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La bellezza del tatuaggio

Energia tra tatuaggi, segni e simboli

Storia millenaria che ha attraversato popoli, continenti e genti. Il tatuaggio è portatore di storia, tradizione e culture. Osteggiato o idolatrato dalle religioni, il tatuaggio è simbolo di diversità. Oggi il tatuaggio è moda e ne esce quasi svilito, in realtà la bellezza del tatuaggio è sempre stata espressa dai personaggi che restavano ai margini della società. Un segno sulla pelle ha sempre indicato un passato problematico, dei crimini, degli amori finiti.

Come per tutte le cose moderne, la moda e l’apparenza ne rovinano la poesia e il romanticismo. L’esuberanza del fenomeno artistico distrutta in nome della moderna società dell’immagine: oggi un tatuaggio perde di simbolismo, si svuota di significato e costituisce soltanto una appendice molesta del proprio corpo e del proprio aspetto. Non c’è più storia dietro a un disegno sul corpo, soltanto la voglia di mostrarsi. Voglia di apparire, di piacere, di essere qualcosa che non si è realmente.

Un tatuaggio che, da arte vera e propria, si sta mestamente trasformando nell’ennesimo male moderno.

La bellezza del tatuaggio tra mito e realtà, tra simbolismo e stupidaggine

I tatuaggi sono diventati, nel corso degli ultimi decenni, fenomeno di massa e di costume in tutto il mondo moderno. Le persone tatuate aumentano ogni giorno di più in maniera indefessa e senza crisi, ecco che donne e uomini, giovani e anziani, benestanti e personaggi ai margini, senza alcuna distinzione di sorta, si dedicano quotidianamente alla tanto conturbante arte del tatuaggio. Artisti che si fanno tatuare e che tatuano, reality show, celebrità e non solo, la bellezza del tatuaggio sta contaminando le arti ma anche i settori meno esposti della società. Siamo di fronte ad uno sviluppo vero e proprio della cultura del tatuaggio: i disegni sul corpo hanno acquisito la fama mondiale. Tra le tendenze della moda e dell’arte, non esiste personaggio in vista che non sfoggi un tatuaggio: ma perché?

Distinzione, apparenza, inganno.

Il tatuaggio colpisce, colpisce a fondo, e rimane indelebile sulla pelle. Artisti, innovatori, ispiratori, sono i tatuatori moderni, individui ombrosi depositari di un arte profonda come i segni che lascia sulla pelle delle persone. Moderni e della vecchia scuola, i tatuatori come i tatuaggi sono parte di questo movimento rivoluzionario che non fa’ distinzione alcuna: non importano classi, sessi, tratti somatici o colore della pelle. La bellezza del tatuaggio sta proprio in questo: che non guarda in faccia a nessuno.

  • Tatuaggio di Manuel Vázquez Montalbán Scritto nel 1975 per ‘scommessa etilica’, “Tatuaggio” è il primo romanzo poliziesco della serie di Pepe Carvalho e va considerato una specie di presentazione del curioso detective, della sua bizzarra filosofia e del suo mondo. Pepe Carvalho, il detective galiziano, viene ingaggiato dal signor Ramòn per scoprire l’identità di un cadavere senza volto ripescato in mare a pochi chilometri da Barcellona. Unico indizio, un inquietente tatuaggio: “Sono nato per rivoluzionare l’inferno”. L’indizio condurrà il detective fuori Barcellona, fino ad Amsterdam, poi ancora in Spagna, all’inseguimento di una trama variegata come i segni praticati sulla pelle.
  • Il cuore sulla pelle. Arte e dolore del tatuaggio di B. Geulen, P. Graf e M. Seibert Il tatuaggio è di moda, ma non è soltanto una moda. È un costume arcaico della civiltà umana che ciclicamente torna in superficie rinnovando i suoi significati e i suoi simboli. È un fossile vivente, un gesto antichissimo passato indenne attraverso le riprovazioni e le proibizioni. È, soprattutto, un legame tra memoria, avventura e corpo, parente stretto della scrittura e dell’arte. Non dovrebbe dunque stupire che la letteratura lo abbia ospitato e accudito fin dagli esordi, in pagine che spesso si soffermano sul fascino dell’allusione simbolica, sul rapporto quasi erotico fra tatuatore e corpo tatuato, sulle rifrazioni del desiderio che un segno indelebile lasciato sulla pelle può scatenare. Questo libro testimonia alcune di queste rifrazioni immaginarie attraverso le parole degli scrittori di ogni tempo e paese: il tatuaggio come feticcio erotico, marchio criminale, sogno infantile, retaggio d’avventura, simbolo tribale, fantasia sadica, forma d’arte. Quelle raccolte fra queste pagine sono mappe di mondi ignoti, tatuaggi della mente che accendono il bisogno di conoscenza e di avventura, seguendo una linea d’inchiostro che scorre ininterrotta dalla pelle incisa di un corpo al foglio bianco dello scrittore.
  • Tattoo di Luca Saltini Alberto, giovane sposo e padre, prova l’inquietudine di sentirsi rinchiuso in una vita che non gli appartiene più. Quando incontra Irene, una ragazza che gioca con la sua bellezza e ostenta una rosa tatuata sulla pancia, comincia con lei una relazione ambigua e contraddittoria che Alberto decide di suggellare facendosi un tatuaggio. Nel circolo vizioso che si viene a creare, più la relazione con Irene si approfondisce, più sul corpo di Alberto aumentano i tatuaggi, più la sua vita si disgrega. Per festeggiare la decisione di abbandonare la famiglia, Irene spinge Alberto a sottoporsi a un nuovo tatuaggio, molto grande e invasivo, ma quando l’uomo comprende di essere stato preso in giro, e che in realtà l’obiettivo della ragazza è quello di umiliarlo e di allontanarlo da sé, decide di punirla con una vendetta fantastica e feroce. Inizia così un folle viaggio verso un finale inatteso, in cui i personaggi vengono lentamente risucchiati in una spirale vertiginosa alla quale il lettore non riesce a sfuggire, agganciato da una prosa che sceglie l’indagine del dettaglio in un’intensità quasi intollerabile.
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