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Nexus 5 e la scalata all’ecosistema Apple

Siete pronti per la prossima rivoluzione digitale, per la prossima grande cosa in arrivo? Se si considera il marketing attuale, i rumors, le tendenze, sembra che tutti non stiamo aspettando altro. Orologi che fanno le veci di computer, occhiali super tecnologici in grado di mostrarci il mondo sotto nuova luce, sensori indossabili che monitorano le nostre variabili, cos’altro? Ah, già.. Un social di grido si è comprato, tra le altre cose, una società che produce visori ottici per la realtà virtuale e tutto l’occorrente per far diventare la realtà virtuale da soggetto per film a realtà reale.

Impossibile resistere all’ultima novità tecnologica

Dunque siamo tutti in attesa, dunque abbiamo necessità impellenti e non vediamo l’ora che questi nuovi ‘prodotti’ arrivino sugli scaffali dei negozi. Davvero? Dico la verità, da amante della tecnologia, di tutto ciò che è futuristico, della fantascienza, io, personalmente, davvero non vedo l’ora che tutti questi gadget siano a disposizione delle masse e funzionati in toto. Devo però ammettere che tra l’eccitazione dovuta a una passione e il bisogno, la necessità, beh… ce ne passa. Il bisogno direi che ce lo stanno lentamente creando, in maniera così sopraffina, che quando i ‘nuovi prodotti’ usciranno sul mercato, la maggior parte delle persone sentirà il bisogno, la necessità di acquistarli, di averli, di provarli, di possederli. Tutti sentiranno di non poter più vivere senza. Anzi, qualcuno sta già vivendo questa condizione.

Siamo, ormai, completamente dominati. Facciamo parte di una società che è stata impostata sui bisogni, bisogni che non sono primari, che non abbiamo, ma che ci vengono indotti. E noi non ce ne accorgiamo.

Questa situazione non è invertibile, ormai la società è questa e, con il passare del tempo, credo che sarà sempre peggio. Mettetevi il cuore in pace e iniziate a considerare nel vostro budget mensile anche di mettere da parte una piccola quota per i ‘futuri acquisti tecnologici’. D’ora in avanti, siete parte della spirale, per tutta la vita sarete costretti ad avere sempre nuovi bisogni e non riuscirete a sottrarvene. Non sottovalutate il potere del marketing, il potere di plagiare le menti, il potere di queste aziende in grado di creare schiere di persone innamorate dei loro prodotti, di persone che difendono a spada tratta questi gadget tecnologici come, una volta facevano, con le credenze politiche, con le dottrine religiose o, tuttalpiù, con le faziosità sportive.

Quando tanti sacrifici finiscono in fumo, ne facciamo altri?

Dopo quasi due anni di onorato servizio e dopo essere stato curato e riverito come un bambino, alle porte delle vacanze natalizie del duemila e tredici, un iPhone 4S di taglio da 16 gigabyte e di colore nero ha deciso di passare a miglior vita. Non si tratta di un iPhone qualunque, bensì del mio iPhone. Questa è la storia di ciò che quella dipartita ha innescato e di come la mia vita, dal lato tecnologico, è stata in parte rivoluzionata. Una premessa è d’obbligo: sono un utente Apple di lunga data, non sono un fanboy, ma nei prodotti Apple ho trovato, quasi la totalità delle volte, ciò era adeguato a me e così, con diversi sacrifici economici, ho cercato, nelle mie possibilità, di utilizzare sempre prodotti Apple. Una divagazione non obbligata: sul lato computer, anni fa ho scoperto Linux e, da allora, sono diventato un sostenitore convinto del mondo del software libero, ma questa è un’altra storia… (In parte, già raccontata qui).

Cosa fai quando il tuo telefono da oltre settecento euro decide di smettere di funzionare e di lasciarti con altri otto mesi di contratto vincolato con il gestore telefonico?

Il primo pensiero è quello di prenderti un altro iPhone ovviamente! Sul mercato, sono appena usciti i nuovi modelli 5S e 5C, così ti catapulti nel centro commerciale più vicino e inizi a scorrere i cartellini dei prezzi. E qui arriva la prima doccia fredda: 629, 729, 839, 949 euro. Lasciatemelo dire: (anche se attualmente si possono trovare a qualcosa in meno qui) sticazzi!

