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Un borghese piccolo piccolo

Dalla prima pagina il romanzo Un borghese piccolo piccolo di Vincenzo Cerami ti prende obbligandoti a fissare uno sguardo spietato su un campione di società italiana quanto mai rappresentativo: il mondo di un impiegato di ministero, che passa la vita a mandare avanti pratiche di pensione attendendo di andare in pensione lui stesso e di portare suo figlio a occupare un posto nello stesso ministero, a un grado superiore al suo. Una storia di impiegati ce la aspetteremmo grigia e povera di fatti e prevedibilmente caricaturale; invece qui di fatti ne succedono parecchi e dei più romanzeschi: da una incongrua cerimonia massonica a una cruenta irruzione nella cronaca nera quotidiana, a una allucinata, truce vendetta.

Fonte: Goodreads

Un borghese piccolo piccolo

Una scrittura asciutta che lascia spazio alla storia, l’autore culla il lettore con i fatti, senza appesantire in alcun modo la narrazione. Una storia semplice, ma in grado di sorprendere. Un borghese piccolo piccolo presenta un intreccio che dispiega personaggi e caricature, senza intricare troppo gli eventi e lasciando completo palcoscenico al dispiegarsi della storia. Nella sua semplicità, è grandioso e mostra chiaramente i meccanismi che stanno alla base della società italiana. Ancora attuale, stimola la repulsione verso le scorrette pratiche nepotistiche cui mira tanto l’italiano medio in cerca di una posizione di rispetto.

La finta trasformazione della società

Descrive bene la trasformazione della società italiana, con un leggero sarcasmo, ma con la limpidezza degli occhi di rimane attonito di fronte a tali turpi macchinazioni. Nell’essenzialità della trama si trova un riscontro cinematografico, era già chiaro che il libro avrebbe avuto una trasposizione sul grande schermo, tanto vi si prestava, quasi che fosse scritto a mo’ di sceneggiatura. Se la scrittura di Cerami, chiare e leggere pennellate d’artista, viene accostata ai fatti di cronaca violenta e all’uomo comune, ecco che ne escono delle descrizioni dalle tinte caricaturali che ricordano tanto i rotocalchi in voga negli anni in cui è ambientata la storia.

Un meraviglioso affresco da rotocalco

Proprio a quelle pubblicazioni, i rotocalchi scandalistici, e a quei titoli ad effetto viene trasportato l’immaginario del lettore quando si trova di fronte alla necessità dell’uomo comune di avere giustizia. Quella giustizia che, allora come oggi, lo stato e i tribunali italiani non sono in grado di dare. Un bellissimo affresco in grado di fotografare appieno, e al meglio, le magagne di una società italiana cambiata davvero poco nel corso degli anni.
Un borghese piccolo piccolo – Vincenzo Cerami