste vedere mancare uno dei più grandi musicisti di tutti i tempi, triste sentire mancare la sua visione unica (verso l’ignoto, of course!) e la sua arte. Un desiderio di sfida e una indomita volontà a non cambiare mai, ne hanno fatto uno degli artisti musicali più grandi di ogni epoca. E quando si parla di arte e di creatività nell’era dell’informatica e di Internet, non può che venire alla mente il fotoritocco. Bistrattato e utilizzato in ogni dove, Photoshop di Adobe è il programma per eccellenza per ciò che riguarda il fotoritocco digitale. Seni che diventano abbondanti, cellulite che scompare, paesaggi che si trasformano in dipinti surreali, dietro a tutte queste magie, c’è lui: Photoshop.

Photoshop. L’eccellenza del fotoritocco nel software commerciale

Photoshop è un programma favoloso che, nel corso degli anni, ha subito una continua evoluzione, rimanendo, sempre, una delle killer application delle piattaforme di Microsoft Windows e di Apple Macintosh. Per fare modifiche alle foto, si tratta del non plus ultra, assolutamente il massimo disponibile, praticamente uno standard. Detto ciò, questa continua evoluzione del prodotto Photoshop, oltre che a portare sempre nuove funzioni e miglioramenti, lo ha anche reso un vero e proprio pachiderma, una applicazione mastodontica capace di un numero infinito di funzioni, avara di risorse, nonché dal costo improponibile per l’utente comune o per il professionista freelance. Utilizzare Photoshop richiede una certa preparazione, manuali professionali e corsi ad hoc. E non utilizzerete mai più del 5% delle sue funzioni.

Come dice la stessa Adobe, si tratta della applicazione più avanzata del mondo per la progettazione grafica e l’elaborazione delle immagini. Se credete di avere necessità di tutta questa potenza, potete scaricarne l’ultima incarnazione in versione di prova a questo link sul sito ufficiale.

Non è un errore. La foto creativa di qui sopra non è stata realizzata con Photoshop. Vi potrà sembrare strano, ma esistono tante alternative a esso, alternative gratuite e libere. Per chi ha a che fare con il mondo Linux, c’è poco da dire, tra la miriade di applicazioni libere per il sistema operativo del pinguino, una su tutte svetta.

GIMP. La risposta del mondo libero e opensource

Sto parlando di GIMP, l’alternativa libera e gratuita a Photoshop. GIMP è un programma completo per la creazione e la modifica di immagini digitali, ed è multipiattaforma, cio significa che è disponibile per la maggior parte dei sistemi operativi in circolazione. Lo potete trovare, oltre che per tutte le distribuzioni Linux, anche per Microsoft Windows e per Mac OS X. GIMP viene distribuito attraverso la licenza GNU GPL, perciò si tratta di software libero e garantisce agli utenti finali di utilizzare, condividere e persino modificare il software, a patto di ri-distribuirlo attraverso gli stessi termini di licenza. In pratica, potete anche mettere mano al codice sorgente di GIMP, essendo esso liberamente scaricabile e utilizzabile. GIMP permette in tutto e per tutto di eseguire le stesse operazioni possibili con Photoshop, ma in ambito professionale viene ancora preferita la sua controparte commerciale. Dietro a GIMP esiste inoltre una fiorente comunità di utenti-sviluppatori che ne amplia sempre più le possibilità grazie alla pubblicazione di filtri e script per le più disparate operazioni. Strumenti di selezione, maschere, tracciati, effetti, filtri, script e gestione dei livelli non hanno nulla da invidiare a Photoshop. Anzi, una volta presa la mano con la sua agevole interfaccia, ci si ritroverà a preferirlo per la sua semplicità e per la sua efficacia. Se vi siete incuriositi su GIMP e volete provarlo, potete scaricarlo direttamente dal sito ufficiale, dove è anche disponibile una corposa documentazione.

PIXLR. La terza via direttamente sul web

Nell’era dell’Internet veloce e delle risorse online, software libero e software proprietario, non sono più le uniche due soluzioni percorribili. Le connessioni della banda larga e l’impulso dato dai Chromebook, hanno spinto sempre più applicazioni a trasferirsi direttamente sul cloud, parola che va tanto di moda per descrivere il web stesso. Ecco che Google ci propone il sostituto ideale di Microsoft Office, ecco tra i meandri della rete possiamo trovare le alternative alle più famose applicazioni software. E, il più delle volte, a gratis. Per quanto riguarda il fotoritocco, l’esempio lampante è PIXLR. Una web-app per il fotoritocco, disponibile come la controparte Adobe in versione completa e in versione express per operazioni meno complesse. Si tratta di software importanti e utilizzabili direttamente dal web, senza dover scaricare e installare nulla. L’interfaccia è decisamente simile a quella di Photoshop e presenta le palette canoniche per strumenti, pennelli, livelli e storia delle operazioni portate a termine. Gli strumenti messi a disposizione da PIXLR sono numerosi e potenti, ricalcando in pieno la duttilità dei software di cui si è parlato sopra. Questa applicazione web offre inoltre anche degli intuitivi strumenti per il disegno, nonché filtri di ogni genere ed effetti originali. L’unica vera nota stonata di PIXLR è che si tratta di una app basata sulla problematica tecnologia Flash di Adobe, ma è chiaro che si può attendere a breve una conversione ai più moderni standard di tecnologie web. In aggiunta, PIXLR è stato reso disponibile anche come applicazione software per Windows e per Mac OS X, applicazione mobile per iOS e per Android, e perfino come estensione Chrome. Ovviamente per tutte le informazioni a riguardo, vi rimando al sito ufficiale.

Luca Ciavatta