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Metaverso. Realtà, finzione, possibile futuro?

Da qualche tempo a questa parte, la parola ‘metaverso‘ è sulla bocca di tutti e sembra quasi che su tutti i maggiori social media internazionali non si parli di altro. In tutta questa esaltazione, qualcuno ha realmente capito di che cosa si tratta?

Vediamo dunque – nei limiti del possibile – di fare un poco di chiarezza.

Che cosa è il metaverso e perché da molti viene considerato il futuro di Internet

Che cosa è il metaverso e perché da molti viene considerato il futuro di Internet

Dopo che Mark Zuckerberg ha annunciato al mondo intero che Facebook non sarebbe più stato Facebook, bensì si sarebbe trasformato in Meta cercando di cavalcare appieno la giovane onda del metaverso; pare che tutta la popolazione mondiale sia precipitata in una sorta di desiderio collettivo di far parte di questo nuovo West.

Una nuova età dell’oro per quelli che si sono persi i Bitcoin, la Blockchain, gli NFT e tutte quelle tecnologie che, negli ultimi anni, hanno reso ricche diverse persone. Sembra che la collettività veda nel metaverso – The Metaverse – un mondo di nuove possibilità per arricchirsi e da qui, l’entusiasmo sta correndo alle stelle. Vi è davvero motivo per una così grande esaltazione?

Il metaverso è già qui. O forse no?

Leggiamo da Wikipedia:

“Metaverso (in inglese Metaverse) è un termine coniato da Neal Stephenson in Snow Crash (1992), libro di fantascienza cyberpunk, descritto come una sorta di realtà virtuale condivisa tramite internet, dove si è rappresentati in tre dimensioni attraverso il proprio avatar.”

Innanzitutto, per chi non conoscesse Neal Stephenson, diciamo subito che si tratta di un autore stra-consigliato, famoso per Cryptonomicon – romanzo del 1999 che racconta le vicende dei crittografi della Seconda Guerra Mondiale – e che va sicuramente messo nelle letture obbligate per il genere fantascienza cyberpunk, al pari di William Gibson e Bruce Sterling.

E il fatto che il termine Metaverse lo abbia coniato lui e che il suo libro più famoso tratti di crittografia, cioè l’antica discendenza della Blockchain e delle Criptovalute, dovrebbe farvi suonare più di un campanello di allarme.

Dunque, i non più giovanissimi, avranno già collegato Second Life (un mondo virtuale elettronico digitale online lanciato il 23 giugno 2003 dalla società americana Linden Lab) alla definizione di cui sopra e perciò possiamo affermare che il metaverso è già attivo da tempo, nonché vivo e vegeto.

E allora? Come mai ora vi è tutto questo entusiasmo per un ‘prodotto’ presente da vent’anni sul mercato?

Come mai proprio ora?

È presto detto: ora i big player internazionali sono arrivati per accaparrarselo e per monetizzarlo a più non posso. Esattamente, le grandi multinazionali hanno deciso che il metaverso è maturo e che è giunto il momento per investirci soldi.

Il metaverso è la prossima grande scommessa, un mondo nuovo sospeso tra tecnologia e social media. L’idea di creare digitalmente un nuovo mondo virtuale, una evoluzione di Internet fruibile da ogni dispositivo attuale ma anche da future tecnologie immersive, dove mettere in mostra e vendita i propri prodotti, è – decisamente – un boccone succulento per le aziende.

Moneta virtuale e soldi reali che si intrecciano e che costringeranno gli utenti dei nuovi mondi a pagare per poter avere accesso ai contenuti virtuali creati ex-novo e anche a quelli riciclati dal vecchio mondo. Un innovativo e fantascientifico universo fatto di esperienze, film, concerti, viaggi, musei, teatri e tutto ciò che attualmente fa parte della nostra vita reale, ma in forma digitale.

La nostra vita, la nostra routine quotidiana, trasformata in un duplicato in formato digitale dove effettuare riunioni virtuali, ma anche incontri, sport e acquisti, nonché qualsiasi altra cosa ti venga in mente. Una seconda vita completamente fruibile soltanto in formato virtuale e digitale, online.

