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Psicostoria. Preludio alla fondazione

Quando tutto, comprese le leggi della robotica, ebbe inizio

Il libro racconta l’origine della straordinaria epopea della Fondazione, il più celebre ciclo narrativo della fantascienza moderna. Nell’anno 12020 dell’Era galattica Hari Seldon , un oscuro matematico originario di Helicon, giunge sul pianeta Trantor per presentare le teorie sperimentali di una nuova scienza in grado di prevedere il futuro: la psicostoria.

La Psicostoria alla base della fantascienza moderna..

L’ipotesi avanzata dallo scienziato accende subito l’interesse dell’imperatore e dei potenti personaggi che gravitano intorno a lui. Ma tra lusinghe, raggiri ed intrighi di palazzo, Seldon si trova presto in pericolo…Inizierà così una lunga ed avventurosa fuga per le gigantesche cupole di Trantor alla ricerca di quella misteriosa chiave che gli consentirà di capire l’intero passato del genere umano e di aprire le porte al suo futuro.

Hari Seldon prima di diventare il mito. La Psicostoria agli albori

Prima le brutte notizie: il libro è un Asimov, ma non si tratta di un Asimov d’annata. Più banale, più blando e decisamente meno stiloso dei corrispettivi del ciclo della Fondazione. In soldoni, non è al livello degli altri(livello che è decisamente alto, molto alto!). La forza evocativa della scrittura dell’autore qui si perde e risulterà tale soltanto per i fan della serie, l’azione e l’intreccio appaiono più adatti a una serie tv americana che a una delle opere d’arte a cui ci ha abituato il padre della fantascienza moderna.

Poi le buone nuove: Preludio alla fondazione di Isaac Asimov è comunque un testo interessante per tutti, fan, addetti ai lavori e non, amanti della fantascienza e non. Certo, non è il miglior testo con cui avvicinarsi ad Asimov e certo non è il libro che mostra perché Asimov è considerato uno dei più grandi, se non il più grande, tra gli scrittori di fantascienza. Si tratta di una lettura piacevole, con una buona trama e che chiarisce tanti aspetti della saga della Fondazione.

Preludio al genio o involuzione che dir si voglia

«C’era un essere umano artificiale che aiutò la Terra. Era Da-nee, amico di Ba-lee. Non è mai morto, è ancora vivo da qualche parte, aspetta il suo momento per ritornare…»

Il libro è stato scritto successivamente al Ciclo originale della Fondazione, ma rappresenta un antefatto cronologico che narra l’origine della Psicostoria e dell’uomo (eroe protagonista) che la ha inventata. Leggendo questo libro si ha l’impressione di essere di fronte a un Asimov uovo che deve ancora schiudersi: il preludio a tutta la genialità che scaturirà da questo autore. In verità, essendo stato scritto successivamente ai testi del ciclo originale, si tratta di una involuzione dell’autore e della sua genialità, forse perché scritto sull’onda delle richieste di editori e fan e non perché direttamente ispirato.

Preludio alla fondazione di Isaac Asimov è un testo da gustare, ma anche da capire. Un libro che non va letto alla leggera.

Lasciando perdere le supposizioni, che lasciano il tempo che trovano, concludo dicendo che si tratta di un gran buon testo, appassionante, divertente e intelligente, ma non perfetto come i testi del ciclo originale della Fondazione. Insomma, un must per i fan di Asimov e della saga, un testo di fantascienza comunque sopra (e non di poco) rispetto alla media generale dei testi di questo genere.

Luca Ciavatta