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Piccole cose con le zampe

Quando nulla è banale. Neppure il minimo dettaglio

«La parte più importante di questa storia ebbe luogo una sera di Giugno, in cui entrambi erano tramortiti da un profumo dolce che da qualche parte arrivava fin lì, profumo che a lei fece venire in mente un deodorante annusato chissà dove, e a lui un fiore sospeso in quel lasso di tempo impossibile da misurare tra l’essere fresco e l’essere marcio.»

Attacca così Michele Orti Manara in questa sua opera prima, libro di racconti brevi dal titolo straordinario. È un incipit che già ci da’ molte informazioni: precisione, romanticismo, scienza. Piccole cose con le zampe ci lascia quel sapore di ritmo e suono, quel retrogusto di buona lettura che sa quasi di altri tempi. Una scrittura meditata, dal respiro ampio, e una proprietà di linguaggio aulica che non sconfina mai nell’autoreferenziale. L’autore tinteggia a piccoli colpi, come un impressionista dell’anima. I periodi sono scanditi con tempi che si dilatano e si restringono a seconda delle necessità, ma non si rompono mai, rimangono flessi e il lettore vi può scivolare sopra con piacere. Piccole cose con le zampe è una bella scoperta, punto.

Attira l’attenzione. Si legge in un battito. Non delude

La lettura di questo Piccole cose con le zampe di Michele Orti Manara lascia dentro delle istantanee, per dirla ai nativi digitali è una sorta di Instagram a parole, lettere centellinate le une accanto alle altre con maestria, con ricerca, quasi con metodo scientifico. Sono racconti brevi, ma e un lavoro ad ampio respiro che denota impegno e sapienza. Quando qualcuno porta così tanta attenzione per i particolari, non si può che apprezzarne in pieno lo sforzo fatto. E non a caso, per Wired.it è tra i 10 titoli autopubblicati da tenere d’occhio.

In definitiva, una piacevole, aulica e particolare esperienza di lettura.

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