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Infinite Jest

Infinite Jest è il nome di un film, non uno qualunque, ma un film così di intrattenimento che chiunque lo guardi perde la voglia di fare qualsiasi cosa e diviene, in maniera spasmodica, dipendente dal guardare il contenuto del suddetto film. La gente muore felicemente durante la visualizzazione in modalità di ripetizione infinita. Il romanzo Infinite Jest è la storia di questo spettacolo coinvolgente e, in particolare, dell’influenza di una casa per il recupero di tossicodipendenti e di una vicina scuola di tennis ricca di studenti alle prese con molte dipendenze in essere. Organizzazioni e governi fanno a gara per ottenere la copia master di Infinite Jest per i propri fini, gli abitanti della scuola di tennis e della casa di recupero vengono coinvolti negli sforzi sempre più disperati sotto l’egidia di una geografia politica completamente ridisegnata dalla Riconfigurazione e dall’Onan, l’unione di Canada, USA e Messico.

Infinite Jest

Unico, raro, infinito

Su questo telaio intricato, in un futuro prossimo, pende una esplorazione di questioni essenziali su ciò che è intrattenimento e su ciò che è dipendenza. Infinite Jest, di David Foster Wallace, non è assimilabile a un semplice romanzo e un’unica lettura non consente di carpirne in toto gli aspetti divulgativi e saggistici contenuti al suo interno. Questo tomo, si tratta infatti di circa 1300 pagine, andrebbe studiato a livello più profondo, un po’ come si fa con ‘I Promessi Sposi‘ o con ‘La Divina Commedia‘. Il testo di Infinite Jest può essere letto ad un’infinità di livelli e presenta delle complessità non di poco conto, ecco che un’unica lettura risulta appena sufficiente per comprenderne le intricate trame, ben lungi dall’arrivare a visualizzarne i livelli più profondi di significato.

Una semplice lettura non basta

Il livello di lettura necessario, inoltre, non è dei più agevoli. Infinite Jest non è un testo semplice e il lettore meno testardo si ritroverà col desiderio di abbandonare la lettura dopo alcune decine di pagine. Sappiate che se avete intenzione di leggere questo libro, dovrete armarvi di tempo, pazienza e tanta, davvero tanta, concentrazione. E’ molto facile e quasi immediato perdersi nei meandri dell’intreccio approntato da Wallace: abbiamo più trame, semplici ma al contempo complesse, che si avvolgono e che si sciolgono avvicendevolmente e di continuo. I personaggi sono tantissimi e il passaggio ripetuto tra vari punti di vista complica ulteriormente la comprensione del testo. Inoltre, ci si imbatte in continuazione in nozioni tecniche e scientifiche redatte a livello accademico. Queste, unite a tutte le invenzioni che caratterizzano l’universo di fantasia inventato da Wallace, immergono il lettore in un catatonico stato confusionale.

Un testo enciclopedico

Infinite Jest - David Foster Wallace

Infinite Jest – David Foster Wallace

Indubbiamente si tratta di un testo enciclopedico e, non a caso, esistono interi wiki al riguardo e anche complessi trattati di studio e saggi critici. Ricco di citazioni, che non sto qui ad elencare perché è possibile trovarle un po’ ovunque, e ricco di riferimenti, presenta del simbolismo riconducibile a Shakespeare, a Joyce, a Kubrick, e non disdegna di stimolare nel lettore più smaliziato l’impressione che ci siano altri collegamenti, altre ipotesi, altri segreti da scovare. Volendo, è possibile ritrovare al suo interno quasi qualsiasi cosa; azzardando un paragone, si può dire che il testo è ricco di parabole quanto una Bibbia. E’ comprensibile quindi come sia praticamente impossibile fare una recensione del testo, ancor più dopo averlo letto soltanto una volta. La narrazione è abbastanza scorrevole, rallentata soltanto a tratti da uno stile di scrittura che si adagia per dovere di completezza e che tende a lasciare poco al caso, e il livello di intrattenimento è alto tanto che il lettore tende a lasciarsi andare nelle varie sottotrame presenti in maniera quasi ludica.

