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Trovare stimoli nelle stanze di chat IRC

Recentemente ho ascoltato conversazioni interessanti: un imprenditore, uno scrittore, un creativo. O presunti tali, perché sulle stanze di chat IRC ci si può ancora nascondere dietro alla facciata e non mostrarsi per ciò che si è realmente. Chattando così, alla vecchia maniera, si può però interagire a livelli più profondi anche con persone praticamente sconosciute. IRC continua a sopravvivere, oltre che per tutta la controcultura Geek che lo popola e oltre che per tutte le comunità virtuali legate ai sistemi operativi e alla programmazione, anche grazie al fatto che non ci sono avatar. Nessuna foto, nessuna icona, nada. Soltanto un nome di testo, un nickname e poco altro. Ecco che le persone si trasformano, si liberano di tutte le catene quotidiane e si mostrano come mai non farebbero. La rete di chat IRC è diventata famosa negli ultimi anni come alternativa ai servizi di condivisione file P2P (peer to peer) come Torrent e come eMule. A onor del vero, la rete IRC (Internet Relay Chat) è molto più antica dei servizi prima citati e fa parte degli albori della rete Internet.

La tua città potrebbe anche essere la tua rovina

Per connetterti alle chat IRC, hai bisogno di appositi programmi e la procedura non è proprio immediata, ma sulla rete esistono migliaia di guide a riguardo, perciò darò per scontato che tu sia una persona smart e che abbia già fatto tutto ciò in tuo potere per riuscire a stabilire una connessione con IRC.

A volte trasferirsi e cambiare aria è necessario

A volte trasferirsi e cambiare aria è necessario

In una stanza perduta, una chatroom, dei server di Freenode dove abitualmente tendo a passare il mio tempo (intendo quello normalmente adibito alla procrastinazione), ho incontrato questo Aziz, creativo di professione e guru di chatroom per passione. Insomma, non ricordo nemmeno di cosa si stesse parlando, se non che una storia che ha raccontato mi è davvero rimasta in mente, come un tarlo. E mi ha fatto pensare e tornare alla mente del perché IRC sia ancora così bello nonostante, a livello tecnologico, sia ben più che un vecchietto. C’è questa ragazza, ha studiato come una matta negli ultimi sei anni della sua vita e non riesce a trovare un lavoro decente. O meglio, lo trova il lavoro decente, si tratta di fare la commessa, la cuoca o tanto altro, ma i genitori, gli amici, i professori e tutta la fauna che è venuta in contatto con lei nel corso della sua esistenza, le dice a chiare lettere che non si tratta di un lavoro decente, che non è quello per cui ha studiato e che non si può ridurre così, che assolutamente non può finire così in basso. La ragazza è solare e non da a vedere che cosa le sta accadendo dentro: un turbinio di emozioni altalenanti. Certo, vorrebbe trovare un lavoro super retribuito, magari proprio nel campo per cui ha studiato, magari dove venisse subito riconosciuto il suo alto potenziale, ma, si sa, siamo in tempo di crisi(e siamo in Italia, aggiungerei!). E vorrebbe la sua indipendenza, e vorrebbe almeno avere uno stipendio. E il tempo passa e più il tempo passa, più le porte si chiudono e più le opportunità smettono di presentarsi. È in crisi e non sa più cosa fare. Si sente una inetta, sente di deludere tutti e non sa più come risollevarsi da quella situazione.

C’è qualcosa di strano a vivere nella propria città. Ci si limita fortemente e si cerca di vivere secondo le regole non scritte che fanno diventare una persona, cambiandola, una persona di successo. E la cosa strana è che tutte queste regole non scritte non hanno nulla a che vedere con la felicità, e il più delle volte si rivelano più utili alle persone che ci circondano che a noi stessi. Hanno a che fare con il diventare quello che gli altri si aspettano da noi stessi e non con quello che noi vogliamo davvero: una specie di cordone ombelicale con la famiglia, gli amici, i conoscenti. Un cordone che invece di esserci di aiuto, di motivarci, di favorirci, si trasforma ogni giorno che passa in una zavorra sempre più pesante e stringente.

