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Il libro degli errori per andare oltre le regole

Il libro degli errori riflette sul meditabondo espansionismo culturale e sulle regole che andrebbero oltrepassate

Troviamo tutto come in un personale libro degli errori: una brava ragazza proveniente da una buona famiglia, una scuola che propina buoni voti e rigide ipocrisie, un uomo da presentare ai genitori con un passato oscuro e un lavoro come tatuatore dell’anima. Ci sono ragazzi e uomini da cui le mamme mettono sempre in guardia: sono quel genere di persona da cui si viene irrimediabilmente attratte e che non fanno presagire mai nulla di buono. Anche la vecchia signora della porta accanto ha avuto una giovinezza, ha provato delle pulsioni sessuali, ha vissuto attrazioni morbose.

Le regole ormai insegnano cose antiche, è come se, passata una certa soglia di età, il passato non contasse più. Non esistesse più. E si dimentica. E ci si dimena.

Non si può levare dalla memoria ciò che è successo nelle grandi guerre, ma altrettanto non si può levare dalla memoria della vecchia signora ciò che ha provato da ragazza per quel bel tenebroso ‘cattivo’ personaggio. Le mamme che si trasformano tutte in brave maestre anche a fronte di una giovinezza dissoluta e sfrontata. Le regole dell’attrazione che non sono più valide perché si è passiti agli anta. ‘Antani binda’ diceva un vecchio adagio alla Monicelli e metteva in guardia di fronte alle stupidaggini malefiche, quelle dure e crude, quelle bastarde. L’uomo, essere spavaldo e arrogante, con quel sorriso capace di ammaliare, riscaldare, raffreddare, intorpidire o far bruciare l’anima di una donna. Una pessima reputazione e la capacità di ottenere sempre, oltre le regole, ciò che desidera, ciò che vuole.

Come ci si deve comportare se ciò che proibito è esattamente ciò di cui si ha bisogno? Diventa lecito andare oltre le regole?

Essere affascinati e avvinti da una cultura del disprezzo non ha più senso, essere riservati e nascosti ne ha ancora meno. Perché quando ci si rende conto di volerne sapere sempre meno, si è arrivati all’incauto acquisto di inconsapevolezza. Non si è più brave persone e non si seguono più le regole del giusto e del vero.

Oltre le regole della morale comune, oltre l’essere magiari testimoni scomodi

  • Il libro degli errori di Gianni Rodari Grazie a Gianni Rodari la letteratura per l’infanzia è stata sottratta al limbo di una produzione minore e restituita, nella sua affascinante complessità, alla storia della letteratura e a quella della pedagogia; il percorso dello scrittore di Omegna non si configura, però, come accomodante itinerario nei luoghi letterari dell’ironia, del paradosso e ancor meno si caratterizza come sentiero tutto interno all’attivismo pedagogico italiano, ma assume via via i segni della contemporaneità, dell’inquietudine, della tensione morale, della coraggiosa protesta civile. Il libro degli errori è l’umorismo dell’assurdo, il gioco della dissacrazione dei luoghi comuni, gli stravolgimenti del linguaggio altro non sono che l’invito reiterato a liberarci dagli schemi, dai pregiudizi, dal conformismo per guardare più lontano; in un momento storico in cui i punti di riferimento morali e civili sembrano smarriti i libri di Rodari ci indicano, anche al di là della felice invenzione e del piacere della lettura, le strade della tolleranza, le vie dell’amicizia sulle quali converrà incamminarci se vogliamo ancora scommettere sul futuro delle nuove generazioni.
  • Obbedire è meglio. Le regole della compagnia dell’agnello di Costanza Miriano Tutti cerchiamo il segreto della felicità. Qualcuno vorrebbe convincerci che si trova nell’assoluta libertà. E se, al contrario, quel segreto si nascondesse nell’obbedienza? Obbedienza a come la natura ci ha creati, alle regole di saggezza che i secoli hanno tramandato; obbedienza alla propria vocazione, ai consigli di chi ne sa, e perfino a quel marito o a quella moglie il cui amore forse è da riscoprire. Insomma, non fidiamoci troppo di noi, dei nostri sentimenti a volte strampalati, ma indossiamo, quando ce n’è bisogno, un abito di umiltà. I problemi, anche quelli più difficili, appariranno in una luce diversa e cominceranno a risolversi. Costanza Miriano racconta, con spirito vulcanico, la propria vita, frenetica e divertente – quattro figli, due lavori – e quella dei suoi amici molto speciali, che lei chiama la Compagnia dell’agnello. In dieci capitoli popolati da eroi della vita quotidiana alle prese con piccole e grandi battaglie, per le quali le energie sembrano non bastare mai, ci vengono presentati altrettanti esempi virtuosi di uomini e donne che ce la fanno: a tenere unita la famiglia, a crescere i figli, a rimboccarsi le maniche sul lavoro, a non avere paura degli anni che passano. A ognuno di noi è capitato un posto di combattimento, una piccola fetta di trincea. L’importante è sapere che accettare la realtà, non ribellarvisi, farsi docili e ascoltare le ragioni degli altri, ci rende molto più forti.
  • Voglio la mamma di Mario Adinolfi Un ragionamento da sinistra, sorprendente e spiazzante, denso di dati e cifre, sui temi controversi del nostro tempo: matrimonio omosessuale, aborto, eutanasia infantile, diagnosi prenatale, “dolce morte”, omogenitorialità, uteri in affitto, transessualità, rapporti familiari. Facendosi accompagnare da Pasolini e De André, un intellettuale controcorrente compie un viaggio con al centro la figura della donna e l’esaltazione della maternità. Il velo che si spande sulle tematiche dei diritti non negoziabili come un patrimonio comune di tutti, la cultura che va oltre la politica, le regole che si esaltano oltre la dicotomia di destra e sinistra, una Italia provinciale che si risveglia dall’assurdo pregiudizio di presentare una cosa giusta come ‘di sinistra’ o una cosa migliore come ‘di destra’. Il senso della politica che si risveglia oltre le stupidaggini delle ideologie e delle distinzioni, un razzismo politico tutto italiano, perché in fin dei conti, regole o non regole, non ci sono sinistra o destra che tengano, se una cosa è giusta, è giusta, punto. E se una cosa è sbagliata, è sbagliata. Punto. E non ci sono discorsi da fare. Difendere il giusto in modo trasversale e pensare soprattutto a quelle categorie che da sole non sono in grado di difendersi. Ridare dignità all’Italia e agli italiani. La vita è una e viverla nell’odio è il peggior modo per affrontarla.