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Guerrieri, coglioni e l’effetto boomerang

Guerrieri del futuro

Guerrieri del futuro

Il lavoro nella vita di una persona è importante sotto molteplici aspetti: sostentamento, sociale, realizzazione personale. Non è errato pensare al lavoro come mera fonte di sostentamento materiale, ma nella vita lavorativa di una persona deve esserci di più. In casi di particolari congiunture, di difficili momenti esistenziali, è chiaro che l’obiettivo unico e principale è quello di avere una fonte di reddito che faccia da sostentamento per la propria famiglia. L’economia prima di tutto.

Deve esserci di più, può esserci di più. Un lavoro andrebbe fatto con passione, con dedizione, sempre. Lavorare senza crederci, porta a lavorare male, porta a qualificare verso il basso ciò che si sta facendo. Anche se si sta facendo una mansione per la quale non si è portati, anche se si ha una laurea e un master ma ci si è ridotti a lavorare in un call center pur di pagare le bollette, beh, anche in casi del genere, bisognerebbe essere in grado di svolgere sempre al meglio e con professionalità ciò per cui si viene retribuiti.

Il lavoro, la crisi e i guerrieri del futuro

Crisi è la parola magica, crisi è quel concetto che ci sta bombardando da qualche anno e che non ci lascerà tanto in fretta. Crisi è quella cosa brutta che ti fa alzare la mattina anche con trentotto gradi di temperatura corporea e che ti fa andare a fare il lavoro più odioso del mondo, pur di portare a casa il denaro per pagare le bollette. Crisi è quel sistema che ha ridotto verso il basso il livello di astrazione delle persone e che ha fatto schizzare verso l’infinito quello della competitività. Crisi è quella idea che devi accettare qualsiasi cosa, qualunque compromesso, pur di tirare avanti. Ma noi possiamo scegliere, perché c’è sempre una scelta. O forse no?

I guerrieri della notte è un film di culto che ha appassionato generazioni intere di ragazzi. I guerrieri, vestiti di giubbini di pelle con la scritta ‘Warriors‘, erano una gang che controllava il territorio di Coney Island e che doveva combattere contro le altre gang rivali per sopravvivere. Fino a poco tempo fa, nell’immaginario collettivo, il guerriero era associato ai protagonisti del lungometraggio oppure ai combattenti dell’antichità, ma, da qualche giorno, l’Enel, l’azienda di energia elettrica italiana, ha dato il via a una campagna social e viral che ha come soggetto principale i guerrieri. I guerrieri sono i cittadini che lottano e combattono per lavorare, mantenersi e affrontare tutti i problemi della vita, e al fianco di questi cittadini combattenti, per aiutarli e sorreggerli, si trova Enel. L’idea non è male, ma l’effetto ottenuto dalla campagna mediatica di Enel è devastante.

La gente si ribella, altro che guerrieri

Complice la crisi, lo stress e la bassa qualità attuale della vita in Italia, è nata una ribellione. Gli utenti dei social hanno iniziato ad utilizzare l’hashtag #Guerrieri in maniera negativa, descrivendo i disservizi e i torti subiti dall’azienda, la propria insoddisfazione e le loro lamentele. Tutto ciò che, normalmente, risultava inascoltato dai call-center della azienda si è riversato sui social come un fiume in piena e il tutto proprio grazie all’iniziativa lanciata dalla azienda stessa. Un vero capitombolo masochista che ha portato a galla tutta la frustrazione della gente e la ha sputata, senza mezzi termini, addosso all’azienda. Il cittadino qualunque che diventa veramente guerriero e combatte contro le ingiustizie quotidiane, forse non era l’esatto intento di Enel ma, in ogni caso, è riuscita a risvegliare le coscienze della gente.

Al peggio non c’è mai fine, la bolletta più cara d’Europa

L’agenzia di comunicazione blumagenta riconosce il trend e fa’ sua la campagna di Enel, ma snaturando l’hashtag da #Guerrieri a #Coglioni. E la rete apprezza. La contro campagna mette in evidenza che gli Italiani più che guerrieri sono davvero coglioni. Senza alcuna forma di ribellione, accettano insindacabilmente ogni genere di sopruso a cui sono sottoposti. Le tasse più alte del pianeta, un debito pubblico impronunciabile, la disoccupazione oltre ogni limite, il sistema sanitario al collasso, la cultura e l’istruzione ormai estinte, la più alta evasione fiscale mondiale e una classe politica perennemente corrotta o incapace. Inoltre, viene ben evidenziato come l’energia italiana sia la più cara d’Europa con delle bollette per le famiglie che non sono seconde a nessuno.

Chiunque tu sia, hai da sputare sangue

Una campagna virale completamente non riuscita. Gli esperti di comunicazione di Enel avranno molto su cui riflettere perché hanno ottenuto un fallimento completo e, sicuramente, nei mesi a venire l’azienda lo pagherà in pieno. Non puoi vendere ciò che non hai: Enel non ha clienti soddisfatti, Enel non ha le bollette più basse d’Europa. Non puoi essere al fianco di un guerriero facendogli pagare la bolletta più alta d’Europa, così lo ramazzi, non lo aiuti.

Dulcis in fundo

Enel non è l’unica, per quel che riguarda l’energia, a praticare prezzi alti. In Italia, non ci sono ancora alternative decenti, non esistono ancora aziende che si mettono davvero a fianco del cittadino. In nessun campo. In Italia, da sempre, vigono dei cartelli di aziende e dei prezzi imposti per l’utente finale, vedi le assicurazioni, la benzina, la telefonia, le connessioni internet… Vedi tutto. Questa è l’Italia.

Luca Ciavatta