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Scrivere. E’ tempo di scrivere

Gli italiani sono sempre più scrittori. L’eredità di Dante e Petrarca sembra non soffrire il problema di rimanere senza eredi, in molti, forse troppi, si lanciano nell’avventura dello scrivere. Il paradosso è che, dati alla mano, in Italia si legge sempre meno, ma si scrive sempre di più. Dai blog ai social network, dal self-publishing all’editoria tradizionale, l’Italia, per quel che riguarda lo scrivere, sembra vivere un momento di fermento molto attivo. Persone di ogni estrazione sociale si dedicano sempre più spesso alla nobile arte della scrittura e le storie di tanti si intrecciano a formare un sottobosco di prose, racconti, poesie e romanzi quasi infinito.

Scrivere nell'era del digitale

Scrivere nell’era del digitale

Luisa Carrada, sul suo blog Il mestiere di scrivere, uno di quei posti che dovete appuntarvi assolutamente tra i preferiti se avete intenzione di scrivere seriamente, posta cinque principi di concisione tratti da Style di Joseph M. Williams. Gli stessi vengono riportati da Roy Peter Clark in How to write short.

Eliminare ciò che non dice nulla, ciò che ripete quanto già detto, ciò che è già implicito. Sostituire parole singole a frasi. Utilizzare espressioni positive in sostituzione di quelle negative.

 

Partite da questi principi di concisione per comprendere come sfondare con l’editoria italiana. Editoria che sembra essere arrivata ad un punto di non ritorno: le grandi case editrici rimaste fossilizzate solo sulla pubblicazione dei grandi nomi(o di quelli suggeriti, se non raccomandati), le piccole case editrici ridotte a chiedere contributi agli autori, entrambe schiacciate dalla rivoluzione digitale. Scrivere e covare il sogno di diventare uno scrittore di successo non è più reato: attraverso nuovi ed economici strumenti, è un percorso, quello del tentativo, alla portata di tutti.

La rivoluzione digitale dello scrivere

Sistemi per l’editing, applicazioni per la produzione di ebook e di libri cartacei, piattaforme per la pubblicazione online e in libreria, è un’epoca in cui, con pochi euro, è possibile pubblicare il proprio manoscritto in forma professionale e distribuirlo come un editore di grosse dimensioni. Naturale che in molti ci provino e l’Associazione Editori conferma: percentuali in aumento che rubano continuamente quote all’editoria tradizionale.

Scrivere

Scrivere è una opportunità alla portata di chiunque.

 

Lo studio e l’esercizio costante possono far maturare un talento o, addirittura, crearlo. I fenomeni talentuosi sono casi rarissimi, eccezioni che confermano la regola. Ottenere grandi risultati è soltanto la logica conseguenza di anni, se non decenni, i pratica e allenamento. La quantità e la qualità della pratica sono aspetti cruciali per la realizzazione massima di un campo, da quelli creativi a quelli meramente tecnici, a quelli puramente fisici. Non esistono scorciatoie, soltanto abnegazione e auto-imposizione. Concentrazione, impegno e tenacia sono necessari, perché allenarsi con costanza non è da tutti. Un articolo su Nuovo e Utile spiega perché la pratica deliberata è tutto. Decisamente buona la penetrazione del mercato di testi digitali in Italia, infatti già la sola Amazon costituisce una vetrina impensabile solo qualche anno fa e pullula di nuovi autori emergenti. Scrivere non è da tutti. Esistono storie concluse male, libri finiti nel dimenticatoio, carta buttata al macero, perché, in fin dei conti, si tratta di un mare immenso e, lo ripeto, in Italia si legge sempre meno.

Pianificare la scrittura nell’era digitale

Elenchi, note, post-it, liste e appunti. Esistono infinite applicazioni e soluzioni per gestire appunti e impegni nell’era digitale tramite smartphone e computer. Per molti però la metodologia migliore rimane quella a base di carta e penna. Il fascino dell’analogico unito alla portabilità di una Moleskine può portare a risultati impensabili per le ultimissime tecnologie informatiche. Ecco allora un metodo, quello BulletJournal, per coloro che credono che ci siano poche piattaforme potenti come la pagina di carta bianca. Si tratta di un sistema analogico per l’era digitale, che vi aiuterà a organizzare il presente, a registrare il passato, e a pianificare il futuro con semplicità. E velocità.

Esistono anche sogni che si realizzano: pochi, ma esistono. E, nella maggior parte dei casi, sono sogni che non sono stati neanche sognati. Si, perché quando si ha un sogno nel cassetto, le probabilità di realizzazione sono inversamente proporzionali a quanto ci si tiene, è un teorema appurato e, nello scrivere, è ancora più valido. Oggi tutto è possibile e può succedere che una bancaria, amante dei libri, rimasta incinta, stressata, inizi a fantasticare di storie d’amore. Da quell’evasione, la stessa bancaria inizia a mettere i pensieri nero su bianco, inizia a scrivere, e, paragrafo dopo paragrafo, capitolo dopo capitolo, conclude un libro. Un romanzo bello e buono, completo, ma pur sempre soltanto un manoscritto. Così torniamo a quest’epoca tecnologica: editing, copertina, piattaforma Narcissus per la pubblicazione e prezzo di vendita 99 centesimi. Zero pubblicità, zero social network. In due settimane, Come inciampare nel principe azzurro si ritrova in testa ad Amazon e iTunes. La bancaria scrive ancora, pubblica un altro libro e, poco dopo, Newton Compton le offre un contratto. Infine, vince il premio Bancarella, vende oltre centomila copie e diventa l’esempio per i tanti che covano il sogno di diventare scrittori. Oggi, scrivere è per tutti, diventare scrittori ancora no.

La passione dello scrivere

Le mie passioni mi guidano alla macchina da scrivere ogni giorno della mia vita, e mi hanno spinto lì da quando avevo dodici anni. Quindi non mi devo mai preoccupare degli orari e delle scadenze. Qualche cosa nuova esplode sempre dentro di me, e mi detta gli orari, non sono io  a farlo. Dice: vai alla macchina da scrivere in questo preciso momento e finisci questo. … Posso lavorare ovunque. Ho scritto in camere da letto e salotti quando ero piccolo e vivevo con i miei genitori e con mio fratello in una piccola casa di Los Angeles. Ho lavorato sulla mia macchina da scrivere in salotto, con la radio e con  mia mamma, mio padre e mio fratello che parlavano all’unisono. Più tardi, quando ho voluto scrivere Fahrenheit 451, sono andato fino a UCLA e ho trovato una stanza per scrivere nel seminterrato dove, se si inserivano dieci centesimi nella macchina per scrivere, era possibile avere 30 minuti di tempo a disposizione per la digitazione.

Ray Bradbury scherza amichevolmente sulla questione della routine quotidiana in questa intervista del 2010 e ci da’ chiaramente l’idea di cosa significhi scrivere per lavoro e per passione.

 

Luca Ciavatta