1

Il mito dei megapixel

Recentemente Nikon ha presentato la sua ultima entry-level, la D3200. La macchina è una reflex digitale classica con un sensore in formato DX da ben 24 megapixel. Presenta inoltre le ultime tendenze in fatto di registrazione video Full HD 1080p e ha la possibilità di utilizzare, oltre al microfono esterno, anche moduli GPS e adattatori Wi-Fi.

Abbandonare il mito dei megapixel e dei megasensori

Non sono qui a sindacare la qualità dell’oggetto, infatti uso da tempo macchine e ottiche Nikon e ne sono sempre stato soddisfatto pienamente; ciò che non comprendo, sono i 24 megapixel in una entry-level.

Mi spiego. La macchina, a puro livello fotografico, ha le caratteristiche che potevamo riscontrare all’incirca anni fà in una D80 e viene venduta, con il 18-55 VR, a circa 500-550 euro. In più, possiede la parte video, che è di tutto rispetto, e altre facezie che al fotografo puro e semplice non interessano e non interesseranno mai. Manca, come tutte le entry-level Nikon, del secondo display con il riassunto delle informazioni più importanti, ma in compenso ha 11 punti di messa a fuoco, iso 100-6400 e la velocità di scatto è di 4 fotogrammi al secondo.

Quindi?

E’ un’ottima macchina, ma non è adatta al professionista ed è troppo dispersiva per chi deve iniziare. Inoltre, il vero lato dolente: il sensore da 24 megapixel.

Perché affermo ciò?

Perché ha più megapixel di alcune macchine professionali e un sensore decisamente più piccolo. Ciò significa, in prima istanza, che avremo grossi problemi di diffrazione, e, in seconda istanza, che tutta la nostra catena fotografica ne risentirà notevolmente a livello economico, infatti avremo necessità di schede e supporti di memoria più capienti per contenere tutti quei dati, di ottiche di qualità eccelsa per evitare i difetti che un sensore del genere metterebbe subito in risalto, e di computer più potenti e veloci per processare tutti quei pixel.

Utilizzeremo mai tutti quei megapixel?

Forse una volta, forse due, forse per stampare le gigantografie di un evento memorabile. Nel 99% dei casi, no, non li utilizzeremo, ma avremo speso un sacco di soldi in memorie capienti, obiettivi di livello e computer veloci.

Macchine professionali danno risultati garantiti

Personalmente, credo che macchine fotografiche come questa siano una manna per i produttori di tutto ciò che circonda l’universo macchina fotografica, ma abbiano fin troppe complicazioni e distrazioni per l’utente comune. Credo inoltre che, alternativamente alla D3200, recuperando una D80 o magari una D90 sul mercato dell’usato, avremo fin da subito una macchina semi-pro senza troppi fronzoli e in grado di produrre ottimi scatti senza saturare velocemente le nostre memorie e senza vuotare velocemente le nostre tasche. Infine, oltre al fatto che tali macchine possono utilizzare pienamente tutta la spettacolare serie di obiettivi AF, una semi-pro rimarrà un investimento valido più a lungo termine, anche quando le vostre esigenze di fotografo aumenteranno.

Ricordate che, una volta provata una reflex con il form-factor semi professionale e con il display aggiuntivo nella parte superiore, difficilmente si riesce a tornare indietro.

Luca Ciavatta