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Franny e Zooey

Franny e Zooey – J.D. Salinger

Una tenda di nailon rosso fuoco con diesis, bemolle e chiavi musicali d’un giallo canarino, era raccolta in fondo alla vasca, appesa in alto con degli anelli di plastica a una sbarra cromata. Chinandosi in avanti, Zooey l’afferrò e la fece scorrere con uno strattone per tutta la lunghezza della vasca, rendendosi invisibile. – E va bene, Dio mio! Entra, se proprio devi entrare, – disse. La sua voce non rivelava particolari intonazioni teatrali, ma era solo un po’ troppo vibrante: si «spiegava» implacabilmente quando lui non aveva nessun interesse a controllarla. Anni prima, quando aveva partecipato a «Ecco un Bambino Eccezionale» gli avevano consigliato a più riprese di tenersi a una certa distanza dal microfono.

Franny e Zooey – J.D. Salinger

Scoprire le gemme della letteratura

A volte, ci sono casi, come l’indisponibilità di un titolo della tua lista dei desideri, e fortune, come la presenza, brillante per il tuo occhio scaltro, di un piccolo volumetto abbandonato tra gli scaffali di una libreria, che fanno letteralmente scoprire delle inaspettate gemme della letteratura. Franny e Zooey di J.D. Salinger, l’autore de Il giovane Holden, è una di queste gemme. Franny e Zooey è un libro che non ti aspetti. Dici Franny e Zooey, pensi a un testo di formazione nella carriera letteraria dell’autore e invece sbatti contro a qualcosa di inaspettato e, al tempo stesso, sensazionale.

Una fotografia animata

Franny e Zooey lo si potrebbe definire una fotografia animata, infatti, a parte un breve antefatto in movimento, tutto il resto della trama si svolge all’interno di un appartamento. Non sono inoltre presenti grossi movimenti fisici dei personaggi, l’intreccio lavora prettamente per esteso sulla psicologia degli stessi e si muove soltanto attraverso numerosi flashback. E’ tutto statico e, al contempo, è tutto in movimento, in azione. Proprio qui si evidenzia la bravura stilistica dell’autore e la grandezza nascosta del testo. J.D. Salinger mostra la sua maestria e la sua bravura, pennellando con tratti semplici ma netti, efficaci. In un libro dalle relative poche righe come Franny e Zooey, possiamo ritrovare appieno la singolare mano dell’autore, del suo essere e del suo particolare stile. ll linguaggio invade straripante le pagine di questo piccolo volume, come se una storia decisamente imponente fosse stata stipata entro confini troppo bassi per contenerla in toto e il risultato è eccezionale e unico. Franny e Zooey è, senza mezzi termini, un testo, un libro unico.

Zooey, il fratello borioso

Tanto per cominciare, Zooey era un giovanotto piccolo, dal corpo estremamente esile. Da dietro (soprattutto dove gli si vedevano le vertebre) sarebbe quasi potuto passare per uno di quegli sparuti bambini di città che ogni estate vengono spediti alle colonie a ingrassarsi e prendere il sole. Visto in primo piano, di faccia o di profilo, era straordinariamente, spettacolosamente bello. La sorella maggiore mi ha pregato di dire che assomigliava all’esploratore mohicano ebreo-irlandese dagli occhi azzurri che morì tra le vostre braccia al tavolo della roulette di Montecarlo. A salvare in extremis quel volto dall’eccessiva bellezza, se non addirittura dallo splendore, era un orecchio che sporgeva leggermente più dell’altro.

La psiche giovanile, la ribellione e le ragioni profonde che vi possono essere non vengono indagate ed esplicate: Salinger mostra, non racconta. Le delicate vicende conflittuali e famigliari fanno da pretesto per argomentare, novità ai tempi dell’uscita del testo, su religioni e filosofie orientali, quasi a volerne propagare la diffusione, quasi a voler dipanare la nebbia di chi si ostenta a recitare la preghiera, attraverso la visione religiosa occidentale, per avere qualcosa in cambio. L’obiettivo di raggiungere la pace dei sensi e delle emozioni attraverso la religione si rivela una strada ardua e la protagonista del romanzo viene così a trovarsi immersa in una profonda crisi psicologica ai limiti della depressione. Franny e Zooey è un libro unico anche in questo.

Lasciami almeno la dannata illusione

Gli schiaffi metaforici del fratello, attraverso il dialogo e la ragione, rendono radicale l’approccio di analisi della ricerca spirituale. L’introspezione che, da singolare, si allarga e diventa famigliare. L’immagine di una famiglia particolare, dai componenti unici, dipinta da uno stile inconfondibile. Uno stile che dilaga, si fa corrente e diventa tormenta. Che trasmette con la stessa forza che caratterizza i personaggi del romanzo. Franny e Zooey è delirio, è scontro e, infine, è illuminazione. Franny e Zooey è Salinger, Salinger allo stato puro.

Salinger, lasciami almeno la dannata illusione.

Franny e Zooey – J.D. Salinger

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Luca Ciavatta