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Il potere della scrittura

Il potere della scrittura e quel buon profumo di emmental svizzero

Tra la confusione totale del mondo moderno, alcune cose, come il potere della scrittura, non cambiano mai. I sensi rimangono e sono i motori delle sensazioni e, a volte, è sufficiente un profumo, un odore, un suono, per richiamare alla memoria eventi passati, gioie inconsulte o atroci dolori. È un trionfo di percezioni quello che un richiamo della memoria può attivare in pochi secondi, è la nostra intrinseca coscienza che torna a galla e fornisce stimoli.

La migliore di tutte le droghe, il catafalco delle percezioni aumentate e non è difficile rendersi conto a che cosa ci stiamo riferendo: sono gli effetti collaterali della lettura(o della scrittura, a seconda dell’angolo prospettico da cui si guarda la cosa). Il popolo scopre che tutte le cose sono parte di un destino superiore, è la semantica a farla da padrone. Già la sonorità delle parole può traslarne il significato e modificare ciò che la mente vi associa. Si tratta di un potere straordinario, questo è il potere della scrittura. E, come ogni buon appassionato di fumetti ben sa, da grandi poteri derivano grandi responsabilità.

Lo scrivere è un’arte portentosa e pericolosa. È un potere immenso che obbliga a essere profondamente responsabili.

L’editoria in questa ottica modificata ha sempre costituito il filtro, il censore, il deux ex machina che controlla, rivede, pulisce e rende presentabile al pubblico. L’editore classico non esiste più, il panorama italiano, ancora fermo e fossilizzato tra mazzette e conoscenze, è rimasto a guardare e ha lasciato che una nuova onda di libertà prendesse possesso di tutto il dolce. Oggi, chiunque può essere investito dai grandi poteri dello scrittore, ma nessuno è obbligato a doverne rispettare le responsabilità. Chiunque può auto-pubblicare un testo, infarcirlo di qualunque verità e renderlo disponibile al mondo. Chiunque. E nessun editore sarà più in grado di fermarlo.

È un mondo nuovo. Un mondo fatto di libertà culturali e senza dogmi. Un mondo dove chiunque può divenire un potente, ma dove nessuno è obbligato a rispettarne le responsabilità.

In tutto ciò, la letteratura continua a farla da padrone. Non ci sono nuove tecnologie che tengano: il futuro lo gioca sempre la cultura. Paesi che un tempo venivano considerati terzo mondo hanno ben capito l’antifona, quando arriverà a capire questo concetto anche la penisola?

Oltre i linguaggio comune, c’è un mondo che aspetta di essere scoperto

  • Il naso intelligente. Che cosa ci dicono gli odori di Rosalia Cavalieri Siamo gli unici animali capaci di comporre gli odori per creare un profumo, di apprezzarne gli attributi estetici, di identificare e descrivere verbalmente le qualità aromatiche di un vino o di una pietanza. Eppure l’olfatto, confinato nell’ambito delle emozioni proprie della vita animale, ritenuto cognitivamente inefficace e distante dal linguaggio, è stato a lungo vittima (almeno in Occidente) di un doppio pregiudizio – biologico e culturale – che lo ha escluso dall’attenzione e dallo studio di filosofi e scienziati. In queste pagine Rosalia Cavalieri spiega, da un lato, come e quanto la nostra esperienza di animali linguistici dalla mentalità visivo-uditiva sia (più o meno consapevolmente) influenzata dagli odori; dall’altro, come per noi umani l’atto dell’annusare implichi un vero e proprio processo di conoscenza. Articolato in tre capitoli, il volume offre uno sguardo interdisciplinare sul tema dei meccanismi dell’olfatto e attinge ai contributi di biologia, psicologia, neuroscienze, zoosemiotica, etologia, antropologia, etnolinguistica.
  • Storia e potere della scrittura di Henri-Jean Martin Gli autori, i libri e la loro circolazione, i divieti, i successi e gli insuccessi, le innovazioni tecniche e quelle stilistiche e grafiche, la nascita di generi letterari e il succedersi, attraverso il potere della scrittura, delle mode culturali: con penna felice e avvincente Henri-Jean Martin ripercorre la storia della scrittura spaziando dalle sue origini a tutto il secolo scorso. Il volume passa in rassegna le cause storiche che hanno a lungo favorito la trasmissione orale a quella scritta, relegata al lavoro dei copisti fino al 1500, quando in Germania si apre la stagione della stampa tipografica. È l’inizio della grande fortuna del libro, che in Europa si diffonde a macchia d’olio di pari passo con il forte incremento nel numero di autori, editori e lettori. Il XIX secolo, grazie alla rivoluzione industriale, è il secolo della stampa quotidiana, periodica e della pubblicità ai suoi albori. Il XX invece assiste a un ulteriore trionfo della scrittura e della stampa, ma anche all’incrinarsi del suo potere assoluto, con la rivoluzione informatica che trasforma radicalmente il nostro modo di concepire e rapportarci alla scrittura e alla comunicazione.
  • Galileo. La scrittura dell’esperienza. Studi sulle lettere di Erminia Ardissino Nel secolo che inaugura il pensiero scientifico moderno la scrittura epistolare diviene uno dei modi privilegiati della comunicazione delle nuove scoperte. Il carteggio di Galileo è infatti un essenziale repertorio di informazioni per la storia della scienza e per la ricostruzione di quegli eventi che hanno fondato il pensiero moderno. Questo libro si propone di studiare le missive di Galileo come testi letterari, nell’intento di mostrare la grande efficacia comunicativa della scrittura epistolare galileiana e la varietà degli argomenti derivati dai molteplici interessi dello scienziato. Le sue lettere, con i suoi numerosi trattati in forma epistolare, inaugurano un diverso modo di scrivere, perché nuovo è lo sguardo sul mondo e inedito il rapporto con le cose dai quali essi nascono. Appare evidente il concentrarsi dei riferimenti alla “sensata esperienza”, che con le “certe dimostrazioni” sostanzia il metodo sperimentale: vista, udito, tatto, gusto sono messi in campo per il loro significato epistemologico e come risorse retoriche straordinariamente arricchite dalla competenza musicale e pittorica di Galileo. Filo conduttore di questo studio è infatti l’esperienza, indagata nella pratica professionale, familiare, religiosa, ma anche nelle molte considerazioni su musica e canto, pittura e scultura, coltivazione e comunicazione. La profusione di riferimenti all’esperienza sensibile rende l’epistolario galileiano nuovo e paradigmatico rispetto ai molti editi nella sua epoca, così che ne risulta avvalorata la considerazione di cui esso ha sempre goduto quale repertorio di alcune tra le più rilevanti pagine della nostra storia letteraria.