Il segreto per essere felici è liberarsi delle aspettative

Il segreto per essere felici è liberarsi di tutte le aspettative delle altre persone. E se non si hanno conoscenti o parenti vicini, è difficile avere aspettative da soddisfare, se non le nostre più personali e intime. Ecco che quando la ragazza di qui sopra si è trasferita in un altra città e ha ricominciato tutto da zero (zero amicizie, zero colleghi di lavoro e zero famigliari nei paraggi), ha finalmente potuto essere se stessa in toto e buttarsi a capo fitto a cogliere tutte le occasioni che le si sono presentate senza preclusioni di sorta. E senza l’angoscia di qualche conoscente pronto a chiedere: «allora, che cosa fai nella vita?» Quando non ci sono aspettative esterne da soddisfare, ci si può buttare a fare qualunque cosa senza la paura di dover essere giudicati. È proprio quello il momento in cui vengono fuori le cose che non ci si aspetta e che si diventa padroni in toto del proprio destino. Vivere con un lavoro noioso in una casa noiosa in una città che ormai lo è diventata, non è la massima aspirazione che dovremmo avere. Non siamo obbligati.

Ricalibrare le proprie aspettative per vivere meglio

Ricalibrare le proprie aspettative per vivere meglio

Il creativo finisce di raccontare la sua storia, non facciamo in tempo a commentare che l’imprenditore inizia a spiegare la sua routine di successo. Faccio un sacco di cose, muovo un sacco di soldi, sono estremamente produttivo e vivo con degli obiettivi ben chiari. Sono un essere umano, ma sono perfettamente organizzato, ordinato, programmato. Ho dei rituali, delle buone abitudini quotidiane. Devo assolutamente alzarmi presto, altrimenti tutta la mia giornata va a farsi friggere. Devo svegliarmi prima di tutti per essere motivato e alzarmi da letto quando fuori è ancora buio mi da una ulteriore carica. Se non faccio questo, sono fregato: divento la versione bastarda e arrabbiata di me, e tutto il mio lavoro ne risente. Perciò mi alzo presto, sempre. E prima è, meglio è. Appena in piedi, faccio un po’ di squat, a volte anche qualche flessione, e poi mi fiondo sotto la doccia. La versione di me che esce dalla doccia, dice (o meglio, scrive), è molto meglio: sveglia, carica, pronta per affrontare la giornata che ha di fronte.

Migliora la tua routine quotidiana e migliorerai te stesso

È ancora buio e il buio mi da’ concentrazione: sono già focalizzato su i miei obiettivi. Mi scaldo una tazza di caffè e mi piazzo davanti al computer, e inizio a lavorare. Bugia, leggo le email rimaste dal giorno precedente e cazzeggio un po’, quel poco che basta per rischiararmi la mente. Il mio limite è la tazza di caffè: quando il liquido è terminato, si passa al lavoro. Apro i documenti e inizio a lavorare. Alle 8, quando la maggior parte della gente si sveglia, io ho già terminato gran parte del mio primo turno di lavoro. E mi sento un leone. Mi faccio un’altra tazza di caffè e riparto con la carica a mille. In tutto questo tempo, il mio fido smartphone è rimasto a caricarsi nell’ingresso di casa. Ecco la mia miglior abitudine: perdere la dipendenza da smartphone e smetterla di essere iperconnesso. Quando lo caricavo sul comodino e lo utilizzavo come sveglia, poi facevo la doccia venti, trenta minuti più tardi. Me ne stavo seduto sul cesso a leggere i tweet, le mail, su facebook e su non so cosa altro. Lo smartphone è terribile! Al computer non è così, lo riesco a gestire meglio, ma lo smartphone è ingestibile, bastano due tocchi e finisco sui social network, altri due tocchi e sono a guardare le foto di tizio, caio e sempronio. No, lo smartphone è il male. Alle 9 meno dieci sono in ditta, prima di tutti gli altri e con mezza giornata di lavoro già alle spalle. Sto bene, sto da Dio, mi sento vivo.

