1

Il sovraccarico di informazioni

Internet può essere considerato come un contenitore infinito di informazioni. Dati, immagini, grafici e ogni tipologia digitalizzabile di contenuti reversibile sul web, diventano informazioni fruibili per gli utenti. In questo mare infinito di bit, i motori di ricerca consentono rapide ricerche e in pochi secondi siamo in grado di trovare qualcosa affine a ciò che stiamo cercando. Il rovescio della medaglia? I contenuti sono frammentati ed è persistente un evidente sovraccarico di informazioni.

Informazione frammentaria e sovraccarico di informazioni

Per discernere contenuti corretti, pensieri meditati e informazioni giuste, l’utente non possiede strumenti adatti se non l’intelletto stesso. Opinioni superflue e fornitori di contenuti di cui fidarsi si mescolano con indifferenza nell’oceano di notizie che affollano internet. Non esistono filtri o posizioni equilibrate, e il tutto è amplificato dal megafono dei social network. Concentrare la propria attenzione su poche cose, ben ponderate e scelte con estrema cura, può aiutare a districarsi in questo calderone dispersivo. Risulta sempre più difficile effettuare approfondimenti corretti e le indicazioni per il futuro tracciano chiaramente la strada verso nuovi motori di ricerca sempre più attenti ai contenuti e ai produttori di contenuti.

Dispersione delle informazioni e cura dei contenuti

Dei tanti progetti di genere che si stagliano all’orizzonte, al momento, non si delinea alcun prodotto vincente. Per tanto, in attesa dell’algoritmo risolutivo, poniamo la nostra massima attenzione sul livello qualitativo delle informazioni che, ogni giorno, ci vengono proposte, e scegliamo con massima cura i contenuti di cui possiamo davvero fidarci. La dispersione delle informazioni corrette nel ‘rumore’ che caratterizza la rete è notevole, e ciò, se da un lato è indice della totale democrazia che ancora imperversa su internet, dall’altro deve essere un monito che ci stimola a valutare in maniera meno superficiale ciò che possiamo fruire sulla stessa.

Luca Ciavatta