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Serie TV per i momenti morti dell’estate

Durante l’estate, se non ci si trova oberati dal lavoro, si possono affrontare i diversi momenti morti, un acquazzone, un temporale, un infortunio, concedendosi al relax e al riposo. Cullati dalle atmosfere del caldo, possiamo stare all’aria aperta, leggere un buon libro, ma anche recuperare qualche videocassetta oppure dilettarci con qualche serie TV recente.

Grandi classici oppure qualcosa di più nerdoso

Gli ultimi anni della televisione hanno subito letteralmente una rivoluzione per ciò che riguarda il comparto delle serie televisive: dopo gli anni d’oro tra gli ottanta e i novanta, e uno spaventoso buco generazionale, finalmente l’ultimo decennio ha regalato vere e proprie serie cult.

The Walking Dead

The Walking Dead. Zombies, tensione e intrigo

The Walking Dead. Zombies, tensione e intrigo

Tra i capolavori assoluti, The Walking Dead la fa sicuramente da padrone, avendo rivoluzionato un mondo (quello dell’horror) e avendolo sdoganato alla gente comune, rendendo le paure più angoscianti un dolce e atteso appuntamento settimanale per milioni di persone. Zombi (zombie, zombies, morti viventi, chiamateli come vi pare, sono quei cosi che camminano facendo la break-dance) a frotte, un perennemente sconfinare nel genere splatter e dei protagonisti di caratura assoluta, rendono The Walking Dead una serie televisiva degna del grande schermo e assolutamente da non perdere. Inoltre, se proprio arriverete a esaurire la serie zombies per eccellenza, potrete comunque dilettarvi con l’ottima attrattiva del prequel Fear the Walking Dead.

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Inoltre, grazie alle ultime tecnologie, ai sistemi di condivisione file legali (e illegali) e alle nuove piattaforme di streaming online (Netflix grazie di esistere!!!) si possono saltare a piè pari tutte quelle noiose controindicazioni che le serie tv suddivise in stagioni si portano dietro. Basta attese, basta pubblicità e basta amaro in bocca al termine della puntata topica (il classico finale di stagione!) e massimo godimento senza se e senza ma. L’unico pre-requisito necessario è avere del tempo da spendere davanti a uno schermo televisivo senza essere interrotti da qualcuno: avere a disposizione 8 o più stagioni di una serie televisiva di qualità non ha prezzo e poterne guardare le puntate senza interruzioni è un plus impagabile.

Elementary

Sherlock Holmes, misteri e intrighi in salsa newyorkese

Sherlock Holmes, misteri e intrighi in salsa newyorkese

Sherlock Holmes, con l’aspetto di TrainSpotting, diventa un (ex) eroinomane, asociale e maniaco degli enigmi. Il lavoro di detective viene svolto attraverso le moderne tecnologie e Watson diventa una avvenente e sportiva dottoressa dai tratti asiatici, l’incontro è dovuto al suo campo di azione (si tratta di una terapista per persone in riabilitazione) che prevede le dipendenze da alcol e da droghe di qualsiasi genere. Non manca il nemico giurato Moriarty e una serie di personaggi di contorno (il capitano e il detective, nonché i famigliari di Sherlock) che appassionano il pubblico e lo legano in maniera insindacabile alla serie.

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Il tutto si svolge a New York e non più a Londra (ma Londra rimane presente in diverse puntate e comunque fa spesso da sottofondo agli intricati intrecci di questa serie televisiva), la città per eccellenza degli omicidi e dei crimini (ho detto forse Law And Order?). Elementary è una serie TV intelligente, intrigante e accattivante, e, purtroppo, possiede la controindicazione di dare dipendenza in tempi decisamente brevi, perciò attenzione, io vi ho avvertito.

Silicon Valley

Silicon Valley è come una droga. Ne vorresti ancora e ancora

Silicon Valley è come una droga. Ne vorresti ancora e ancora

Yo, bro! Questa Silicon Valley è una serie televisiva divertente, innovativa e tipicamente Nerd. Si potrebbe dire che Silicon Valley sta a The Big Bang Theory come l’Informatica moderna sta alla Fisica moderna, il tutto condito da abbondante salsa humor. I personaggi sono una forza e incarnano alla perfezione gli stereotipi dei nerd e dei geek delle moderne start-up californiane: un po’ imbranati (in particolare con le persone comuni e con le ragazze), che non prestano attenzione all’aspetto fisico e che possiedono incredibili capacità come programmatori informatici. Piccoli geni dalle tante imperfezioni, a cui capitano delle vere e proprie rivoluzioni quotidiane: l’algoritmo vincente, la vita negli incubatori, l’arrivo dei soldi e una vita che dire strampalata è dir poco.

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Se siete del settore, non potrete non amare Silicon Valley. Se non siete del settore, ne verrete conquistati comunque perché le vicissitudini che narra fanno sorridere, ridere e riflettere. La serie ha però alcuni grandi difetti: le puntate durano pochissimo e non sono poi molte, insomma avrete sempre l’acquolina alla bocca ma nulla con cui soddisfarla e rimarrete in tensione sino all’arrivo della stagione successiva.

