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Investire, risparmiare e essere alla moda

Dalla nascita di Internet a oggi, investire è diventato parte della cultura. La nostra cultura media non è certo aumentata, ma ha subito diverse contaminazioni e si è sicuramente sprovincializzata. Anni fa, prima del web, prima dei voli low-cost e prima che la gente iniziasse a girare il mondo con regolarità, per quei pochi che facevano una capatina a Londra, sembrava di arrivare sull’Enterprise di Star Trek. Una vera e propria avanguardia, uno sguardo sul futuro, su ciò che in Italia e nel resto dell’Europa sarebbe arrivato soltanto un decennio dopo.

Internazionalizzare e investire in Italia e all’estero

Investire con successo

Investire con successo

Oggi è diverso, siamo diventati cosmopoliti e la dimestichezza dell’europeo comune (italiano in primis) è aumentata a dismisura. Non siamo più i cugini poveri e sfigati (non in tutto e per tutto perlomeno), ma siamo cresciuti di testa, mentalità e modi di porci. Certo, prendiamo sempre da americani e anglosassoni, e iniziamo a trovare piacevoli le contaminazioni asiatiche, ma grazie al cielo ciò a portato a una maggior conoscenza della lingua inglese (che, sottolineo, è l’esperanto moderno) e delle lingue in generale.

Ci sono ancora zone d’ombra, zone in cui si parla (per dire) soltanto il dialetto del luogo, ma i passi in avanti sono stati decisi e molteplici. Anche gli italiani, al pari di molti europei, stanno diventando veri e propri cittadini del mondo. Ed è fantastico, soprattutto alla luce della situazione che c’era in passato e delle insite e fisiologiche difficoltà tutte italiane. Stiamo diventando veri e propri indie, cittadini del mondo anche moderni, tecnologici e poliglotti. Un plauso agli italiani, al loro ammodernamento in salsa di pomodoro.

Ci stiamo internazionalizzando senza, in alcun modo, perdere le nostre radici, anzi siamo noi che proviamo a trainare, siamo noi che iniziamo a dare spinta all’innovazione, siamo noi che stiamo diventando la nuova avanguardia. Magari, ci scontriamo con la politica e la burocrazia italiana e allora emigriamo, ma ciò significa che siamo ancor di più innovatori, perché innoviamo dove lo si può fare. Pur di portare avanti l’innovazione, non ci spaventiamo più di fronte al trasferimento di tutta la nostra vita in un altro luogo del mondo.

Ciò che una volta era privilegio di pochi (o male di altri), ora è diventato una prassi comune anche per il cittadino medio italiano. Io trovo che sia una maturazione incredibile, un luminoso passare dall’essere provinciali all’internazionalizzazione delle nostre coscienze, al divenire veri e propri cittadini del mondo. Italiani cosmopoliti, europei cosmopoliti, cittadini del mondo cosmopoliti.

Investire, risparmiare, essere alla moda

Risparmiare per non impazzire

Risparmiare per non impazzire

Questo momento di crisi economica globale può essere una grande opportunità. Chi possiede denaro liquido può acquistare prodotti azionari e obbligazionari a prezzi stracciati rispetto a qualche anno fa. Chi non possiede soldi, può chiederne e ottenerne a tassi vantaggiosissimi (è di ieri la notizia di un ulteriore abbassamento da parte della BCE) e reinvestirli sui prezzi stracciati di azioni e obbligazioni. Come suggerito da molti economisti, già prendere denaro in prestito a un determinato tasso e reinvestirlo in prodotti ad elevato grado di sicurezza come i BTP produce guadagno. Guadagno certo, senza praticamente muovere un dito.

La maggior parte della gente invece preferisce stringere la cinghia per la crisi, senza però rinunciare ai prodotti indotti dal marketing. Ecco che gli acquisti dei telefoni alla moda, dei vestiti alla moda e delle auto alla moda (tutte cose da mostrare, sia ben inteso) non diminuiscono affatto. Calano i consumi, aumentano le bollette, ma le vendite di iPhone rimangono con un trend in aumento. E rimaniamo sempre nell’ottica di uno strumento che fa esattamente le funzioni del modello precedente, nulla più, nulla meno. Stesso discorso per vestiti e automobili. Cambia la forma, quella da mostrare, rimane praticamente identica la funzione, quella da utilizzare. La vita reale delle persone è questo: un lato da mostrare che deve sempre essere al passo coi tempi e con le mode, un lato da utilizzare, quello che potrebbe portare benefici reali nella vita delle persone, relegato a funzione secondaria dell’oggetto.

Se la gente, intendo la gente comune con stipendi comuni e vite normali, avesse messo ciò che ha speso in telefonini, vestiti e auto in una forma di investimento e avesse speso in quei campi soltanto l’essenziale per mostrare di sé stessi una forma più che decorosa (ergo non certamente al passo con le mode, ergo privilegiando le funzionalità alle forme delle cose), avrebbe risparmiato un sacco di soldi. Soldi che avrebbero fruttato utili. Utili che avrebbero permesso di comprarsi ‘gratuitamente’ un telefonino alla moda, se proprio il telefonino rimane sempre al centro dei vostri sogni, ogni tre anni (è una stima sommaria, svolta mentalmente al volo. Volevo soltanto dare un indirizzo di comportamento, non un consiglio a livello economico, perciò i calcoli precisi esulavano dai fini di questo articolo).

Épargner, dépenser ou investir. Ou tout simplement être felicii?

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