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Come ottenere il rimborso della licenza Windows

I consumatori moderni sono talmente abituati a trovare Windows preinstallato sui computer che vedono in vendita da esserne assuefatti. Si è cementata l’impressione che il binomio sia inscindibile e che acquistare un PC significhi anche acquistare una nuova licenza del sistema operativo Windows.

 

Perché essere obbligati a pagare una cosa di cui non si ha necessità? Chiedetelo a Microsoft

Microsoft Windows è un sistema operativo (in parole povere, la parte software che fa funzionare la parte hardware e che fornisce servizi di base) per personal computer, workstation, server e anche per smartphone. È un software proprietario creato da Microsoft Corporation e disponibile esclusivamente a pagamento. Per via di accordi miracolosi che Microsoft fece agli albori della rivoluzione informatica con IBM e con i principali produttori di PC compatibili, Windows è, a oggi, installato sulla maggior parte (circa 92% secondo le ultime statistiche) dei PC venduti.

 

Microsoft Windows non è gratis e aumenta il costo del PC

Microsoft Windows non è gratis e aumenta il costo del PC

Che cosa significa tutto ciò? Significa che se ci rechiamo ad acquistare un nuovo computer, nella stragrande maggioranza dei casi lo troveremo dotato di sistema operativo Microsoft Windows. L’unica alternativa reale al momento dell’acquisto, è quella di rivolgersi (se siamo tra i fortunati che possono spendere così tanto per un computer!) alle macchine prodotte da Apple, che sono dotate di un altro sistema operativo proprietario detto Mac OS X.

 

Se invece siamo tra i tanti che possono soltanto acquistare macchine a prezzi da umani, allora ci ritroveremo obbligati ad acquistare anche una nuova copia del sistema operativo Microsoft Windows. Non importa se possediamo già una nostra copia o licenza dello stesso Windows, non importa se invece utilizziamo soltanto sistema operativi liberi come Linux e Windows non ci interessa, in ogni caso, saremo obbligati a pagare una nuova licenza. Sborsare soldi che potevamo risparmiarci e rimpinguare, senza motivo, le casse di Microsoft. E non stima parlando di brustoline. Si va dai 39 euro di una licenza Windows OEM base ai 279 euro del costo della licenza per la versione Windows 10 Pro.

 

La Cassazione ha stabilito che si può chiedere il rimborso del sistema operativo preinstallato

Chi ha acquistato un computer con un sistema operativo preinstallato, ma vuole rinunciarvi per usarne un altro, può chiedere un rimborso al produttore. A deciderlo è la Cassazione che, con la sentenza 19161/2014, ha sancito il principio di non correlazione tra hardware e software.

 

«Chi acquista un computer sul quale sia stato preinstallato dal produttore un determinato software di funzionamento (sistema operativo) ha il diritto, qualora non intenda accettare le condizioni della licenza d’uso del software propostegli al primo avvio del computer, di trattenere quest’ultimo restituendo il solo software oggetto della licenza non accettata, a fronte del rimborso della parte di prezzo ad esso specificamente riferibile.»

 

Microsoft ha cambiato molte volte le sue licenze e continua a farlo. Sono state create versioni diverse per ciascun prodotto software e per ciascuna marca di PC. Molte delle clausole che consentivano il rimborso sono state modificate o ingarbugliate, le interpretazioni possibili sono state complicate e i processi di rimborso ostacolati in diverse maniere. Detto ciò, la strada da seguire è quella della richiesta di rimborso del costo della licenza e tale richiesta non deve essere presentata alla Microsoft, bensì alla società che ha venduto il computer.

 

Microsoft Windows. Non siamo obbligati a pagarlo se non lo utilizziamo

Microsoft Windows. Non siamo obbligati a pagarlo se non lo utilizziamo

 

Molti produttori di PC hanno preso la palla al balzo e hanno iniziato a vendere prodotti senza sistema operativo oppure dotati di FreeDos, altri sono passati a vendere, come Dell, anche versioni delle loro macchine dotate di sistema operativo Linux Ubuntu e decisamente meno costose rispetto alla controparte con Microsoft Windows. Insomma il mondo dell’informatica, grazie al Software Libero, sta ancora cambiando e molti produttori, come Acer che prevede politiche di rimborso ben documentate sul loro sito ufficiale, si stanno adeguando velocemente.

 

Come fare per avere davvero il rimborso tra comportamenti ambigui e procedure complicate

La maggioranza dei produttori di PC purtroppo non vede di buon grado (e non ne comprendiamo il perché!) questa pratica e continua a fare un certo ostruzionismo a riguardo. Chi rifiuta di effettuare i rimborsi, chi si attacca a cavilli giudiziari, chi lo prevede ma propone procedure astruse per attivarlo. Insomma, è come avere scoperto il vaso di Pandora.

 

Microsoft Windows. Finalmente possiamo acquistare PC liberi o farci rimborsare

Microsoft Windows. Finalmente possiamo acquistare PC liberi o farci rimborsare

Per non incorrere in ulteriori problematiche, innanzitutto è buona norma controllare sul sito del produttore la documentazione ufficiale e laddove non espressamente citato, contattare direttamente il servizio clienti e chiedere esplicitamente della questione. Ogni produttore agisce in maniera diversa, propone procedure alternative e mostra di considerare o meno il problema.

 

 

Considerato ciò, al di là delle istruzioni proposte, tenere a mente di:

  • informasi prima dell’acquisto
  • avviare la procedura entro 30 giorni dall’acquisto
  • non accettare l’End User Licence Agreement (EULA) proposta da Windows al primo avvio

 

Ottime risorse per approfondire la questione e valutare sul da farsi sono la sezione Rimborso Windows del blog Attivissimo.Net, un po’ datata ma estremamente ricca di informazioni utili, procedure e esempi pratici, e l’immancabile sezione Rimborso Windows dell’ADUC (Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori), dove è possibile anche trovare i moduli specifici per le richieste di rimborso ai produttori che ancora non prevedono procedure chiare per farlo.

 

Luca Ciavatta