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Il monopolio delle pecore

Bisognerebbe essere il miglior amico di sé stessi. Un amico ambivalente: un rigido superiore dalla ferrea disciplina e un bonario amico ricco di stimoli. Nessuno meglio di noi stessi conosce i nostri gusti, le nostre inclinazioni, le nostre esigenze.

Cosa mette in moto i nostri oscuri meccanismi?
Difficile dirlo con certezza, ma chi meglio di noi può essere in grado di avvicinarsi il più possibile? La musica adatta, l’ambiente ideale, la luce più produttiva. La giusta distrazione. Le nostre aspirazioni di pari passo con le nostre esigenze più recondite. Scoprire di stare bene con persone che mai avresti reputato interessanti e, viceversa, veder scomparire l’interesse per quelle che un tempo erano persone che la pensavano come te.

Social Network o monopolio dell’involuzione

Evoluzione o involuzione?
Soltanto l’osservazione dell’evoluzione della situazione della propria esistenza creativa è in grado di dare risposte. La giusta distrazione. Indulgere con persone può portare a perdere tempo, a sprecare energie. Meglio cercare di capire subito cosa e chi incanala le nostre energie in maniera positiva, ci stimola, ci rende produttivi.

Meglio, sicuramente, tagliare i rami secchi, quelli che ci indispongono e che ci rendono sciatti, improduttivi. Insomma, per dirla con un proverbio, chi sta con lo zoppo, inizia a zoppicare. La giusta distrazione.

Saggezza spicciola, ma saggezza. Fate attenzione! Non è facile fantasticare!

 

Il duro lavoro necessario a trasformare il sogno in realtà senza privarlo del suo fascino; non la lettura passiva degli scritti di qualcun altro, ma l’invenzione e l’elaborazione di una storia propria; non scrivere poche pagine che saranno valutate solo in termini di stile e struttura, ma la prospettiva di produrre paragrafo dopo paragrafo, pagina dopo pagina, di cui i lettori giudicheranno stile, contenuto ed efficacia. E non è tutto qui.

 

Dorothea Brande

L’altra sera riflettevo sugli spostamenti delle masse, in particolare riguardo a campi come la tecnologia e i social network. Campi dove il marketing, evidente o velato che sia, ha chiaramente un ruolo da padrone.

Prima c’era Facebook, poi è arrivato Twitter

Social Network e Monopolio

Social Network e Monopolio

Flussi di persone, migliaia o, il più delle volte, milioni, verso monopoli innaturali. Verso Business che non avvantaggiano l’utente finale, bensì chi ha investito in quel determinato monopolio. Lo chiamo monopolio, pur essendo consapevole che il termine non è corretto al riguardo, perché secondo me ‘Il monopolio delle pecore’ ha un suono e richiama alcune connotazioni negative che si adattano perfettamente a descrivere la situazione. Soprattutto in Italia, dove i monopoli sono sempre stati fonte di grandi problemi per gli utenti finali. Non me ne vogliano le pecore, qui la terminologia è utilizzata nell’accezione di ‘pecorone’, cioè colui che segue la massa.

Prima tutti su Facebook e guai a non esserci, se non eri online su Facebook, non venivi quasi considerato nella vita reale. Poi è arrivato Twitter e via tutti su Twitter. Nel mezzo tanta altra roba sociale, l’arrivo di Google+ e tanto, tanto, tanto marketing.

Se l’utilizzo è puramente sociale, l’utente finale ha davvero avuto dei benefici in queste transizioni? E’ migliorata la sua vita? Oppure si è complicata?

Inoltre, in seconda istanza, come mai non arrivano a essere prettamente settoriali e di nicchia questi social? In fin dei conti, sono sempre le stesse facce che si spostano da uno all’altro o che sono, integerrimi, su tutti i social.

Poche risposte, nessuna certezza, tanta ignoranza

No, nessuna risposta. Soltanto alcune riflessioni inconsapevoli. Oltre quella percentuale di persone che fa business coi social network e che, giocoforza, deve postare su tutte le piattaforme per fare marketing, perché la gente comune deve avere bisogno di utilizzare tutte queste piattaforme e contemporaneamente? Non credo sia davvero necessario tutto ciò, credo bensì che ciò porta (meglio ruba) via un sacco di tempo alle persone. Un poco come una volta si cercava di apparire nel reale (cerchi in lega, tappetini pregiati e Arbre Magique, solo per fare un esempio), ora si cerca di apparire nel virtuale: la bacheca piena, un maggior numero di follower e tante altre piccole cazzate.

Siete sicuri di avere bisogno di tutto ciò?

Piccola nota conclusiva. Ognuno è libero di fare ciò che gli pare nella vita, in particolar modo nella vita virtuale. Questo rantolo è venuto fuori per la mia personale esperienza e per ciò che ho visto sui social network nella mia personale esperienza. Tutto ciò che ho detto può avere un senso anche per te, ma può anche non averne, ergo prendi tutto con le pinze e fatti una sana risata dopo che avrai letto questo pezzo.

Meno è meglio. Sempre!

Meno presenza su tutti questi media sociali, per me, ha fin da subito significato meno follower, meno interazioni, meno nella classifica di chi è online. Ma anche meno rumore di fondo, meno dispersione, meno confusione. Il tutto si è tradotto in più concentrazione, in poche conversazioni ma molto più interessanti, in meno argomenti ma molto più approfonditi. Personalmente credo che meno è meglio, è libertà, è magia.

Less is magic!