Nexus 5, il tarlo in grado di spostare l’ago della bilancia

Provi a contattare il tuo gestore telefonico, magari ti può fare un’offerta speciale, dopotutto sei con loro da tempo immemorabile. Assolutamente no, dopo ciò che ti hanno proposto (e che volutamente non menziono qui, ma che prevedeva di legarsi ancora altri 30 mesi e di sborsare comunque 399 euro e di avere un ulteriore aumento del canone mensile) decidi che, alla scadenza del contratto, li ringrazierai per la riconoscenza mostrata e li saluterai convintamente per passare dalla padella alla brace. (Poiché TUTTI i gestori telefonici non sono altro che sanguisughe).

Che alternative ti rimangono considerata la tua scarsa disponibilità economica e il vincolo contrattuale ancora in essere?

Poche, ma ti sovviene che con l’uscita dei nuovi modelli, ci sono tanti iPhone 5 invenduti, così inizi a scandagliare negozi e siti online alla ricerca della bazza. Bazza che, ti accorgi fin da subito, non esiste. Ti accorgi anche che esistono persone che hanno fette di prosciutto sugli occhi e nelle orecchie. Un commesso, al tuo fargli notare che nessuno comprerà un iPhone 5 se, al suo fianco, è esposto il nuovo modello ed entrambi sono venduti allo stesso prezzo, non sa rispondere altro che: «quello è il suo prezzo».

Ma certo! Perché non ci hai pensato prima? Il mercato dell’usato.

Già, con tutti i fanboy Apple in circolazione, sai quanti venderanno il 5 per passare al 5S. Effettivamente si, ce ne sono a milioni. Il problema è che sono tutti telefoni usati e, per quanto tenuti bene, con tutte le problematiche insite che hanno avuto tipo Vernice-Gate e affini, trovarne uno in condizioni decenti è un’impresa. Inoltre, la richiesta economica è sempre fuori budget.

Basta! Non puoi rimanere oltre senza telefono e decidi di guardare ad altro.

Windows lo scarti a priori, FirefoxOS ti garba molto, ma sembra ancora acerbo e di terminali ufficiali in Italia non se ne trovano, tutti gli altri sistemi non valgono la pena e così decidi di optare per Android, anche alla luce di ciò che Linux ti ha fatto scoprire e di come ha soddisfatto il tuo lato puramente GeeK. Inizia una dolorosa ricerca al terminale giusto per te, dolorosa per la moltitudine di offerte disponibili e per la quantità di terminali Android esistente. Spulciando sui siti, inizi a farti una cultura del mondo Android e capisci subito alcune leggi fondamentali che lo governano. Android è un sistema operativo mobile progettato da Google, Android puro si trova solo sui terminali ‘di’ Google, mentre su tutti gli altri ogni produttore customizza il sistema a suo piacimento. Personalmente, mi ritengo abbastanza minimalista, e già Android puro e semplice è pure abbondante per me, figuriamoci le versioni Samsung o HTC. In seconda istanza, un terminale ‘by Google’ ha sempre gli aggiornamenti all’ultima versione del sistema operativo prima di tutti gli altri e, last but not least, se sei uno sviluppatore o se hai intenzione di diventarlo, è una scelta obbligata. Dunque, hai ridotto di molto la scelta: Moto G, Moto X, Nexus 4 o Nexus 5. Ti sarebbe piaciuto il Moto X ma, ai tempi, non era disponibile in Italia. Nexus 4, gran terminale ma praticamente fuori di produzione e al prezzo del fratello maggiore. Moto G, si, ma poi hai visto lui, sua maestà il Nexus 5.

Sua maestà in tutto il suo splendore e a un prezzo abbordabile

 

