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Non sperate di liberarvi dei libri

Affrontare un lungo viaggio e l’esistenza del viaggiatore

Leggere è un po’ come viaggiare e viaggiare è un po’ come leggere: si tratta di due nobili arti che si intersecano spesso nel corso della vita delle persone. Sono processi intensi quelli che regolano l’esistenza del viaggiatore e sono intensi quelli che vengono trasmessi al lettore dagli scrittori. Leggere un libro è affrontare un lungo viaggio, un percorso attraverso la mente di una persona, i suoi pensieri e i luoghi che essa stessa intende farci visitare.

I libri sono ottimi compagni di viaggio e di vita. Alzi la mano chi non parte per un viaggio se non ha in tasca un buon libro. Ecco, esatto. È proprio questa commistione tra le due sfere, quella della lettura e scrittura e quella del viaggiare, che fa esplodere tanta dopamina, la sostanza del piacere, nei nostri corpi. Chi non prova emozioni prima della partenza? Chi non ha altri sentimenti al ritorno? Chi rimane immobile di fronte ai cambiamenti? Nessuno. E i libri si fanno testimoni di tutti questi turbinii di emozioni, pensieri e sentimenti. Il desiderio di vedere, scoprire, capire. Il desiderio di esistere, perciò non sperate di liberarvi dei libri.

Come nei viaggi, anche nei libri, ci sono strade battute, vicoli ciechi e gattoli sterrati. Si può seguire la via maestra, farsi guidare, oppure procedere a tastoni. Si può essere turisti o divenire viaggiatori. Attendere, cercare o rimanere immobili. In tutta questa sconfinata libertà, la memoria visiona, seleziona, cernisce. Con intelligenza, i nostri processi mentali mantengono poi soltanto le cose belle e il vissuto degno di nota, esattamente ciò che dovrebbe fare un bravo scrittore. Un devoto esempio di ennesima intersezione tra arte, letteratura e viaggio. L’ennesima riprova che è meglio che non sperate di liberarvi dei libri. Perché i libri, per fortuna nostra, non se ne andranno mai.

Libri e viaggi aprono le menti, sconfiggono le paure, ridestano i pensieri

Grazie all’infinità libertà che ci consentono i viaggi, ma anche i libri, abbiamo scelte pressoché infinite da affrontare, luoghi da scoprire e genti da incontrare. In tutto questo marasma, i libri ci fanno da guida, ci indicano la strada e ci segnalano i pericoli. Stessa cosa per la vita, si anche la vita può essere considerata un viaggio e si anche per la vita stessa i libri possono essere d’aiuto. La strada meno battuta è quella che porta più lontano, forse non a livello geografico ma sicuramente sotto il piano spirituale. Il viaggio è il percorso di riscoprire sé stessi, di ritrovare le proprie origini vagabondando per luoghi lontani, dell’essere quell’uno soltanto grazie ai tanti, del vincere la paura dell’insolito e dello sconosciuto, del capire invece che dello combattere. I libri, come i viaggi, aprono la mente.

  • Non sperate di liberarvi dei libri di Umberto Eco La gaia scienza: raramente l’espressione nietzschiana è stata così azzeccata per un libro… un libro sui libri. Dal papiro ai supporti elettronici, percorriamo duemila anni di storia del libro attraverso una discussione contemporaneamente erudita e divertente, filosofica e aneddotica, colta e personale. Passiamo attraverso tempi diversi e diversi luoghi; incontriamo persone reali insieme a personaggi inventati; vi troviamo l’elogio della stupidità, l’analisi della passione del collezionista, le ragioni per cui una certa epoca genera capolavori, il modo in cui funzionano la memoria e la classificazione di una biblioteca. Veniamo a sapere perché “i polli ci hanno messo un secolo per imparare a non attraversare la strada” e perché “la nostra conoscenza del passato è dovuta a dei cretini, degli imbecilli o degli avversari”. Insomma, godiamo della “furia letteraria” di due appassionati che ci trascinano nella loro folle girandola in cui ogni giro sorprende, distrae, insegna. In questi tempi di oscurantismo galoppante, forse è il più bell’omaggio che si possa fare alla cultura e l’antidoto più efficace al disincanto.
  • L’arte di viaggiare di Alain de Botton Possono scrittori, artisti e filosofi rivelarsi ottimi compagni di viaggio? Alain de Botton non ha dubbi, e affida a guide illustri del passato il compito di scandire le sue partenze e i suoi ritorni, le grandi aspettative così come le piccole ma cocenti delusioni di cui ciascun viaggio è costellato. Ecco perciò Barbados, meta turistica che per l’autore si era rivelata fallimentare, riconsiderata alla luce di ciò che Huysmans scrisse nel romanzo “Controcorrente”, e poi la poesia di Baudelaire e i quadri di Hopper, da cui invece ci possiamo lasciare condurre per cogliere la forza evocativa dei mezzi di trasporto e di anonimi luoghi di transito; o ancora l’affascinante urbanistica di Amsterdam e la scenografica bellezza di Madrid colte nel loro incanto dagli sguardi di Flaubert e di Humboldt; ma naturalmente anche il Lake District di Wordsworth, l’aura di serenità della campagna inglese come veicolo di una misurata eppure intensa sensazione di pace interiore o l’intenso cromatismo della Provenza di Van Gogh, per una riscoperta del paesaggio mediterraneo. Partenze e poi speranze e curiosità, paesaggi esotici, evocazioni artistiche e ritorni; ma più di ognuna di queste scansioni e di questi viaggi, conta per Alain de Botton lo sguardo stesso del viaggiatore, il suo desiderio di vedere “davvero”, è per questo che, a conclusione del percorso, seguendo questa volta le istruzioni di John Ruskin, anche lui prova avedere “disegnando” per imparare a viaggiare e osservare tutti i giorni.
  • Le strade per Quoz. In giro per l’America di William Least Heat Moon Perché un viaggio sia ad alto tasso di “quozzità” deve essere percorso lentamente, con l’animo di chi è disponibile all’incontro. Il cacciatore di quoz deve essere pronto a rispondere all’invito dell’insolito, al richiamo del sentiero meno battuto, della deviazione curiosa, della digressione vagolante. Un devoto del “giro lungo”, insomma, poco incline alla linea retta autostradale ma amante delle “strade blu”. Non serve una guida, tanto meno una guida turistica. Quello che serve è un compagno di viaggio. Il viaggiatore che si inoltra tra le pagine di questo libro ha il privilegio di avere, come complice, niente meno che lui, il grande Mago di Quoz, la massima autorità mondiale sui quoz, il quozzologo per eccellenza: William Least Heat-Moon. Ma cos’è, si chiederà l’esasperato lettore, un quoz ? Per ora gli basti sapere che i quoz sono tutte quelle particelle di insolito, di imprevedibile, di incongruo e di prezioso che incontriamo nel cammino della nostra esistenza. I quoz sono oggetti, paesaggi, eventi, ma sono soprattutto persone, incontri lungo via, che si trasformano in ricordo, in ciò che resta una volta tornati a casa. Il granello di sabbia intorno cui si forma la perla della memoria, e quindi del racconto. Venticinque anni dopo “Strade blu”, Least Heat-Moon torna a raccontare l’America meno battuta, e più sorprendente, attraverso sei viaggi, o, meglio, sei vagabondaggi nel cuore del paese