Mr. Robot

A detta di pubblico e critica, la serie dell'anno è Mr. Robot

A detta di pubblico e critica, la serie dell’anno è Mr. Robot

Rimaniamo nelle cose nerdose e vediamo di spiegare di che cosa tratta il fenomeno televisivo dell’anno: Mr. Robot. Anonymous, hackers, big data, virus e malware, social engineering alla Kevin Mitnick, falle di sicurezza e buchi nei sistemi, il tutto condito da una mirabolante cospirazione mondiale governativa al quadrato ennesimo. Mr. Robot è una serie al passo coi tempi, anzi nei tempi immersa sino al midollo. Non ci sono castronerie o fantasticherie esagerate. È decisamente tutto verosimile, quasi realistico. Siamo al passo con questi anni, c’è Linux, ci sono le corporation, l’equivalente di Apple e Microsoft, e c’è Anonymous, meglio F-Society. Le informazioni, la loro ricerca, il loro utilizzo (legale e illegale), il loro occultamento e l’utilizzo della Rete a scopi ‘etici’ sono il centro dell’azione che muove la serie. La vita di Elliot Alderson, il protagonista, si intreccia poi con quelle di tutti i personaggi in un crescendo di avvenimenti e di scoperte (chi c’è dietro a che cosa e perché) e la sua straordinaria padronanza dell’informatica e dell’arte dell’hacking fanno da motore trainante per l’evolversi delle vicende.

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Altra serie must-have/must-see per chi proviene dall’universo informatico, di sicuro per chi ha qualche anno ma anche per i giovanissimi. Per chi è fuori dall’ambiente, una serie che si fa guardare bene, che prende e coinvolge, e che stimola a capire cosa significa quello e come si procede per fare quell’altra cosa. Infine, serie senza le esagerazioni del grande cinema hollywoodiano: no a improponibili conti alla rovescia per scoprire le password, no a sistemi operativi provenienti da universi paralleli, no a personaggi troppo fuori (in senso fisico, non psicologico) dal mondo reale.

Stranger Things

Ambientata nei mitici anni ottanta in una fittizia piccola città dell’Indiana, Stranger Things è incentrata sugli eventi legati alla misteriosa sparizione di un bambino e all’apparizione di una ragazza dotata di poteri telecinetici.

Stranger Things è una serie televisiva ideata, prodotta e visionabile da/su Netflix, e ha già convinto pubblico e critica negli Stati Uniti nonché già infiammato gli animi in Italia. Agli amanti dei mitici eighties , soprattutto se vi sono piaciuti i Goonies e Stand by me, non potrà che catturare immediatamente per le sue atmosfere, le espressioni dei personaggi e quella caratterizzazione ‘vera’ tipica solo di quegli anni. La storia dicono sia piuttosto avvincente, l’intreccio è doverosamente un insieme ben plasmato di riferimenti, rimandi e citazioni degli anni ottanta: un po’ come in Grosso guaio a Chinatown, ci sono tanti misteri da risolvere, alcuni fenomeni paranormali o soprannaturali e una atmosfera che rende partecipi nonostante le differenze con la vita di tutti i giorni dello spettatore. Non mancano inoltre dei bambini protagonisti completamente intrisi di tutte le caratterizzazioni nerd del caso, una colonna sonora ricercata e uno stile cinematografico che riprende quello di quel periodo e che immediatamente catapulta indietro di decine di anni.

Halt and Catch Fire

Halt and Catch Fire. Una serie che trasporta direttamente agli albori dell'informatica

Halt and Catch Fire. Una serie che trasporta direttamente agli albori dell’informatica

Se non avete problemi con l’inglese, vi consiglio più che caldamente questa serie televisiva americana. Per me, da vedere assolutamente. Cresciuti a pane, nutella e Nintendo, litigando con gli amici su quale fosse meglio tra Commodore 64 o ZX Spectrum 48, ammirando gli Apple II e tutti gli Home Computer, leggendo Ready Player One… se tutto ciò ha mosso in voi una lacrimuccia… questa è la serie TV da guardare in compagnia di Pop Corn e Coca Cola, singhiozzando sui bei tempi andati.

Halt and Catch Fire è una serie televisiva statunitense ideata e trasmessa dalla AMC(Si, sempre loro. Se non lo avete ancora capito, sono dei fenomeni). Di genere retro e un po’ drama, la serie è ambientata nei primi anni ottanta durante la rivoluzione degli Home Computer, agli albori dei Personal Computer. Il suo titolo fa riferimento a un’istruzione fittizia in linguaggio macchina detta Halt and Catch Fire, che se eseguita porterebbe alla cessazione del funzionamento del computer stesso.

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Halt and Catch Fire racconta di una delle rivoluzione più importanti del secolo scorso attraverso gli occhi di chi la ha vissuta: la nascita del Personal Computer, chi lo ha inventato, i primi che lo hanno programmato, la scoperta di che cosa era possibile fare con esso, la nascita dei videogiochi e il piacere strabiliante delle prime comunicazioni via modem. Cosa altro aggiungere, perché mai state ancora aspettando?

Luca Ciavatta