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Outing letterario

Moda, tendenza o paradosso nostrano

E’ un poco una moda, è un poco una pratica indotta dalla società. Da diverso tempo, c’è questo termine, questa parola, outing, che viene utilizzata per svariate accezioni. Sul dizionario, ci sono andato e ho trovato un sacco di tali accezioni. Outing propriamente significa gita, escursione, uscita, è una contrazione della locuzione Coming Out, ovvero uscita allo scoperto, uscita dall’effetto liberatorio. In Italiano, il tutto è stato semplicemente ridotto a «dichiarazione pubblica della propria omosessualità, dichiarazione con la quale qualcuno riconosce pubblicamente di essere omosessuale».

Ma come?

In Italiano, il tutto è stato ridotto a un piccolo paradosso nostrano. Vuoi per la Chiesa, vuoi perché, in Italia, tendiamo a essere molto più bigotti che altrove, vuoi perché, in fin dei conti, siamo ignoranti sopra al livello medio. Vuoi per svariati motivi, che io non conosco e non riesco neppure a immaginare se non per le ipotesi astruse di qui sopra; fatto sta’ che il significato originale dei termini è stato un poco retoricamente castrato: il tutto per la parte, o viceversa. Tutto ciò soltanto per introdurvi al tema odierno: dichiarare pubblicamente i propri generi letterari.

Fantasy, vampiri, futuro. Ovunque

Se cerco di fotografare la situazione letteraria attuale, al di là dei fattori che stanno scombussolando l’editoria tradizionale e concentrandomi sul discorso dei generi letterari, vedo profonde differenze con la situazione che c’era dieci anni or sono. Se andiamo ancora più a ritroso nel passato, la situazione si allontana talmente da quella attuale, da sembrare quasi inverosimile. Differenze abissali tra i generi letterari, tra i costumi e gli usi dei lettori e, ovviamente (manco per fare outing letterario), tra gli scrittori. Ciò che era aulico vent’anni fa, ora è relegato alle biblioteche. Ciò che era futuribile dieci anni or sono, ora è il maggior genere prodotto. Il tutto, stranamente, a margine di una trasformazione della società molto più lenta di quella prospettata dai libri e, di pari passo, con l’immobilismo delle istituzioni scolastiche: i libri che vanno studiati per la scuola sono praticamente gli stessi a cui erano obbligati i nostri nonni.

Outing letterario oppure modesta presa di coscienza

Il fantasy era, dieci o venti anni addietro, un genere di nicchia e ora si ritrova a essere il genere più prodotto, letto e fagocitato nel panorama mondiale della letteratura delle classifiche di vendita. I romanzi rosa, i tanto amati (dalle donne, per rimanere in tema di outing letterario) Harmony, sono stati bistrattati e non vengono più nemmeno considerati letteratura sexy, boicottati e sostituiti dalle sfumature di grigio e affini. I classici sono sempre gli stessi, invecchiano sempre più, come le auliche e, a volte, incomprensibili traduzioni di un tempo. I vampiri sono tornati di moda, il cyberpunk è materia quotidiana per la letteratura. La narrativa di genere cerca di stare al passo coi tempi e, a stento, ci riesce. Insomma, ciò che letto dieci anni fa ti portava a essere considerato uno sfigato, ora ti rende alla moda. Ciò che una volta era alla moda, se letto ora rende altamente sfigati. Questa letteratura da’ tanto l’idea di essere una letteratura elitaria e classista. E questa moda di fare outing, anche letterario, aiuta in questo classismo.

La letteratura deve rimanere libera

La letteratura, non deve sottostare alle mode e ai tempi. La letteratura non deve necessitare di outing. La letteratura è scrittura, è fatica, è vita. Ecco che qualsiasi scritto acquista importanza e significato. Ecco che non ha più senso fare dichiarazioni sui propri gusti letterari, sulle proprie tendenze di lettura. La letteratura è bella tutta, senza alcuna insindacabile eccezione. Certo, i gusti son gusti e ogni cosa diventa soggettiva. Il paragone più fattibile è quello con uno sport sano (esulerei quindi dal nostro calcio), dunque prendiamo uno sport bello, che merita e che è sano. Allora ognuno potrà avere la sua preferenza di squadra, ma lo sport rimarrà, filosoficamente e realisticamente, bello in sé stesso. Dunque, non abbiate paura di rivendicare i vostri generi preferiti al mondo intero: fate pure il vostro outing letterario, ma sappiate che non ve ne è alcun bisogno o necessità. Perché la letteratura è bella tutta.

La letteratura è bella tutta – Scopri perché con Umberto Eco