Sarà davvero il metaverso il futuro di Internet?

Si e no. Certamente con un avanzare così veloce delle tecnologie, con lo sdoganamento incessante in atto di ogni nuova invenzione, con il progredire delle possibilità dei collegamenti a Internet: come si è passati dai siti solamente testuali e dotati di hyperlink (o in italiano – collegamenti ipertestuali) alle attuali pagine web ricche di contenuti multimediali, è molto probabile che il nuovo web venga a trasformarsi in una sorta di mondo in 3 dimensioni dove gli umani si muoveranno tramite avatar.

È anche certo però che l’attuale fruizione del metaverso non è molto accattivante, l’esplorazione è macchinosa, la grafica lontana dal reale e il livello di immersione ancora basso.

Pur utilizzando visori VR avanzati come l’Oculus Quest, l’esperienza del metaverso non è ancora fruibile in maniera spensierata e divertente, non si tratta ancora di una credibile alternativa all’esperienza reale.

Il prossimo livello di sdoganamento di questa ancora acerba tecnologia potrebbe essere il tanto nominato visore di realtà virtuale che avrebbe in cantiere Apple oppure il nuovo sistema di realtà virtuale videoludica che sta per lanciare Sony per la sua console PlayStation 5 e che dovrebbe andare sotto al nome di PS VR2.

In definitiva, si. Il metaverso sarà il futuro di Internet e, quando sarà realmente sviluppato a dovere, inizieremo a chiamarlo Metaverso con la maiuscola, un po’ come si è fatto con Internet. 😆

Metaverso. Realtà, finzione, possibile futuro?

Lo stato attuale del metaverso. Per molti, ma non per tutti

Il metaverso è un mondo nuovo, ma basato su tecnologie pre-esistenti e strettamente collegato al concetto di realtà virtuale. Attualmente, tutti possono entrare nelle varie declinazioni disponibili del metaverso, ma la fruizione fatta da PC e dispositivi mobili attraverso i semplici browser web fornisce una esperienza d’uso che non è ancora esattamente la visione romantica che hanno tutti di ciò che dovrebbe essere il metaverso.

Lo ripetiamo, deve essere ancora completamente sdoganata una tecnologia potente e facile da usare, e che permetta a chiunque di usufruire del metaverso in maniera ‘reale’. Per il momento, potete muovervi come omini di pixel attraverso i tasti cursore del PC oppure attraverso il mouse o il joystick. Una versione castrata e semplicistica di quella che dovrebbe essere la realtà virtuale.

Qui di seguito, ti segnaliamo le 3 declinazioni di metaverso che – attualmente – vanno per la maggiore.

The Sandbox – Un mondo virtuale basato sulla gamification dove gli utenti generano contenuti, videogame, opere digitali e ricevono in cambio token di criptovaluta. Dove sono in vendita lotti virtuali di terreno, dove si può vivere una vita virtuale, ma dove l’esperienza d’uso è più vicina ai videogame a 32bit che alla realtà virtuale vista nei film.

Decentraland – Come Sandbox, un mondo virtuale in 3D dove creare, esplorare e vivere attraverso token da scambiare come soldi nella vita reale. Si tratta sempre di un prodotto fruibile da browser e controllabile con tastiera e mouse, un po’ come i classici giochi su PC.

Axie Infinity – Se siete amanti dei giochi in stile 8bit, isometrici e alla Nintendo per capirci, questa piattaforma vi permetterà di guadagnare token in criptovaluta, semplicemente giocando.

In attesa di vedere qualche progetto più avanzato di metaverso, ti consigliamo di provare a interagire con quelli di cui sopra per prendere confidenza con i vari concetti che popolano il metaverso e così da farti trovare pronto alle tecnologie future che sono in arrivo.

Rimaniamo tutti in attesa, ovviamente del Metaverso con la ‘M’ maiuscola.

Marta Amici