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Rileggere certi libri

Sospesi tra i libri e la rilettura dei testi

Soltanto con l’avanzare dell’età e con la senilità che rammollisce il modo di affrontare le cosa, ci si arriva ad accorgere dell’utilità della rilettura dei testi. Quando si è giovani non ci si pensa proprio, troppo oberati di letture obbligate da parte della scuola, troppo attratti dall’altro sesso(o dallo stesso) per dedicare il tempo libero a rileggere cose già lette in precedenza.

Perché mai dedicarvi altro tempo?

Esattamente: perché mai dovrei mettermi a rileggere un testo se non sono obbligato a farlo? Ci sono mille validi motivi per farlo e noi di SmartMente non siamo qui per elencarli, ma sia chiara una cosa: rileggere, come il leggere i libri, è una attività salutare per la persona e dalla intrinseca qualità di aprire la mente. Non garantisce di fornire più intelligenza o di agevolare l’esistenza delle persone, ma aiuta a vedere le cose con uno sguardo più ampio e permette di acquisire conoscenza.

Non posso fare a meno di pensare. Di leggere. E di rileggere

Pensare, leggere, rileggere. Sono tre attività mentali che fanno parte delle basi del processo dello studio. Solitamente per studiare un argomento i processi da attuare sono semplici e immediati: leggere ciò che dobbiamo imparare, pensare a ciò che abbiamo letto per comprenderne i meccanismi e i principi, rileggere per metterne a fuoco i concetti e per fissarli definitivamente nella memoria. Ecco che allora appare chiaro, per chi volesse intraprendere l’arte della scrittura o quella della critica letteraria o di qualsiasi altra legata al mondo dei libri, che rileggere certi testi può essere estremamente utile per approfondire le dinamiche che hanno portato un autore a scrivere quel testo e a scriverlo in quella determinata maniera. Perché ha utilizzato dieci parole invece di cinque, perché la virgola invece del punto, perché il termine aulico in vece di quello semplice, perché la subordinata piuttosto che l’affermativa e l’utilizzo dei ‘che’, dei ‘se’, dei ‘ma’, e l’intonazione, la prima persona e poi la terza, insomma il perché di tutte quelle mille sfaccettature e particolarità che fanno un autore grande e che lo distinguono da tutti gli altri. Quel perché si può desumere attraverso lo studio meditato dei testi prodotti dal tale autore, quel perché si può sviscerare attraverso la rilettura attenta di ogni singola riga scritta.

Si può realmente?

Sinceramente, non lo so. Rimane sempre quella componente spirituale intangibile e propria di ogni singola persona, quel quid che non si può capire, studiare o copiare. Detto ciò, rileggere e studiare i testi degli autori di riferimento rende possibile avvicinarsi ad essi e alla comprensione dei processi creativi che li hanno resi così geniali.

Rileggere i classici o studiare casi particolari

La rilettura dei classici è opera ormai bistratta, al punto che lo studio degli stessi ha generato un sottobosco di generi letterari a essi collegati. Quanti testi che spiegano I Promessi sposi di Alessandro Manzoni, quante guide che ci insegnano a comprendere la La Divina Commedia di Dante Alighieri e quanti autori hanno fatto la loro fortuna proponendo riletture di testi classici, già quanti? Una infinità. Ecco che allora, anche a fronte di una scuola italiana che propone sempre lo studio degli stessi, risulta più redditizia la rilettura di altri testi nel nostro tempo libero. Meglio buttarsi alla scoperta e alla riscoperta di autori che hanno portato nuova linfa all’uso della lingua e di tutti i suoi attrezzi.

Qui di seguito tre piccole proposte che, per un motivo o per un altro, hanno segnato i redattori di SmartMente, ma che non seguono nessun filo logico e nemmeno alcuna linea di catalogazione. Sono tre libri da rileggere (o anche solo leggere) perché gli autori hanno saputo giocare in maniera innovativa con la lingua e con le dinamiche della narrativa. Ci sarebbero potute essere altre migliaia di proposte e questi tre libri si trovano qui in maniera quasi fortuita, perciò assumeteli come un consiglio di lettura innocuo e nulla più. L’importante è aver compreso il senso della riflessione di qui sopra… au revoir!

