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Non pensare e rilassarsi

Ansia, anatema della morte. Le preoccupazioni e l’ansia portano a vivere male, vivere in condizione di tensione. Pensare, preoccuparsi, ansia, stress, morte. E’ una processione quasi automatica. Pensare negativo, vivere sotto condizione di stress, è provato scientificamente, porta a una vita vissuta nella condizione di tensione e ansia. Se la condizione è protratta e duratura, ci si avvia velocemente verso un insieme di ipertensioni e malattie da stress come le cardiopatie, che posso portare anche alla morte.

Secondo alcune rilevazioni, in America le cardiopatie sono la causa di un morto ogni trentasette secondi.

Ogni trentasette secondi, si, avete letto bene. La maggior parte di queste malattie è dovuta a una vita non sana oppure a una vita stressata. Dunque, è facile intuire che limitando lo stress e l’ansia, possiamo vivere meglio e vivere più a lungo.

Ecco perché conviene smettere di pensare a ciò che pensano gli altri, conviene pensare al lavoro soltanto quando si è al lavoro, conviene riservarsi un tempo per pensare alle bollette, alle cose da fare e ai problemi. Fuori da ciò, si svuota la mente, si pensa ad altro, si pensa positivo. Non bisogna esagerare con le preoccupazioni: i tuoi problemi sono i problemi di tutti. Qualunque persona ha dei problemi, qualunque persona ha delle preoccupazioni, qualunque persona ha delle paure e delle ansie.

Riservarsi del tempo per svuotare la mente, per pensare a qualcosa di buono o, addirittura, per non pensare. Risultati negativi, esami falliti, prove sbagliate, sono tutte cose che fanno parte della vita di ognuno, non significa che non si debba andare avanti. La più grande capacità di un uomo è quella di non fermarsi agli errori, di dimostrare intelligenza, di capire i propri sbagli e di trovare, sempre, la capacità di andare avanti.

La cosa più importante è avere o ritrovare la fiducia in se stessi. Crederci sempre e smettere di pensare negativo. In una parola, rilassarsi.