Inventiva e completezza straordinarie

L’alto livello del lavoro di stesura fatto da Wallace è significativo in due particolari: l’anticipare il futuro e la professionalità nel fornire completezza a tutti gli aspetti trattati. Pubblicato nel 1996, Infinite Jest rasenta gli standard futuristici degli autori di fantascienza nel prevedere l’impatto della multimedialità e dei suoi strumenti sulla società. Le invenzioni di Wallace si sono realizzate, magari in maniera diversa, ma si sono realizzate. I temi e gli aspetti trattati nel romanzo, vengono esplicati a livello accademico e saggistico. Dove parla delle conseguenze delle dipendenze, sono degli specialisti che scrivono a riguardo; dove parla di tennis, nemmeno il campione più affermato avrebbe scritto di tennis con tanta completezza e maestria; dove ci sono tecnicismi informatici, è un docente di informatica, un tecnico, che ne scrive. Sotto questo aspetto, mi ha ricordato molto il livello di completezza tecnica dei romanzi di Michael Crichton, e si tratta assolutamente di un complimento.

Un traboccare di vita e di vite

Scendendo nei meandri dei livelli di lettura applicabili al testo, oltre l’intrattenimento, le riflessioni che immediatamente colgono il lettore sono quelle sul valore che hanno assunto nella società moderna, l’intrattenimento, l’aspetto, le dipendenze, le droghe. Infinite Jest trabocca di vita e di vite, e, con esse, trasporta le sofferenze e le difficoltà che le stesse hanno ad affrontare la quotidianità. Non c’è modo di essere felici, se non quello di estraniarsi dalla vita, quella normale, quella di tutti i giorni. Il micromondo che esce dalle pagine del libro è in grado di accogliervi o di fagocitarvi: fate attenzione, perché, non a caso, esistono anche mappe e atlanti per orientarsi nei meandri complicati del mondo creato da Wallace. Concludendo, non si tratta di una lettura semplice, anzi, è impegnativa e, sia sotto l’aspetto culturale che fisico, pesante; si tratta di un vero e proprio macigno. Se non vi fate spaventare, scoprirete che si tratta di un capolavoro a livello assoluto, un’esperienza che cambierà per sempre il vostro punto di vista letterario. La trama può essere vista come semplice o come complessa, i personaggi anche, e tutto il romanzo è permeato di questo mimetismo e dualismo: c’è sempre un’ulteriore complessità oltre la facciata, oltre l’aspetto. Ed è proprio questo forse il messaggio che voleva lanciare l’autore: la rovina in cui sta sprofondando la società fatta di superficialità e di immagine, va combattuta, perché c’è sempre qualcosa di più complesso dietro all’aspetto delle cose. Qualcosa per cui vale sempre la pena di combattere. Infinite Jest è un testo da cui imparare moltissimo, una piccola enciclopedia di vita.

Alcuni passaggi evidenziati

James Incandenza era una di quelle persone che quando bevono sembrano cambiare personalità: calmo ed equilibrato e quasi freddo da sobrio, da ubriaco si spostava dall’altra parte dello spettro delle emozioni umane, e spesso si apriva in un modo che era quasi imprudente.

Tabelloni pubblicitari spuntarono con furia quasi micologia anche lungo le stradine di campagna.

Il suo sguardo non era né triste né inquisitore né ruminativo.

Il diritto individuale di perseguire la propria idea della migliore quantità di soddisfazione e dolore: decisamente sacrosanto.

Le note e la versione elettronica

Un ultima nota: il testo, a tratti, tratta argomenti complessi e, in ogni caso, è ricco di note per tutta la sua estensione. Il consiglio è di leggere attentamente tutte le note, perché, senza di esse, si rischia di perdere concetti fondamentali per la comprensione del testo che, in alcuni punti, espone concetti scientifici con piglio accademico, con termini tecnici e non a tutti comprensibili. Un ulteriore suggerimento è quello di leggerlo in formato elettronico, in ebook, poiché trattandosi della presenza di oltre 300 note, la comodità dei link andata e ritorno della versione elettronica è impagabile.
Infinite jest – David Foster Wallace

Luca Ciavatta