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Per non genuflettersi alla società dell’immagine

Lo devo ammettere, ho peccato. Lo devo ammettere, mi sono genuflesso alla società dell’immagine. Dopo anni di blog in versione super minimalista, testo, solo e soltanto testo, ho ceduto, chinato il capo e lasciato che la società dell’immagine sfrondasse in un sol colpo tutta la centralità del testo che sino ad allora avevo tanto assiduamente vincolato.

Per quale motivo? Per stare al passo coi tempi?

No, no di certo. Dello stare al passo coi tempi, me ne frega poco o nulla. Inoltre, per i contenuti che posto io sul sito, potevo benissimo andare avanti con il layout super minimalista e testo incentrato che avevo prima. A proposito, si trattava di una mia rielaborazione di un tema no-copyright di Leo Babauta e ovviamente anche essa è disponibile gratuitamente e come opensource. Se vi interessa, lo potete reperire qui.

E allora? Volevi soltanto seguire la moda?

Si e no. Ammetto, le nuove tendenze con sfondi fotografici e scrolling infinito a me piacciono e piacciono molto. Ammetto altresì che tendo a stufarmi in fretta delle cose e ho la assoluta certezza di avere un bisogno compulsivo di continuo cambiamento di abitudini (e di cose) che fanno parte della mia vita. In ultima istanza, ammetto anche che ultimamente avevo come l’impressione che l’aspetto del mio sito risultasse poco allettante ai lettori. Insomma, per un insieme di fattori e motivi contingenti, ero arrivato al punto di considerare che il sito avesse necessità di una rinfrescata, di una svecchiata.

Web marketing, web design e società del futuro

Si, mi sono fatto contagiare in pieno dalle ultime tendenze. Si, mi sono soggiogato alle ultime mode in fatto di webdesign. Si, sono stato colpito e affondato in pieno dalla società dell’immagine. Ho scelto un sito a base fotografica, ma dall’aspetto prettamente minimalista. Ho ridotto al minimo le facezie di cui era fornito. Ho dato una pulita generale e, devo ammettere, di essere completamente soddisfatto per il risultato ottenuto. (Ovviamente, non ho assolutamente idea di quanto possa durare questa soddisfazione, dipenderà dal mio grado estivo di apatia, lunaticità e abulicismo!)

Investire poco o, peggio ancora, investire male nel web marketing non solo comporta una perdita di tempo e di soldi ma in moltissimi casi significa creare un danno serio alla propria azienda.

Una volta sono stato saggio, attento e intelligente. Una volta sono stato ponderato e non ho agito di impulso. Non ricordo il periodo, il giorno o l’anno, ma ne sono certo: una volta sono stato davvero una brava persona. Ho preso decisioni avventate per tutta la vita, se potevo imboccare una strada sbagliata, senza senso o chiusa, statene certi, lo ho fatto. Sempre.

La triade infernale: società, immagine, marketing

Se una cosa poteva andarmi storta, statene assolutamente certi, è davvero andata storta. Non ho mai preso la corsia giusta nella vita, non ho mai percorso la strada maestra, quella che ti porta dritta al risultato. Quella che ti fa vincere. Non so perché, ma sono sempre stato avverso ai vincenti, ho sempre scelto chi arrivava secondo. E lo ho sempre imitato. E non ho mai vinto nulla. Quella sensazione indefinita, un misto tra l’amaro in bocca e la consapevolezza che non esisterà mai la pace nella tua vita, non mi ha mai lasciato andare.

Meglio arrivare secondi, ma rimanere sé stessi

C’erano indizi che non avevo mai notato, o che non avevo voluto notare. Non prendiamoci in giro: ognuno, della sua vita, della sua esistenza e della sua coscienza, fa esattamente ciò che vuole. Nessuno ti obbliga a non diventare un vincente, nessuno ti obbliga a rimanere un eterno secondo. Forse, sei un secondo per scelta. Si, un secondo per scelta. Oggi è da sfigato, ma una volta c’era un proverbio che ogni nonno recitava al proprio nipote: “L’importante non è vincere, l’importante è partecipare”.

Che fine ha fatto questa morale?

Inghiottita da questa società, una società che sminuisce chi non arriva sul gradino più alto del podio, una società in cui la mera e semplice partecipazione non ha più alcun valore. La morale non esiste più, esiste il profitto, la vittoria, il guadagno. Se vuoi rimanere al passo coi tempi, devi adattarti. Alternative non se ne vedono all’orizzonte. L’unica via di fuga è vivere in disparte, ai margini, e cercare di concludere questa esistenza senza arrecare danno agli altri. E, magari, senza subirne.