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Essere smart, essere produttivi

Per essere chiari, una opinione è sia oggettiva e soggettiva e, leggendo un po’ di tutto, può capitare che alcune opere colpiscano più di altre. In alcune, sono il genio e la penna a colpire, in altre sono i contenuti. Detto ciò, è chiaro che per essere smart, essere produttivi, non ci si possa affidare al gusto.

Questo è un messaggio fastidioso e pure scritto male.

Sovente capita di pensarlo, ma  quante volte vi è capitato all’apertura di un email, all’arrivo di una newsletter oppure di fronte al classico spam. È chiaro che le persone usano la rete per reperire informazioni, istruzioni e prodotti; tutti questi contenuti, nell’era multimediale, possono presentarsi, di volta in volta, sotto forma di testi, foto, video o audio. Quando arriviamo in un sito dove i contenuti rispecchiano le nostre ricerche e dove sono presentati in maniera accattivante, ci fermiamo e iniziamo davvero a leggere, come se ci trovassimo di fronte a un libro. In altre parole, online la ricerca volge a contenuti più utili e maggiormente usabili.

Non ho nulla contro la premessa dei contenuti analogici, ma, anche se sembrano osservazioni al limite della banalità, spesso la rete rispecchia la bassa qualità che ritroviamo offline. Sono all’ordine del giorno siti pieni di contenuti non aggiornati, incompleti, scritti con errori grammaticali e molto volentieri organizzati male; per farla breve, spesso ci si ritrova di fronte a siti brutti e fatti male e dai contenuti inutili. E come può non essere cupo un lettore, come può non perdere tempo alla ricerca di qualcosa di migliore, più chiaro e leggibile? Come un libro deve emozionare, deve cambiare il suo lettore, lo stesso deve fare un sito aiutando il lettore a essere smart e produttivo. Evitare di dover abbandonare una lettura. evitare di ritrovarsi con una perdita di tempo.

In verità, più di una volta, ho lasciato un libro per strada.

Nessuno può negare l’importanza del terminare la lettura di un libro. In azienda, tutti coloro che lavorano attorno a un libro non pubblicherebbero un prodotto tale da essere definito una ‘perdita di tempo’. Perché mai allora nel web deve accadere il contrario? Perché ai contenuti si tende a dedicare risorse scarse, ci si lavora poco e male, e si tende a riempire le pagine con testi ripresi da pubblicazioni cartacee o, addirittura, dalle brochure aziendali. Testi che non servono a nessuno, né a chi li legge, ne a chi ci ha perso tempo per metterli online.

Mandateli al macero. E ricominciate.

Lavorare in produttività. Lavorare veramente veloce, in un ambiente caotico, significa lottare. Lottare con gli altri, lottare con i mezzi, gli strumenti, le cose, combattere con le cose da fare. Ciò che ho imparato finora di utili sono ben poche cose, ma fondamentali. Strutturare le cose e forzare me stesso a dare delle priorità alle cose. Per lavorare più velocemente o, come suol essere di moda dire, essere più produttivi, bisogna essere intelligenti, guidare le decisioni e avere le idee ben chiare in testa.

Guadagnare, fare profitto, è difficile. Essere smart, essere produttivi, farlo con coerenza, etica e amor proprio, è praticamente impossibile.

Questo vuole essere soltanto un modo di essere da adottare, una condizione mentale. Esistono linee guida per l’esecuzione di un progetto o per la gestione di un prodotto, ne potete trovare a migliaia sulla Rete, ma la cosa fondamentale è essere, come dicono gli anglosassoni, più smart, cioè fare più velocemente le cose, ma farlo in maniera più intelligente. Essere smart, essere produttivi, non si tratta di un problema di velocità pure e assolute, ma di velocità relative: se faccio una cosa meglio, lo farò anche in maniera più veloce e, dopo essere diventati più smart, si riuscirà agevolmente negli obiettivi che si desidera raggiungere.

Collaborare, condividere, comunicare in maniera intelligente e costruttiva al solo scopo di dare vita a qualcosa di utile. Utilizzare bene le risorse e i servizi, smettere di procrastinare. Ecco cosa significa essere smart, essere produttivi.

Luca Ciavatta