  • Post office di Charles Bukowski “Non potevo fare a meno di pensare. Dio mio, questi postini, non fanno altro che infilare le loro lettere nelle cassette e scopare. Questo è il lavoro che fa per me. oh. sì sì sì.” Ma il paradiso sognato da Henry Chinaski, il leggendario e popolare alter ego di Bukowski, viene brutalmente smentito dalla realtà quando, assunto dall’amministrazione postale americana, si ritrova con la sacca di cuoio sulle spalle a girare in lungo e in largo attraverso la squallida periferia di Los Angeles. Profondamente deluso dalla monotona routine quotidiana e insofferente agli sterili e rigidi regolamenti della macchina burocratica. Chinaski si consola affogando le sue frustrazioni nell’alcol e trovando rifugio tra le morbide braccia di donne più sole di lui, come la calda e accogliente Betty, l’insaziabile e vogliosa texana Joyce e Fay, la contestatrice hippy che gli darà una figlia prima di sparire in una remota comunità. Tra clamorose sbornie, azzardate puntate all’ippodromo e “movimentate” nottate in motel sgangherati, Chinaski riuscirà a “guadagnarsi” il licenziamento e a farsi riassumere, ma solo per licenziarsi definitivamente, inorridito e disgustato da quell’immenso ufficio postale che, poi, è la vita stessa.
  • La metà oscura di Stephen King Thad Beaumont è uno scrittore di successo che per anni ha pubblicato romanzi con lo pseudonimo di George Stark: storie violente e di successo, che lo hanno reso ricco e famoso. Ora può finalmente scrivere con il vero nome, ma non sa che la figura di Stark, la sua metà oscura, non intende affatto sparire: più viva e spietata che mai, diventa una macchina di morte che distrugge quanto incontra sulla strada che conduce al suo creatore. Per difendersi da questa orribile minaccia, Thad dovrà spingersi negli angoli più inquietanti della sua mente e scovare ciò che l’alter-ego letterario Stephen King ha tenuto in serbo per lui. Da più di trent’anni le sue storie sono bestseller che hanno venduto 500 milioni di copie in tutto il mondo e hanno ispirato registi famosi come Stanley Kubrick, Brian De Palma, Rob Reiner, Frank Darabont.
  • Fight club di Chuck Palahniuk Tyler Durden è un giovane che si trascina in una vita di bugie e fallimenti, disilluso dalla cultura vacua e consumistica che impera nel mondo occidentale. Sua unica valvola di sfogo sono gli incontri clandestini di boxe nei sotterranei dei bar. Tyler crede di aver trovato una strada per riscattare il vuoto della propria vita, ma nel suo mondo non c’è posto per alcuna regola, freno, o limite. Un libro accecato dalla bramosia, unico nel panorama letterario internazionale, unico, nuovo, straordinario. Finalmente un autore ha saputo rivitalizzare lo stantio panorama letterario, sovvertendone le regole e i canoni, fregandosene delle opinioni e dei giudizi. Fottuta critica, denigrazione, distruzione, dolore. La via per la verità assoluta passa il perverso meccanismo che sta alla base del consumismo moderno: non vi sono santi, non vi sono pecorelle smarrite, soltanto nuovi e insoluti interrogativi a cui dare risposte. L’uomo che torna libero attraverso il caos e la distruzione, distruzione totale dell’individuo e delle sue credenze.
  • Le cose che prendono pieghe inaspettate

    Lee Child è sempre al numero 1 delle classifiche di Stati Uniti e Regno Unito. Amato da tutti i colleghi scrittori per il suo stile ipnotico e incalzante, Lee Child si conferma macchina da guerra al botteghino. Lee Child è nato a Coventry, in Inghilterra, nel 1954. Dopo aver lavorato per vent’anni come autore di programmi televisivi, nel 1997 ha deciso di dedicarsi alla narrativa.

“Il miglior autore contemporaneo di narrativa crime.”

Haruki Murakami