0

Mantenere le apparenze

Penso che, soprattutto (o, forse, soltanto) in Italia, vigono leggi non scritte, principi generali, sul consenso a ridurre la produttività in favore del mantenere le apparenze.

Oppure è il contrario?

Mentre all’estero ci si arrovella sul metodo per fare comprendere a chiunque l’inutilità delle apparenze (tutta la riflessione nasce da alcuni articoli che esplicano in maniera netta questo concetto), nello stivale italico persiste questa tendenza a mettere tra le necessità di prima importanza le apparenze.

Niente di più futile.

Il principio di base, che si tende a controvertere, è quello che mostra chiaramente come meno le persone spendano energia nelle prestazioni, nella produttività, nel lavoro, e più siano poi portate a spendere tempo e risorse nelle apparenze, quasi a compensare.

Ciò che si tende a spendere per apparire influisce negativamente nelle nostre prestazioni. A volte, siamo talmente immersi nelle stronzate che la moderna società ci propina, che perdiamo di vista l’essenza delle cose. Tutti i fronzoli che cerchiamo con tanta insistenza e passione, sono davvero necessari nella nostra vita? Siamo così attaccati alle apparenze, da perdere di vista ciò che è veramente essenziale nella nostra esistenza.

Siamo davvero così attaccati alle apparenze?

La risposta è, purtroppo, si. Eccome se lo siamo.

La cosa più fastidiosa è poi con quanta forza e vigore vogliamo tramandare tali cattive abitudini. Mi è capitato, non di rado, di vedere giovani mamme oberate da alcune cattive abitudini dovute alle apparenze. Mamme che, magari fanno fatica ad arrivare a fine mese con il bilancio famigliare, però guai a far mancare il capo firmato al figlio/figlia/figli. Eh, già. Guai mai! Quel capo tra meno di un anno non andrà più bene di taglia, ma sono centinaia di euro spese benissimo. Eh, già. E come cresceranno tali figli? Abituati sin dalla nascita a vestire il capo firmato, a mostrarsi e non a essere, come vuoi che crescano tali plasmabili menti?

Uno sforzo in produttività, uno sforzo per essere e non per apparire, va cercato. La difficoltà di tale sforzo è quella di pensare, di pensare a fare, di pensare a essere e di riuscire a tralasciare le apparenze. Il vestito alla moda, lo smartphone alla moda, l’auto alla moda, non aiutano a pensare meglio, anzi. E’ impossibile tentare un ritorno alla semplicità, una virata al pensiero. Essere per pensare, pensare per essere. Basta apparenze. (Tutta questa riflessione è nata dalla lettura di questo articolo e di questo altro).

Oh, ouais. C’est impossible!