Poi arriva lo scrittore e ci dice un sacco di cose che penso che la metà (o forse più) facciano parte dei racconti dei suoi libri. Ha dovuto lasciare la moglie perché lo faceva vivere nella paura e nella incertezza. Ci sono voluti 10 anni, ma poi ci è riuscito e se ne è andato. E lì ha capito una regola fondamentale:

Quando il dolore causato dal problema diventa maggiore del possibile dolore causato dalla soluzione al problema, allora è il momento di agire.

Lord Byron

Ho scoperto che il primo passo è quello che da’ il via a tutto ed è lo stesso che libera più di tutto il resto. Bisogna agire a piccoli passi per tutta l’esistenza, le cose vanno costruite mattone su mattone, un pezzo per volta, ma quando si ha necessità di troncare, bisogna farlo con decisione e distruggere tutto. Nessun rimorso, nessun rimpianto. La stessa cosa, dice l’imprenditore, si ha nelle avventure imprenditoriali. Una azienda non la si costruisce dal nulla, una azienda la si tira su piano piano, con fatica, costanza e impegno. Il creativo dice che qualunque cosa tu faccia, l’importante è che tu vada sempre avanti, mai guardarsi indietro. È sempre stato determinato a non fallire, si è sempre buttato, magari anche quando non era proprio il caso di farlo. Ho visto persone, dice, che si preparano per tutta la vita a realizzare i loro sogni e che, in realtà, non li realizzano mai. Bisogna essere determinati a non proseguire su questa strada. La paura e l’intimidazione dovute agli altri (o a qualsiasi fattore esterno) bisogna lasciarle nel dimenticatoio: la gestione delle proprie paure e dei propri timori diventa fondamentale per una esistenza vissuta appieno.

Migliorare la routine e le abitudini

Migliorare la routine e le abitudini

Tutto questo articolo per raccontarvi di IRC e delle sue stanze di chat: luoghi (ormai! ;-)) quasi alla soglia del deep web, dove si possono incontrare persone diverse, dove la gente si può ancora nascondere dietro a un fumetto, un avatar, un nickname, e dove si possono scovare argomenti e stimoli antichi, ormai decisamente lontani dai luoghi comuni dei classici social network. Chiunque abbia voglia o necessità di migliorare la propria vita, come imprenditore, come studente e, più in generale, come essere umano, deve per forza di cose stringere il proprio campo di azione su poche attività in grado di spingere all’attivazione di un percorso virtuoso. Per farlo, eliminare il rumore di fondo, diminuire il cazzeggio, sconfiggere la dipendenza da smartphone e da iperconnessione, aumentare le abitudini giuste e buone, annientare le cattive. Non nascondere i tuoi errori e le tue paure, e se non ci riesci direttamente con i tuoi conoscenti, inizia facendo pratica su IRC, parti con la sicurezza dell’anonimato. Dormi almeno 7 ore per notte, sembra che sia il minimo indispensabile, perciò se vuoi fare come l’imprenditore e alzarti all’alba, ricordati che devi necessariamente andare a letto presto o il tuo fisico e la tua mente ne risentiranno. Concentrati solo su ciò che è davvero essenziale per te. Non per gli altri, ho detto per te. E se non ci riesci a causa di forza maggiore (la prima parte di questo articolo), allora cambia città o nazione. E prova, sperimenta, buttati. Non si tratta di fuga, ma di esperienza e di vita.

Attraverso esperienze diverse, rapporti diversi e un grande spirito di sopravvivenza in situazioni difficili, riusciamo a tirare fuori il meglio da noi stessi. La forza che da’ la spinta deve essere una sorta di equilibrio interiore ed esteriore, un bilanciamento tra fisico, spirito e mente.

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