Google Nexus 5 - LG SmartPhone

Google Nexus 5

Nexus 5 è uno smartphone bello, piacevole da usare e geek più di qualunque altro. Non è solo un telefono da 5 pollici, è molto di più. Realizzato con la massima precisione, al tatto è piacevole, molto piacevole, fatto di una plastica gommosa che trasmette l’idea di resistenza e solidità. E’ leggerissimo e sottilissimo, e sta comodamente nelle tasche anteriori di jeans e pantaloni. Il Nexus 5 si distingue per il design essenziale e intelligente, inoltre possiede uno straordinario display HD in grado di mostrare wallpaper favolosi come questi. (Fino a quando non ne guarderete uno, non capirete a cosa mi riferisco). Ha, di serie, tutta la innovativa tecnologia Android, attualmente la 4.4.2 senza alcun fronzolo aggiuntivo e, ovviamente, è già predisposto e integrato per utilizzare tutti i servizi di Google. Se, come me, utilizzate i servizi Apple accoppiati con quelli Google e Gmail come posta principale, vi basterà inserire account e password per avere immediatamente tutto sincronizzato con PC, Mac e Tablet. Il wi-fi è velocissimo e 4G/LTE non sono da meno, con il mio operatore telefonico (di cui non faccio il nome, H3G Italia) va che è una viola. Veloce, reattivo, è uno smartphone favoloso, fa tutto ciò che ci si aspetta e nel minor tempo possibile. Riuscendo a compararlo in tempo reale con l’iPhone 5 della mia dolce metà, lo trovo un fulmine, facile da usare e, soprattutto, con un display da paura! Possiede anche tutte quelle cavolate che piacciono tanto ai fanboy Apple, tra cui anche una versione molto più utile e reattiva di Siri chiamata Google Now. Devo segnalare che, prima che il software di sistema venisse aggiornato, il Nexus 5 aveva non pochi difetti, tra cui un autofocus lento, una durata della batteria indegna e tanti altri piccoli inestetismi di interfaccia e sistema. Ora, alla revisione 4.4.2, il telefono è quasi perfetto: scatta foto favolose anche con poca luce, l’autofocus è migliorato molto (non è però ancora ai livelli di quello Apple) e la batteria ora raggiunge una durata paurosa. Se io ormai dimentico di doverlo ricaricare, per l’iPhone 5 abbiamo dovuto acquistare una batteria aggiuntiva. Per non farmi mancare nulla, avendo trovato un offerta strepitosa, ho acquistato anche un carica batteria wireless. Giudizio: figata pazzesca! Mai più cavi da attaccare e staccare, basta appoggiarlo e zic… il telefono è in carica. Ovviamente l’ultima osservazione è per il prezzo, già quello ufficiale Google è buonissimo: 349 euro per il 16 GB e 399 euro per 32 GB. Stiamo parlando di metà del prezzo dell’iPhone, metà prezzo. Se poi si sondano canali meno ufficiali, già Amazon propone dei prezzi più bassi. Un costo del genere, ti permette di utilizzare il telefono con meno patemi. Io, personalmente, ho smesso di utilizzare cover, plastiche, protezioni e varie amenità, e devo ammettere che è un vero piacere godersi quotidianamente il tocco della superficie del Nexus 5.

Zero rimpianti e tanta felicità. Davvero una bella scoperta

In conclusione, Nexus 5 è stata una bella scoperta. Mi sta facendo apprezzare l’ecosistema Google in vece di quello di Apple, mi ha fatto essere produttivo sin da subito nonostante avessi tutti i miei account provenienti da dispositivi Apple e mi ha fatto riscoprire la bellezza del motto ‘poca spesa, tanta resa‘. Un plauso ulteriore al servizio clienti Google che, sotto le festività natalizie, oltre a essersi rivelato molto gentile e competente, ha compiuto un piccolo miracolo con una spedizione ultra rapida.

Attendo con gioia il termine dell’abbonamento al gestore telefonico e mi sono ripromesso di non legarmi mai più a uno di essi. Basta vincoli e libertà totale di cambiare tariffa quando e come voglio. Ciò, purtroppo, comporterà che sarò sempre più attento a come spenderò i miei soldi in telefoni. Ergo, Apple, per riconquistarmi, dovrà lanciare, come minimo, un iPhone 6 che costi meno, che abbia la possibilità di carica wireless e che abbia un display di livello paritario e di formato simile a quello del Nexus 5.

Bella scoperta. This review is not biased.

Un ulteriore consiglio letterario per iniziare a smettere di sprecare soldi, materia e ambiente.

 

  • La vita ridotta all’osso. Un anno senza sprechi: le disavventure di un consumatore coscienzioso di Leo Hickman Prima o poi nella vita di tutti arriva il momento della folgorazione, delle grandi domande, del chiedersi da che parte stare, se scegliere il lato oscuro della forza o rimanere integerrimi. All’autore di questo testo, la svolta esistenziale consegna un compito difficilissimo: verificare se una vita vissuta in modo ecocompatibile sia un progetto realmente attuabile o un ideale impossibile da praticare. Ecco che il giornalista ecologista Leo Hickman mette così alla prova se stesso e la sua famiglia in un faticoso esperimento di vita vissuta in modo ecologicamente, politicamente, moralmente e naturalmente corretto. Pensare, meditare, capire e andare oltre. Il futuro del mondo è nelle nostre mani.

 

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Luca Ciavatta